Etichette

venerdì 29 marzo 2013

SPUNTI DI SPORT- LA LIGA IN CHIARO.


Un vero e proprio regalo di Pasqua per tutti gli appassionati di calcio internazionale. È quello messo a punto da un gruppo di emittenti locali che, capitanate da VIDEO CALABRIA, e con l'apporto determinante della concessionaria di pubblicità PUBLISHARE è riuscita ad acquistare i diritti tv della LIGA SPAGNOLA per quanto riguarda le ultime 10 giornate di questa stagione, rimasti fino a ora invenduti dopo il rifiuto di SKY.

A partire, quindi, da domani fino al termine del campionato potremo così tornare a rivedere solo e rigorosamente sul digitale terrestre e in chiaro le gesta dei vari campioni (Messi e Cristiano Ronaldo in primis) della Liga.

Queste le emittente, radicate un po' in tutta Italia, in cui sarà possibile vedere le partite della LIGA.

Piemonte e Valle D'Aosta: VIDEOGRUPPO PIEMONTE.
Lombardia: TELELOMBARDIA, ANTENNA 3.
Veneto: TELENORDEST.
Trentino Alto Adige: RTTR e TV ALPI.
Friuli Venezia Giulia:TELEQUATTRO.
Liguria: PRIMOCANALE.
Emilia Romagna: È TV.
Toscana: RTV 38.
Umbria: UMBRIA TV.
Marche: TV CENTRO MARCHE.
Lazio: ROMAUNO.
Campania: NAPOLI CANALE 21.
Abruzzo: RETE 8.
Puglia, Molise e Basilicata: TELE NORBA.
Calabria: VIDEOCALABRIA.
Sicilia: ANTENNA SICILIA.
Sardegna: TCS e VIDEOLINA.

L'ACCORDO CON PUBLISHARE.

La domanda che certamente in molti si staranno chiedendo è come siamo potuti arrivare a questo accordo tra LIGA ed emittenti locali, assolutamente rivoluzionario per la televisione italiana, e che sopratutto è riuscito ad arrivare dove SKY non era riuscita.
Dobbiamo fare un passo indietro.
Come vi ricorderete, tra Agosto e Settembre dello scorso anno, SKY, che fino allo scorso anno aveva trasmesso la LIGA via satellite in modalità pay per view non aveva rinnovato l'accordo con la LIGA, in quanto aveva ritenuto eccessiva la spesa di 10 milioni di euro a stagione richiestole (peraltro decisamente più alta rispetto a quanto richiesto gli anni scorsi). Il rifiuto della pay tv italiana aveva fatto si, quindi, che i diritti tv dell'attuale stagione restassero invenduti. Nel frattempo, però, il campionato si è regolarmente disputato, e in particolare sono stati disputati i due Clasici previsti in campionato tra BARCELLONA e REAL MADRID, le squadre più rappresentative del torneo. Ora, dopo la disputa del Clasico nel girone di ritorno, il costo dei diritti tv sono inevitabilmente crollati e a questo punto è entrata in scena una concessionaria di pubblicità italiana, la PUBLISHARE, che ha acquisito i diritti tv per quanto riguarda le rimanenti giornate della stagione in corso (i diritti tv delle stagioni 2013-2015 sono già stati acquisiti da PITCH INTERNATIONAL, broker inglese dietro al quale ci sarebbe AL JAZEERA. Da capire, a questo punto, se l'emittente del Qatar sbarcherà in Italia direttamente con il suo canale BeIn Sport (come già successo questa stagione in Francia), o se sbarcherà indirettamente (via satellite tramite accordo con SKY, o via digitale terrestre, tramite accordo con MEDIASET PREMIUM).Al momento in tal senso non ci sono ancora informazioni; sicuramente nei prossimi mesi cominceremo a capire un po' meglio la situazione in merito).
A questo punto la PUBLISHARE ha girato i diritti delle partite alle emittenti di cui è concessionaria (in buona parte le stesse che avevano trasmesso la scorsa stagione il programma politico di MICHELE SANTORO, SERVIZIO PUBBLICO) a patto però di poter trasmettere durante i match 3 break pubblicitari.

Dunque, come dicevo all'inizio, a partire da domani, sulle emittenti locali sopra riportate, sarà possibile vedere in chiaro (solo e rigorosamente sul DIGITALE TERRESTRE) le ultime 10 giornate della LIGA. 4 le partite live trasmesse in ogni turno, con le telecronache che verranno effettuate dallo staff di TELE LOMBARDIA, diretto da FABIO RAVEZZANI, e che vedrà tra gli altri, il ritorno in tv del giornalista sportivo CARLO NESTI, che seguirà la partita SARAGOZZA-REAL MADRID.

Andiamo ora a vedere le partite che verranno trasmesse sia questo fine settimana che la prossima settimana.

29° GIORNATA.

SABATO 30 MARZO.
Ore 18: CELTA VIGO-BARCELLONA.
Ore 20: SARAGOZZA-REAL MADRID.

DOMENICA 31 MARZO.
Ore 19: ESPANYOL-REAL SOCIEDAD.
Ore 21: ATL.MADRID-VALENCIA.

30° GIORNATA.

SABATO 6 APRILE
Ore 18: REAL MADRID-LEVANTE.
Ore 22: BARCELLONA-MAIORCA.

DOMENICA 7 APRILE.
Ore 19: GETAFE-ATL.MADRID.
Ore 21: VALENICA-VALLADOLID.

Un accordo, questo raggiunto tra LIGA ed emittenti locali, che dimostra come, in momento economico assai complesso, una serie di emittenti locali, unendo insieme le proprie forze, sia riuscita a portare a casa un risultato veramente incredibile, battendo network dalle risorse indubbiamente più ampie rispetto a queste emittenti stesse. E chissà che, come rilevava ieri mattina un carissimo amico, EMILIO, che saluto, non fosse veramente l'inizio di una rivoluzione televisiva!
Ai posteri l'ardua sentenza.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

venerdì 22 marzo 2013

SPUNTI DI SPORT- RICORDANDO PIETRO MENNEA.


Un mito inossidabile dell’atletica e dello sport italiano. Questo era il mitico PIETRO MENNEA, scomparso ieri a ROMA all’età di 60 anni (ne avrebbe compiuti 61 il prossimo 28 Giugno). Il nome del velocista azzurro, nativo di Barletta il 28 Giugno 1952, era legato alle sue grandissime imprese sportive, tra cui i vari record mondiali fatti registrare nei 100, 200 (la disciplina con cui ci regalerà le più grandi soddisfazioni) e 400 metri. Questa puntata di SPUNTI vuole essere un tributo alle gesta sportive di questo grande campione.

Pietro Mennea inizia la sua lunga carriera nelle file dell’AVIS BARLETTA a 19 anni, e nel 1971, in occasione dei EUROPEI, in programma quell’anno a HELSINKI, ottiene la sua prima medaglia (un bronzo) nella 4x100 in 19”80, e poi il 6° posto nei 200 metri. Ma non solo. Nello stesso anno diventerà campione nazionale dei 200 metri piani (titolo che vincerà altre 12 volte, dal 1972 al 1974; dal 1976 al 1980, e poi nel biennio 1983-1984).
Nel 1972 fa il suo esordio alle Olimpiadi, in programma a MONACO DI BAVIERA, e il 4 Settembre vince la medaglia di bronzo nei 200 metri correndo in 20”30, subito dietro a campioni quali il sovietico VALERIJ BORZOV e allo statunitense LARRY BLACK. Andiamo a vedere le immagini sia della semifinale che della finale dei 200 metri.


Nel 1973 alle UNIVERSIADI, disputate a MOSCA, Mennea riesce ad aggiudicarsi una medaglia d’oro nei 200 metri (disciplina che alla fine sarà quella più foriera di successi) in 20”56, e due medaglie di bronzo nei 100 metri, correndo in 10”34 e nella staffetta 4x100. Riviviamo la vittoria di MENNEA alle UNIVERSIADI attraverso questo frammento della radiocronaca di CLAUDIO FERRETTI.


Il 1974 è un anno veramente speciale per Mennea. Il velocista italiano gioca in casa a ROMA i campionati EUROPEI e vince la medaglia d’oro nei 200 metri, e due argenti nei 100 metri (dietro al rivale di sempre, BORZOV) e nella staffetta maschile 4x100. In merito andiamo a vedere la puntata di PERLE DI SPORT, tratta da RAI SPORT 2.


Il 1975 vede ben 4 medaglie d’oro al collo di Pietro. Due ai Giochi del Mediterraneo e due alle Universiadi. In entrambi i casi gli ori sono arrivati sia dai 100 che dai 200 metri.

Dopo un 1976 assai deludente con un quarto posto nei 200 metri e un sesto posto nella staffetta 4x100, e la sola vittoria nei 400 metri agli Europei Indoor di Milano, nel 1978 Mennea agli Europei di Praga non solamente vinse i 100 metri correndo in 10”26, e i 200 metri in 20” 16, ma si aggiudicò anche la medaglia d’oro nei 400 metri piani. Andiamo a vedere in merito la puntata di PERLE DI SPORT dedicata alla vittoria di MENNEA agli Europei di Praga


Il 1979 è un anno memorabile nella storia di Pietro Mennea. Non solamente Pietro vince la gara dei 100 metri ai Giochi del Mediterraneo, in programma quell’anno a Spalato, ma in occasione delle Universiadi a Città Del Messico, vince sia la medaglia d’oro nella staffetta 4x100, facendo segnare il record nazionale di 38”42, ma al contempo si aggiudica anche la medaglia d’oro nei 200 metri, facendo segnare addirittura il record mondiale di 19”72 (solo nel 1996 questo record mondiale verrà battuto da MICHEAL JOHNSON, che lo porterà a 19”60. ). Questo il resoconto dell'epoca, tratto dal CORRIERE DELLO SPORT. Andiamo a vedere insieme le immagini di questo storico risultato.


Alle Olimpiadi di Mosca del 1980 (passate alla storia per il boicottaggio degli USA) Mennea si aggiudica la medaglia d’oro battendo Alan Wells per due centesimi di secondo. Al contempo si aggiudica la medaglia di bronzo nella staffetta 4x100.
Questo il resoconto dell'epoca, tratto dal CORRIERE DELLO SPORT. Queste invece le immagini dell'oro azzurro vinto da MENNEA, con la telecronaca originale di PAOLO ROSI.


Nel 1981 il nostro campione olimpico annuncia a 29 anni il ritiro dalle competizioni agonistiche per concentrarsi maggiormente sullo studio, ma l'anno successivo ci ripensa, e torna nuovamente a gareggiare, ottenendo il quarto posto nella staffetta 4x100 agli Europei di Atene.
Nel 1983 Pietro stabilisce il recordo mondiale nei 150 metri sulla pista dello stadio di Cassino, correndo in 14”8: primato tuttora imbattuto.
In seguito partecipa alla prima edizione dei Mondiali, in programma ad Helsinki, conquistando una medaglia di bronzo nei 200 metri e un argento nella staffetta 4x100. Nei Giochi del Mediterraneo in programma a Casablanca, Pietro si aggiudica la medaglia d'oro nei 200 metri: sarà una delle ultime gioie in ambito agonistico. L'anno successivo, 1984, infatti, partecipa alle Olimpiadi di Los Angeles, portando a casa, purtroppo dei risultati assai deludenti: il 7° posto nei 200 metri, il quarto posto nella staffetta 4x100 metri e il 5° posto nella staffetta 4x400 metri. Al termine della stagione, Mennea si ritira nuovamente, non prima di riconfermarsi nuovamente campione nazionale nei 200 metri piani. In seguito, Pietro ritorna ancora all'attività agonistica, partecipando alle Olimpiadi di Seul nel 1988 nei 200 metri, e rappresentando il nostro Paese come portabandiera durante la cerimonia di apertura. In ambito agonistico, Mennea riesce a superare il primo turno della batteria, ma poi si ritira dalle Olimpiadi a causa di un infortunio muscolare. Questa volta il suo ritiro è definitivo.

LA FONDAZIONE MENNEA.


Ritiratosi a livello agonistico, e in precedenza laureatosi sia in scienze politiche, sia in giurisprudenza, lettere e scienze dell'educazione motoria, Mennea si mise a praticare la professione di Avvocato, scrivendo numerosi libri, e poi anche in seguito anche a insegnare; fece per un periodo di tempo il commercialista, venne eletto dal 1999 al 2004 come eurodeputato a Bruxelles, e poi per un periodo di tempo fece anche il curatore fallimentare.

Il progetto più bello, e più importante, risale però al 2006, quando questo grande campione istituì la FONDAZIONE PIETRO MENNEA, una onlus che, attraverso dei progetti specifici, effettuava delle donazioni a favore di enti caratatevoli, società sportive, nella promozione della ricerca scientifica oltre a diffondere i valori positivi dello sport, andando pertanto a condannare qualsiasi forma di doping.

Questa la presentazione dell'associazione, scritta dallo stesso Mennea.

Cari Amici,
in tutti gli anni in cui mi sono dedicato all'attività agonistica sportiva, mi sono preoccupato di lasciare un'impronta nella storia dello sport nazionale ed internazionale, approdando ai vertici dello sport mondiale e riuscendo a conseguire risultati prestigiosi durante tutta la mia carriera sportiva durata l'arco di cinque Olimpiadi, e mi è stato possibile raggiungere questi traguardi solo attraverso un lavoro metodico, costante e grandi sacrifici.

Nel contempo, non ho mai dimenticato chi non ha avuto la mia stessa fortuna: in tutti questi anni, infatti, ho cercato di rendermi utile e sostenere coloro che avevano bisogno di aiuto, attivandomi in varie iniziative di beneficenza e solidarietà.

Per continuare questa opera di solidarietà e per poter raggiungere gli obiettivi previsti nel modo più efficace, ho ritenuto opportuno costituire la Fondazione Pietro Mennea Onlus (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale) per la Ricerca e lo Sport.
Scopo della Fondazione, priva di ogni fine di lucro, è l'esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale.

Infatti, lo scopo primario della Fondazione è di carattere filantropico, ossia effettuare donazioni costanti nel tempo ed assistenza sociale ad enti caritatevoli o di ricerca medico-scientifica, associazioni culturali e sportive, attraverso progetti specifici e concreti, che avranno carattere di massima trasparenza.

Lo scopo secondario è di carattere culturale, e consiste nel diffondere lo sport ed i suoi valori, nonché promuovere la lotta al doping, che è diventata una triste piaga per lo sport e la nostra società.

Alla base delle attività della Fondazione Pietro Mennea Onlus, per la ricerca e lo sport, c'è la volontà di agire concretamente, in modo trasparente.


I RICORDI
Tantissimi i ricordi e le testimonianze d'affetto arrivate in queste ore. Andiamo a leggerne insieme alcune.

SARA SIMEONI. "Il ricordo di Pietro Mennea è quello di un ragazzo che faticava: eravamo solo noi due a Formia ad allenarci e abbiamo condiviso la fatica. Ci siamo incoraggiati a vicenda, senza tanti giri di parole: bastava guardarci negli occhi. In ogni caso abbiamo intrapreso un percorso molto bello. I risultati li abbiamo costruiti lì, su quella pista, a Formia, giorno dopo giorno. Pietro era un personaggio di una tenacia incredibile, i risultati ottenuti sono la logica conseguenza di questa sua grande volontà di arrivare dove altri non sarebbero arrivati. Sia lui che io come donna, e dunque con una metodologia di allenamento rivolta al femminile, ci siamo costruiti in un momento di revisione delle strategie relative alla preparazione di quegli anni.

Ci siamo costruiti diciamo con un fai da te con il nostro lavoro; siamo stati importanti l'uno per l'altra. Guardare lui allenarsi era stimolante per me nei momenti difficili, così come lo sono stata io per lui, con i miei risultati. C'era grande apprezzamento dell'uno verso l'altra, per quello che stavamo costruendo".

ALAN WELLS. "Sono molto triste, è stato il mio più grande rivale. È un giorno molto triste, non mi aspettavo questa notizia. Mi consola sapere che verrà sempre ricordato come un grande atleta, tra i migliori della sua generazione. È stato un grande campione di cui l'Italia deve andare orgogliosa. È stata la mia fortuna avere avuto un avversario così forte perchè mi ha costretto a migliorarmi. Eravamo coetanei e abbiamo avuto una carriera in parallelo. È stato senza dubbio il mio più grande rivale, con la sua morte se ne va via una parte di me".

LIVIO BERRUTI. "Scompare un asceta dello sport, interpretato sempre con ferocia, volontà, determinazione. Mennea è stato un inno alla resistenza, alla tenacia e alla sofferenza. All'atletica italiana manca questa grande voglia di emergere e di mettersi in luce. Tra noi c'è stato un rapporto molto dialettico: per lui l'atletica era un lavoro, io lo facevo per divertirmi; lui era pragmatico, io idealista. Il nostro è stato uno scontro, come tra Platone e Aristotele".

Come potrete facilmente capire, non se ne va solamente un grande campione di sport, ma anche e sopratutto un grande campione di vita, che, e di questo sono certo, avrà per sempre un posto speciale nel cuore di noi appassionati di sport.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

martedì 12 marzo 2013

domenica 10 marzo 2013

SPUNTI DI SPORT- GENOA-PRO VERCELLI: QUALE LA SQUADRA PIÚ ANTICA D’ITALIA?

L'atto di fondazione del GENOA, redatto il 7 Settembre 1893.
Cari amici, la puntata di SPUNTI DI SPORT è una puntata un po’ particolare della nostra rubrica, perché, come già accaduto per la puntata natalizia dello scorso anno, nasce da voi. Se lo scorso anno il tema della puntata (il duello VILLENEUVE-ARNOUX) venne scelto da voi in base a un sondaggio pubblicato in pagina, questa volta l’argomento mi è stato suggerito da una domanda che mi ha posto in pagina uno di voi, ALESSANDRO.

Questa la domanda postami da ALESSANDRO.
Premetto che sono un grandissimo juventino, ma da sempre ho grande simpatia nei confronti del genoa, considerato da tutti il club piú antico d'Italia. Ma la pro vercelli non fu fondata un anno prima? Complimenti per il giornale, considerato da me, e non solo, la "bibbia" del calcio! Se qualcuno riuscisse a togliermi questo dubbio, ne sarei gratificato, cordiali saluti dalla Spagna e complimenti ancora!!!

Devo essere sincero: l’argomento mi ha estremamente colpito, da qui l’idea di dedicare questa puntata di SPUNTI alla questione espressa da ALESSANDRO, cui ho risposto poi nelle ore successive.
Prima di rispondere alla domanda di Alessandro, dobbiamo partire da un presupposto. Oggi come oggi quando nasce una società di calcio nasce direttamente come società di calcio e di questo si occupa totalmente. Tanti anni fa però non era sempre così. Con maggior precisione, molte società sul finire dell’Ottocento e inizio del Novecento non nacquero direttamente come squadea di calcio, ma nacquero come costole di società polisportive, nel senso che alla nascita la data società polisportiva aveva delle sezioni di atletica leggera, di polo, ecc, a cui in un secondo momento venne aggiunta la sezione relativa al calcio. 
 
Vado a rispondere alla domanda di Alessandro. Per quanto riguarda il Genoa, possiamo dimostrare senza la benchè minimissima ombra di dubbio si tratti della società più antica d’italia, sia perchè da alcune ricerche storiche risulta che una squadra genovese fondata da due industriali scozzessi utilizzasse in uso di comodato un campo di calcio per allenarsi, ma ancor più perchè in questo caso esiste il documento vero e proprio che prova la fondazione del Genoa Cricket ed Athletic Club. Come apprendiamo, infatti, da WIKIPEDIA, il documento, (attualmente conservato nel Museo della Storia del Genoa , e consegnato alla stessa società rossoblù dagli eredi del giornalista GIANNI BRERA dopo che venne consegnato a BRERA stesso dall’ex segretario rossoblù, Toso) è costituito da un libro mastro a partita doppia recante la firma del Console Inglese di Genova, Sir Charles Alfred Payton.
Il contratto venne firmato per la precisione nella sede del consolato inglese a Genova, allora situato in via Palestro,10, nell'interno 4. 
Successivamente sarà poi JAMES RICHARDSON SPENSLEY a proporre il 2 Gennaio 1899 il cambiamento della denominazione in GENOA CRICKET AND FOOTBALL CLUB. 
 
Per quanto riguarda invece il PRO VERCELLI, la società polisportiva da cui deriva, la SOCIETÀ GINNASTICA PRO VERCELLI, è stata fondata nel 1892, ma la sezione relativa al calcio venne fondata solo nel 1903. Per questo motivo, si può quindi affermare senza orma di dubbio che il GENOA sia la società di calcio più antica in Italia.
Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

giovedì 7 marzo 2013

SPUNTI DI SPORT- IL RITORNO DEL BINOMIO MC LAREN-HONDA.

La MC LAREN MP 4/4, la prima motorizzata HONDA. Schierata nel mondiale 1988, ad oggi è la monoposto più vincente nella storia della FORMULA 1, avendo vinto 15 GP sui 16 totali.

Ritorno al passato. Dopo l'introduzione a partire dal prossimo anno dei motori V6 turbo, anche se non ancora ufficiale in questi giorni si sta sempre più parlando ufficialmente del fatto che possa tornare a ricostituirsi uno dei binomi che ha fatto, a cavallo tra la fine degli anni 80, e l'inizio degli anni 90, la storia della FORMULA 1: stiamo parlando del binomio MC LAREN-HONDA.

Come sappiamo, quest'anno è in scadenza il contratto che la MC LAREN ha con l'attuale motorista, la MERCEDES. Da quanto sappiamo, il team di WOKING eserciterà il diritto di rinnovo per un solo anno, il 2014, e poi dal 2015 (o al peggio dal 2016) tornerà a usare i motori forniti dal colosso nipponico. Per gli appassionati di FORMULA 1, se verrà confermato (come è quasi certo) il ritorno con il motorista giapponese, sarebbe sicuramente una bellissima notizia, perchè in passato il binomio MC LAREN-HONDA in passato ha scritto delle pagine veramente importanti nella storia della FORMULA 1: oltre ai 4 titoli piloti e ai 4 piloti costruttori vinti, non possiamo non dimenticare lo storico duello tra AYRTON SENNA ed ALAIN PROST che infiammò in quegli anni il Circus (se vi può interessare, cari amci, potremmo parlarne in una prossima puntata di SPUNTI DI SPORT AMARCORD).

Il fatto che la scuderia di WOKING sia sempre più vicini a a un accordo con la HONDA è inoltre rafforzata non solo dalla presenza negli ultimi tempi di numerosi ingegneri HONDA a WOKING, ma anche da una indiscrezione pubblicata questa settimana da AUTOSPRINT: la MC LAREN sarebbe infatti intenzionata a rilevare la COSWORTH che lascerà a fine anno. Gli impianti della COSWORTH a NORTHAMPTON rappresenterebbero così per la scuderia inglese non solo una base logistica per la produzione in proprio di motori per le macchine stradali (attualmente affidati alla ditta RICARDO), ma anche una base per i motori della FORMULA 1. A questo si aggiunga anche che dovrebbe essere proprio la HONDA (destinata ad entrare come azionista di minoranza acquisendo il 30% della MC LAREN andando così a risanare i buchi di bilancio del gruppo Mc Laren, quantificati da AUTOSPRINT in circa 250 milioni di sterline) a finanziare questa operazione.

A spingere la HONDA a voler rientrare in FORMULA 1, dopo averla lasciata al termine della stagione 2008 è stata quindi la decisione della FIA di abbandonare gli attuali V8 da 2400cc ai nuovi V6 da 1600 cc con il nuovo sistema di recupero di energia, l'HERS (Heat Energy Recovery Sistem) che andrà ad affiancare l'attuale KERS (Kinetic Energy Recovery Sistem). Un sistema che quindi permetterà alle monoposto di FORMULA 1, a partire dal prossimo anno, di acquisire potenza sia dal motore vero e proprio, il V6 (a scoppio, e quindi, presumiamo più rumoroso rispetto a quelli attuali), sia dai due motori elettrici (HERS e KERS che consentiranno di recuperare sia l'energia cinetica, sia quella termica (aspetto questo molto apprezzato dalla HONDA)) che consentirà, pur con un motore indubbiamente più piccolo rispetto a quello attuale, di raggiungere delle potenze quasi simili a quelle attuale.

L'augurio veramente sincero è che il rientro della HONDA a fianco della MC LAREN a partire dal 2015 (o al peggio dal 2016) possa portare un aumento della spettacolarità delle corse. Cosa che tutti gli appassionati di FORMULA 1 apprezzerebbero non poco.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

domenica 3 marzo 2013

SPUNTI DI SPORT- CLAMOROSO AL CIBALI.

Lo stadio CIBALI di CATANIA.
Clamoroso al Cibali! Quante volte ci è capitato di ascoltare questa celeberrima affermazione per evidenziare la vittoria da parte di una squadra data per sfavorita alla vigilia di una data partita, o comunque un risultato assolutamente inimmaginabile. Dietro questa frase, pronunciata per la prima volta alla radio, il 4 Giugno 1961 durante un CATANIA-INTER, si nasconde una storia. Una storia in cui a prevalere, come vedremo, sono i sentimenti di una squadra di calcio, il Catania, ferita nell’orgoglio che poi si prenderà la sua rivincita. A quella squadra di calcio e alla sua storia è dedicata questa puntata storica di SPUNTI DI SPORT.

PROLOGO.

Prima di raccontare quanto accadde quella Domenica 4 Giugno 1961, dobbiamo fare idealmente con la nostra macchina del tempo un ulteriore passo indietro.
Domenica 29 Gennaio 1961. Allo Stadio San Siro di Milano si affrontano nella 17° e ultima giornata del girone di andata l’INTER, guidata da HELENIO HERRERA, e il neopromosso CATANIA, guidato da CARMELO DI BELLA. Si tratta di una sfida di alta classifica, essendo l’INTER in testa alla classifica, e il CATANIA terzo, a due punti dal battistrada nerazzurro. In ballo il titolo di campione d’inverno. La partita si rivelerà una vera e propria debacle per la formazione etnea, che perse 5-0 contro i nerazzurri, e con ben 4 autoreti! L’Inter passò in vantaggio al 13° con MORBELLO,. Tra il 30° e il 42° minuto ben due autoreti del giocatore del CATANIA, GIAVARA, fissarono il punteggio sul 3-0 nerazzurro. Nella ripresa, proseguì la debacle catanese con altre due autoreti, realizzate al 69° da GRANI, e all’81° da CORTI che fissarono il punteggio sul 5-0 finale a favore degli uomini allenati da HERRERA.

Queste le immagini di quella gara.


Al termine della gara il tecnico nerazzurro definì la formazione etnea una squadra di telegrafonici. Questo provocò una forte rabbia da parte dei giocatori rossoazzurri. Come raccontò qualche anno fa MEMMO PRENNA, centrocampista e leader di quel CATANIA, "per come avevamo giocato Herrera forse aveva pure ragione, quattro autoreti sono un po’ troppe. Ma ci siamo guardati in faccia promettendoci vendetta".Sentimento, la vendetta nei confronti dell’INTER, che traspare anche dalle dichiarazioni di MARIO CASTELLAZZI "Eravamo un gruppo unito, Prenna era un vero capitano anche fuori dal campo. Ci invitava a casa sua, eravamo decisi a vendicarci”). Una vendetta, quella del CATANIA, che sarebbe arrivata molto prima del previsto.

LA RIPETIZIONE DI JUVENTUS-INTER.

Come non bastasse la voglia di rivincita della società etnea, un'ulteriore questione caratterizza la vigilia di CATANIA-INTER: la ripetizione di JUVENTUS-INTER. E qui bisogna aprire un'ulteriore parentesi.
Grazie a un brillante girone di ritorno, la JUVENTUS era riuscita a passare in testa alla classifica e con 4 punti di vantaggio sull'INTER, seconda in classifica. Il 16 Aprile 1961 si giocò, al Comunale di Torino, lo scontro diretto tra le due formazioni. Una gara decisiva anche ai fini del campionato. Se avesse vinto la Juve, i bianconeri sarebbero passati a + 6 sull'Inter, chiudendo praticamente il campionato. Se avesse invece vinto l'Inter, i nerazzurri di Herrera si sarebbero riportati a 2 punti dalla JUVENTUS e riaperto quindi il campionato. C'è grandissima attesa tra i tifosi bianconeri per questa partita. Forse anche troppa, a tal punto che il Comunale è talmente zeppo di gente (circa 10.000 persone in più di quante effettivamente ospitabili) venuta a vedere la partita che ben quattro ingressi dello stadio cedono, e la gente si sistema ai bordi del campo, in modo da poter assistere alla gara. L'Inter chiede di non giocare, ma l'arbitro Gambarotta fu irremovibile: si gioca ugualmente. Dopo però la prima mezz'ora, e sul punteggio di 0-0, l'Inter chiede e questa volta ottiene la sospensione della gara, e la vittoria a tavolino. La Juventus non ci sta e presenta un ricorso. Nel frattempo l'Inter rimonta nei confronti della Juventus. Arriviamo così all'ultima giornata di campionato, in programma il 4 Giugno 1961, con INTER e JUVENTUS a pari punti con l'INTER impegnata a CATANIA in una sfida dall'esito apparentemente scontato, e la JUVENTUS impegnata in casa contro il BARI.
Alla vigilia della sfida contro il CATANIA, il 3 Giugno, ecco il colpo di scena: la Commissione d'Appello accetta la tesi difensiva della JUVENTUS. Secondo l'avvocato VITTORIO CAISSOTTI DI CHIUSANO, che rappresentò la società bianconera, non solamente, infatti, l’invasione è stata pacifica ma la Juventus non aveva la minima responsabilità oggettiva per quanto accaduto in quanto non aveva venduto più biglietti di quelli consentiti. Questo comportò non solamente il fatto che l'INTER di fatto tornò a -2 dalla JUVENTUS (JUVENTUS 46 punti; INTER 44), ma anche il fatto che la partita venisse rigiocata il successivo 10 Giugno. Una decisione che generò, inutile dirlo, numerose polemiche, alimentate anche dal fatto che all'epoca Umberto Agnelli fosse non solo presidente della JUVE, ma anche della FEDERCALCIO.

LA RIVINCITA DEL CATANIA.

Una formazione tipo del CATANIA 1960/61.
Polemiche o non polemiche, quindi, il 4 Giugno 1961 CATANIA e INTER scesero in campo allo stadio CIBALI di CATANIA. Per i nerazzurri l'assoluta necessità di vincere, in modo tale da potersi giocare lo scudetto nel recupero della gara contro i bianconeri il successivo 10 Giugno.

Queste le formazioni che scesero in campo agli ordini del signor DE MARCHI di FROSINONE.

CATANIA: Gaspari, Michelotti, Giavara, Ferretti, Grani, Corti, Cacelfo, Biagini, Calvanese, Prenna, Castellazzi.
INTER: De Pozzo, Picchi, Facchetti, Bolchi, Guarnieri, Balleri, Bicicli, Lindskog, Firmani, Corso, Morbello.

La partita, visto anche il 5-0 dell'andata, sarebbe dovuta essere una formalità per gli uomini di HELENIO HERRERA. Nessuno però tenne conto della voglia di rivincita, o meglio di vendetta, degli uomini di DI BELLA, desiderosi di far pagare ai nerazzurri l'umiliazione subita nella gara di andata. Come già scritto all'inizio, brucia troppo ai giocatori, sia quel 5-0 subito all'andata, sia quella dichiarazione di Herrera, che, come già scritto, aveva definito i giocatori etnei come una squadra di telegrafonici. E così i giocatori alla vigilia della sfida decidono di preparare da soli la sfida tenendo fuori persino i dirigenti e il loro allenatore, DI BELLA. Troppa la voglia di vendetta, troppa la voglia di rivincita.

Come racconta l'allora terzino del CATANIA, MICHELOTTI in un articolo uscito qualche anno fa sulla GAZZETTA, "Qualche giorno prima della partita  vennero i dirigenti ad offrirci un premio doppio se avessimo lasciato vincere l’Inter. Ci alzammo tutti in piedi: 'No, ci dispiace. Ce la giochiamo'. E giocammo alla morte". E così fu. I giocatori catanesi giocarono la partita della vita contro l'INTER, e battendo di fatto tutti i pronostici che la vedevano perdente contro l'INTER, riuscirono a vincere contro i nerazzurri, probabilmente anche storditi dalla decisione di far ripetere la partita contro la JUVENTUS, battendoli per 2-0, grazie alle reti segnate al 25° da Castellazzi ( "Me lo ricordo benissimo, respinta della difesa dell’Inter, stop di petto e tiro a volo all’incrocio, Me ne annullarono un altro, presi una traversa. Poteva finire anche 4-0", questo il ricordo del giocatore), e al 70° da Calvanese ("Ricordo che fu un golazo, anche se ho dimenticato come si sviluppò l’azione", il ricordo del giocatore).
Per l'Inter questa sconfitta rappresentò una vera e propria mazzata, in quanto, in virtù del pareggio casalingo della JUVENTUS contro il BARI e la loro contemporanea sconfitta, fu la JUVENTUS ad aggiudicarsi lo scudetto. La ripetizione della sfida ormai andava fatta, ma ai fini del campionato non serviva più a nulla. Così, anche per polemica nei confronti della decisione presa, l'INTR mandò in campo contro la JUVENTUS la formazione PRIMAVERA. Per dovere di cronaca, la JUVENTUS battè l'INTER 9-1. Da segnalare, però, che se quella partita rappresentò la partita di addio per l'allora giocatore della JUVENTUS, GIAMPIERO BONIPERTI, in casa INTER fece il suo esordio, bagnato peraltro con una rete, un giovanissimo SANDRO MAZZOLA. Ma questa, come direbbe, MICHAEL ENDE, è un'altra storia.

CLAMOROSO AL CIBALI: CHI A DIRLA?

Dunque, la celeberrima frase CLAMOROSO AL CIBALI venne detta alla radio il 4 Giugno 1961 per commentare la clamorosa e inaspettata sconfitta dell'INTER contro il CATANIA. Ma chi fu a pronunciarla? A distanza di 52 anni, rimane un mistero. Nel 1961 la divisione radiofonica della RAI non registrava come oggi le proprie radiocronache, per cui non si sa chi fu l'autore di questa espressione divenuta ormai celebre. I più sostengono che fu SANDRO CIOTTI, c'è chi, come EZIO LUZZI, sostenne che si trattò di NICCOLÒ CAROSIO.
Sperando di farvi cosa gradita, andiamo a vederci questo filmato, in cui le grandi voci di TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO (passando da RICCARDO CUCCHI, a CLAUDIO FERRETTI, da EZIO LUZZI a LUIGI COPPOLA, all'indimenticabile ALFREDO PROVENZALI) raccontano quell'episodio.


Indipendentemente, però, da chi fu a dire quella frase, CLAMOROSO AL CIBALI, resta un'interiazione arrivata intatta fino ai giorni scorsi, anche se inevitabilmente legata a quel CATANIA-INTER di 52 anni fa.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

sabato 2 marzo 2013

SPUNTI DI SPORT- FORMULA 1: RAGGIUNTO L'ACCORDO RAI-SKY.


Dopo una lunga attesa, finalmente è arrivato l'accordo. Nella giornata di ieri è stato infatti sancito l'accordo quinquennale tra RAI e SKY per la messa in onda in chiaro dei GP della FORMULA 1. La RAI, quindi, fino al 2017 potrà infatti mandare in onda tutti i gran premi delle prossime stagioni di FORMULA 1. Nella fattispecie 9 GRAN PREMI (comprensivi di prove libere del venerdì, prove libere del sabato mattina, qualifiche e gara) andranno in onda in diretta; i rimanenti gran premi andranno in onda in differita (ancora da definire se le prove libere sia del venerdì che del sabato mattina andranno in onda in differita integrale o in sintesi; le qualifiche dovrebbero andare in onda integrali (da capire quanto tempo dopo la diretta SKY); la gara potrà andare in onda 3 ore dopo la conclusione del GP stesso).

Andiamo ora a vedere quali saranno i GP che andranno in onda in diretta sia su SKY che sulla RAI, e i GP che andranno in onda in diretta esclusiva su SKY e in differita RAI.

GP Australia - 17 Marzo (Esclusiva Live Sky e Differita RAI)
GP Malesia - 24 Marzo (Esclusiva Live Sky
e Differita RAI)
GP Cina - 14 Aprile (Diretta Rai e Sky)
GP Bahrain - 21 Aprile (Esclusiva Live Sky
e Differita RAI)
GP Spagna - 12 Maggio (Diretta Rai e Sky)
GP Monaco - 26 Maggio (Esclusiva Live Sky
e Differita RAI)
GP Canada - 9 Giugno (
Diretta Rai e Sky)
GP Gran Bretagna - 30 Giugno (Esclusiva Live Sky
e Differita RAI)
GP Germania - 7 Luglio (Esclusiva Live Sky
e Differita RAI)
GP Ungheria - 28 Luglio (
Diretta Rai e Sky)
GP Belgio - 25 Agosto (Esclusiva Live Sky
e Differita RAI)
GP Italia - 8 Settembre (
Diretta Rai e Sky)
GP Singapore - 22 Settembre (
Diretta Rai e Sky)
GP Corea - 6 Ottobre (Esclusiva Live Sky
e Differita RAI)
GP Giappone - 13 Ottobre (
Diretta Rai e Sky)
GP India - 27 Ottobre (Esclusiva Live Sky
e Differita RAI)
GP Abu Dhabi - 3 Novembre (Esclusiva Live Sky
e Differita RAI)
GP USA - 17 Novembre (
Diretta Rai e Sky)
GP Brasile - 24 Novembre (
Diretta Rai e Sky)

Questa, dunque, la suddivisione dei GP della stagione 2013. Una stagione interlocutoria, in attesa che, dal prossimo anno, facciano la loro comparsa i motori V6 Turbo. Una stagione che, speriamo, possa regalarci, delle grandi emozioni.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold