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venerdì 6 luglio 2012

SPUNTI DI SPORT-SI ALLA TECNOLOGIA NEL CALCIO.


Una giornata storica per il calcio, ma al contempo una conferma di quanto già stato fatto. C’era grande attesa per l’INTERNATIONAL BOARD, in programma ieri a ZURIGO, chiamato a esprimersi in merito alla questione del goal fantasma. Meglio continuare con i cinque arbitri, come chiedeva il presidente dell’UEFA, MICHEL PLATINI, o era il caso di affidarsi completamente alla tecnologia, come chiedeva il presidente della FIFA, SEPP BLATTER?

Al termine del BOARD la decisione, che, a dire il vero, già dalla giornata di mercoledì cominciava a filtrare. Dopo tre ore di riunione, il Board ha infatti deciso di autorizzare l’uso della tecnologia in campo nel caso di goal fantasma, ma ha al contempo deciso che tale strumento tecnologico verrà in aiuto della cinquina arbitrale, costituita dall’arbitro, dai due guardalinee, e dai due arbitri (giudici ) di porta, accontentando sia il presidente della FIFA, BLATTER che voleva la tecnologia in campo, e al contempo anche il presidente dell’UEFA, PLATINI, promuovendo così la soluzione dei cinque arbitri.
D’ora innanzi, quindi, qualsiasi manifestazione calcistica nazionale o internazionale potrà decidere di utilizzare o la soluzione con i cinque arbitri, o la soluzione tecnologica, o volendo, anche entrambe.

LA SOLUZIONE TECNOLOGICA.

In cosa consiste la soluzione tecnologica? Due al momento, i sistemi autorizzati dalla FIFA. Il primo si chiama HAWK EYE (Occhio di Falco), è inglese,e consiste nell’inserimento di 7 telecamere in alta definizione dietro ogni porta che possano accertare se un pallone sia più o meno entrato in rete.
Il secondo, invece, di produzione tedesco-danese, si chiama GOAL REF, e si basa su un campo elettromagnetico che reagisce a tre microchip inseriti nel pallone. Entrambi i sistemi tendono a trasmettere un segnale a un orologio, portato sul polso dall’arbitro, con tempi di poco inferiori al secondo, dando così in tempi rapidi al Direttore di gara la risposta in merito ad eventuali goal fantasma o meno.
Il costo dei sistemi, di cui la FIFA si assumerà i costi d’istallazione, per quanto riguarda le manifestazioni che organizzerà, varia dai 150.000 ai 250.000 dollari (dai 120.000 ai 200.000 euro). "Può sembrare costoso - ha dichiarato il segretario generale della FIFA, Jerome Valcke - ma si tratta di tecnologia. Quando è stato inventato, lo schermo plasma magari costava 10.000 euro. Ora se ne trovano a 500. Si tratta di un cambiamento autorizzato, non obbligatorio. Ogni organizzatore di competizione deciderà se applicarlo o meno.
Sul fronte della competizioni internazionali, apprendiamo per esempio che il rappresentante della federcalcio inglese Alex Horne non ha escluso un suo prossimo utilizzo in PREMIER LEAGUE. "Se il sistema funziona al Mondiale per club e se i 20 club di Premier League saranno d'accordo, potrebbe essere introdotto in Inghilterra nella seconda parte del prossimo campionato".

CONVIVENZA CALCIO-TECNOLOGIA? 

La domanda che molti, però, si chiedono è: potrebbero convivere insieme i cinque arbitri e la tecnologia? Questa la risposta in merito del delegato scozzese, STEWART REGAN. "Dopo due anni di esperimenti, siamo convinti che gli arbitri di area di rigore diano un aiuto notevole all'arbitro principale. Il loro compito non è unicamente di capire se un pallone ha varcato la linea di porta, ma anche di riferire alcune situazioni di gioco all'arbitro. Sono complementari della tecnologia, non un'alternativa.

Anche se, alla fine, sarà comunque l’arbitro a prendere la decisione, come afferma il delegato scozzese, JONATHAN FORD.”È a questo livello che si situa l'universalità del calcio. Prendiamo l'esempio che il pallone abbia varcato la linea di porta ed il sistema lo segnali all'arbitro. Il direttore de gara non è affatto costretto a convalidarlo se ha notato un fallo di mano in precedenza".

Per quanto riguarda le tempistiche, la tecnologia farà il suo esordio al MONDIALE PER CLUB, in programma il prossimo Dicembre a TOKYO, alla prossima CONFEDERATIONS CUP, l’anno prossimo in BRASILE e in occasione dei Mondiali brasiliani del 2014.

IL COMMENTO DI COLLINA.

Intervistato a caldo da SKY TG 24, così PIERLUIGI COLLINA, responsabile UEFA per gli arbitri, commenta la decsione salomonica del BOARD di approvare la tecnologia senza rinunciare agli arbitri di porta.
"Le sperimentazioni sugli arbitri di porta, fortemente voluti dall'Uefa, hanno dato risultati importanti, e la decisione dell'Ifab di passare da una fase sperimentale a quella definitiva lo dimostra. Adesso, chiunque vorrà utilizzarli sarà libero di farlo. Me ne sono occupato direttamente, e sono molto concento di questo risultato. Dipenderà dagli organizzatori delle singole competizioni se utilizzare o no i 5 arbitri, così come da quando sarà disponibile la tecnologia per il gol fantasma, chi vorrà potrà utilizzarla. Arbitri di porta e tecnologia fanno cose diverse: l'occhio di falco guarda solo la linea di porta, gli arbitri fanno altro. Sono di supporto all'arbitro per tutte le decisioni dentro l'area rigore".

Dopo aver assistito negli ultimi anni troppe volte a casi di goal fantasma, speriamo che simili orrori non si abbiano più a vedere, e che se una squadra dovesse pareggiare o perdere una partita, non sia per un goal fantasma ma per un errore o uno sbaglio della squadra sconfitta.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

mercoledì 4 luglio 2012

SPUNTI DI SPORT-LA LEZIONE DELLA GIAMAICA.



Una grande lezione di sportività. Di solito, quando affrontiamo una determinata disciplina, tendiamo sempre a dare molto spazio e a ricordare con maggiore facilità i vincitori di quella data disciplina, rispetto a coloro che hanno gareggiato. A volte però capita di ricordare con maggiore facilità un atleta che magari non ha vinto, ma che è rimasto nel cuore di noi sportivi per un gesto o per una determinata impresa.


Prendiamo la FORMULA 1: tutti noi ricordiamo con grande gioia i titoli mondiali vinti con la FERRARI di NIKI LAUDA, o di MICHAEL SCHUMACHER. Eppure, ci sono dei piloti che, pur non avendo vinto, sono rimasti nel cuore di noi tifosi: penso a GILLES VILLENEUVE, o a JEAN ALESI, o a RUBENS BARRICHELLO. Pur non avendo vinto tantissimo, questi piloti hanno lasciato sempre grandissime emozioni nel cuore di ognuno di noi, perché ci mettevano sempre tutto loro stessi. Prendiamo il duello VILLENEUVE-ARNOUX a DIGIONE. Grazie a quello storico mitico duello, durato fino al traguardo, GILLES è entrato nel cuore di tutti i tifosi della ROSSA, e da lì non sarebbe più uscito.

La puntata di SPUNTI DI SPORT che vado ora a scrivere, è dedicata a un grande gesto sportivo relativo alle OLIMPIADI INVERNALI di CALGARY, del 1988. Protagonista la nazionale giamaicana di BOB a 4.

Come apprendiamo da WIKIPEDIA, l’idea di creare una squadra giamaicana di BOB A 4 che partecipasse alle OLIMPIADI INVERNALI di CALGARY, fu di due americani, GEORGE FITCH e di WILLIAMI MALONEY, che, assistendo a una corsa di carretti, pensarono potesse assomigliare al bob. Non solo. Avendo la Giamaica dei buoni velocisti, ed essendo la partenza nel bob, un aspetto basilare, in un primo tempo pensarono di reclutare degli atleti delle Olimpiadi estive per la gara. Dopo il rifiuto degli atleti, si rivolsero così all’esercito, e in particolare al colonnello KEN BARNES. Insieme riuscirono così ad allestire una squadra di BOB A 4, costituita da DEVON HARRIS (tenente nel secondo battaglione dell’esercito giamaicano), DUDLEY STOKES (capitano dell’aeronautica giamaicana), MICHAEL WHITES (capitano della RISERVA NAZIONALE) e da SAMUEL CLAYTON (ingegnere ferroviario).
La squadra di BOB a 4, prese parte alle OLIMPIADI DI CALGARY. Purtroppo però, nel corso della finale, il loro bob si cappottò nell’ultima parte del percorso. Nonostante non ci fosse più nulla da fare, i 4 componenti del team si alzarono e, aiutati dai soccorsi che portarono il bob, arrivarono a piedi fino al traguardo, portando idealmente al termine la gara, come possiamo vedere dalle immagini.


Questo comportamento colpì moltissimo il pubblico, a tal punto da suscitare un vero e proprio applauso nei confronti di questa squadra, che, sebbene avesse perso, era stata in grado di dare una bellissima lezione di sport.

DALLA REALTÀ AL CINEMA.

Anche il cinema volle rendere omaggio a questa squadra di bob, e così nel 1993 uscì un film realizzato dalla DISNEY, COOL RUNNINGS-QUATTRO SOTTO ZERO, in cui venne raccontata, anche se in chiave decisamente romanzata, l’avventura della GIAMAICA ai campionati di BOB.
A differenza della realtà, la squadra di bob non viene costituita da 4 militari, ma da 4 velocisti DERICE BANNOCK, SANKA COFFIE, YUL BRENNER (da rilevare il riferimento al celebre attore YUL BRINNER) JUNIOR BEVIL. I quattro ragazzi vengono allenati da un allenatore americano, IRVING BLITZER (interpretato da JOHN CANDY) che, nella finzione cinematografica, viene descritto come l’allenatore che aveva trasformato con successo il padre di DERICE da velocista a bobbista.


 Passo dopo passo i 4 ragazzi cominciano a fare progressi, supportati dal loro allenatore, e al contempo a diventare non solo una squadra, ma anche un gruppo di amici. Nonostante l’avversione delle squadre partecipanti alle OLIMPIADI, i ragazzi riusciranno a qualificarsi alle OLIMPIADI di CALGARY. Dopo la prima gara, dall’esito negativo, i 4 ragazzi, abbandonando tutte le tradizioni della SVIZZERA (squadra leader, di cui DEBRICE è un grande ammiratore), nella seconda gara i ragazzi si lasciano andare, essendo praticamente loro stessi con le loro consuetudini e abitudini giamaicane, e qualificandosi così in finale con l’ottavo tempo, conquistando al contempo la stima e l’ammirazione da parte di tutti, pubblico, e squadre avversarie.

In finale, come successo peraltro realmente, la GIAMAICA sta svolgendo una discreta prova, quando improvvisamente, a pochi metri dal traguardo, a causa di un cedimento meccanico, il bob si capovolge.

A differenza della realtà i quattro ragazzi rifiutano l’aiuto dei soccorsi, si alzano in piedi, e portano a mano il bob fino al traguardo. Il pubblico rimane colpito da questo gesto, e applaude con grande ammirazione questi ragazzi.
Andiamo ora a vedere la scena in questione, tratta dal film COOL RUNNINGS,-QUATTRO SOTTO ZERO, diretto da JOHN TURTELTAUB.


Tornando alla realtà, quattro anni dopo, la GIAMAICA si ripresentò alle OLIMPIADI INVERNALI di ALBERTVILLE, concludendo quint’ultima classificandosi davanti a quattro nazionali. Ma, come direbbe il grande MICHAEL ENDE, questa è un’altra storia.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

SPUNTI DI SPORT-FORZA MARIA!


C'è stata grande apprensione intorno alle sue condizioni di salute, ma per fortuna non sarebbe in pericolo di vita. Stiamo parlando della collaudatrice della MARUSSIA (ex scuderia VIRGIN), la 32 enne spagnola MARIA DE VILLOTA, che ieri, impegnata in un test aerodinamico nella base aerea di DUXFORD in INGHILTERRA  in vista del prossimo GP di SILVERSTONE, a bordo della sua monoposto ha perso il controllo della vettura, ed è andata a sbattere contro un veicolo di supporto del team. L'incidente, abbastanza violento, in un primo momento aveva fatto seriamente temere per la vita della giovane collaudarice, visto e considerato anche il fatto che per estrarla dalla monoposto ci sia voluta almeno un'ora. Fortunatamente, MARIA ha progressivamente ripreso conoscenza, è cosciente, ed ha potuto persino parlare sia con i genitori, che con la sorella. Maria presenta delle ferite al volto e alla testa, ma per fortuna non è in pericolo di vita.


Questo il comunicato rilasciato in merito dalla scuderia di MARIA, la MARUSSIA in merito all'incidente e alle condizioni di salute della giovane collaudatrice.

"Da quando Maria è stata ricoverata questa mattina, intorno alle 10.45, all'ospedale Addenbrooke di Cambridge, ha ricevuto tutte le cure del caso in quello che è il maggior centro traumatologico della regione. Maria è cosciente ed è costantemente seguita e sottoposta a esami medici. Speriamo di avere al più presto maggiori notizie sul suo stato di salute. Tutti i nostri pensieri sono per lei e per la sua famiglia.

Intorno alle 9.15 di questa mattina (ieri mattina) la pilota test driver del team Marussia, Maria De Villota, ha avuto un incidente mentre guidava la monoposto MR-01 sulla pista dell'aerodromo di Duxford, dove stava provando l'auto per la prima volta. L'incidente è avvenuto al termine del primo giro di installazione percorso dalla pilota, la cui monoposto è andata a urtare un veicolo di supporto del team".

Tanta l'apprensione che l'incidente di MARIA ha suscitato nel Circus.queste le prime dichiarazioni rilasciate dal pilota dela FERRARI, FERNANDO ALONSO, su TWITTER.
"Sono appena rientrato a casa e ho saputo dell'incidente di Maria. Abbiamo chiamato la famiglia e spero di avere buone notizie al piu' presto.Animo, Campeona!".
Sempre su TWITTER, andiamo ora a riportare le prime dichiarazioni del pilota dellla MC LAREN, JENSON BUTTON. "Il mio pensiero e' con Maria e la sua famiglia in questi momenti cosi' difficili".
Molto preoccupata anche la collaudatrice della WILLIAMS, SUSIE WOLFF.: "Ho i crampi allo stomaco dopo aver sentito dell'incidente a Maria e prego perche' tutto vada bene". I piloti donna in Formula Uno restano una vera rarita'.

L'augurio che tutti noi, appassionati di FORMULA 1 ci sentiamo di fare, è che MARIA possa superare questo difficile momento, e riprendersi quanto prima.
FORZA, MARIA! Sei tutti noi!

                                                      Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

venerdì 29 giugno 2012

SPUNTI DI SPORT-GLI OCCHI DI UN BAMBINO.


Cari amici,
si dice sempre che gli occhi dei bambini siano in grado di vedere o trasmettere quelle cose che magari noi adulti non diciamo loro, per protezione, o per affetto nei loro confronti. Basta uno sguardo, vedere un volto, una espressione, e loro riescono subito a capire, anche senza parlare, quale espressione o stato d’animo possa esserci in quella data situazione. E magari usano anche un disegno per esprimere una sensazione, un dato di fatto, che magari nessuno ha detto loro, ma che essi, attraverso un momento, o un’immagine hanno intuito.

Prendiamo il disegno sopra raffigurato. Raffigura una casa e sopra di essa, due angeli:una donna, e un angioletto più piccolo. Quanta tristezza c’è dietro questo disegno… La tristezza che deve aver suscitato anche nel Presidente della Repubblica, GIORGIO NAPOLITANO, che si dice si sia commosso nel vedere questo disegno, un disegno che purtroppo, nella sua crudezza, descrive quanto vissuto dal piccolo LEONARDO.

LEONARDO stava in casa quella maledetta sera del 29 Giugno 2009, quando purtroppo una esplosione di una cisterna di GPL ha portato purtroppo in via Ponchielli, e in via Porta Pietrasanta, lo scenario di una tragica rappresentazione,ha portato via quasi tutta la sua famiglia, perdendo sua madre, e il fratellino più piccolo. Ha rischiato di perdere anche suo padre il piccolo Leonardo, ma per fortuna suo padre ora sta meglio, e ha potuto ricominciare a occuparsi di lui.

Sono passati ormai tre anni, cari amici, da quella maledetta notte del 29 Giugno 2009, quando il treno merci 50325, proveniente da TRECATE, e diretto a GRICIGNANO, contenente quattordici cisterne di gas GPL, deragliò nella stazione di VIAREGGIO, portando con se morte (32 vittime) e distruzione.
Tre anni in cui la città ha provato faticosamente a risollevarsi da quella immane tragedia, ma la ferita resta ancora impressa dentro ognuno di noi.

Un 29 Giugno, che purtroppo già in passato aveva portato profonda tristezza nel cuore dei viareggini (come non dimenticare il 29 Giugno 1960, quando un immenso incendio distrusse i vecchi hangar, tra via Machiavelli, e via Cairoli, nella prossimità della stazione ferroviaria). Allora, però, fortunatamente la città si seppe rialzare, e il Carnevale ritornò nel 1961 più bello di pria, un conto è dover convivere con il dolore della perdita di una persona cara.
Eppure, sembrava una sera come tante altre…
Non dimenticherò mai quello stridio di freni del treno merci, così forte come non avevi mai sentito in passato. Quante volte avevi sentito frenare un treno merci, ma mai con quella intensità, a tal punto che non si riusciva neanche a sentire cosa dicesse la televisione. Poi il silenzio. Poco dopo, vedi muoversi leggermente le carrozze del merci e poi una nuova frenata. Non puoi immaginarti che in realtà una tragedia c’è già stata, con il merci che ha già deragliato, e quel muoversi leggero del merci, non è un ripartire del treno, ma è uno staccare disperatamente la motrice dalle cisterne da parte dei ferrovieri che viaggiavano su essa. Ormai una cisterna delle 4 deragliate è già collassata a terra, e andando a terra, ha beccato in pieno un picchetto, che l’ha completamente trinciata, con il GPL, che esce senza pietà sul terreno, e si propaga nei dintorni. Nessuno può immaginare che in quell’attimo in silenzio, in realtà i due ferrovieri stiano correndo disperatamente verso il muro della stazione, e, scavalcandolo, si fossero diretti disperatamente verso il primo edificio abitato, la CROCE VERDE, chiedendo aiuto, segnalando che una cisterna sta perdendo GPL, e che rischia di saltare tutto da un momento all’altro. Pochi minuti dopo, una serie di sinistre esplosioni, eccheggiano nella città di Viareggio, portando con se fuoco, morte e distruzione.

Non ve lo nascondo, amici miei: quando sentii quelle esplosioni, di cui addirittura in grado di far tremare il vetro della balcone della sala, pensavo si trattasse di qualcuno che avesse usato dei fuochi d’artificio un po’ più forti. Non mi sarei mai immaginato di vedere, dirigendomi verso il balcone, una stazione illuminata a giorno, con una luce rossastra nell’aria, che aveva quel non so che di sinistro. E poi, girandomi a destra,verso via BURLAMACCHI, un grosso spavento:delle fiamme molto alte, che sembravano quasi mangiare gli alberi circostanti. Nel frattempo, senti correre lungo il condominio le persone che abitano le mansarde, terrorizzate. E poi, la persona che stava sul tuo stesso piano, dire “C’è stato un grosso scontro tra treni all’altezza della sottostazione elettrica.”

Solo poche ore dopo, guardando via Internet, tramite cellulare, scoprii l’amara verità, con le sirene delle ambulanze, e dei vigili del fuoco che passavano di continuo lungo la strada, e con il numero delle vittime che purtroppo cresceva ora in ora sempre di più.

Per la città di VIAREGGIO, amici miei carissimi, è stato un bruttissimo colpo, colpo che la città ha cercato di affrontare stando tutti uniti. Purtroppo 32 persone hanno perso la vita, ma è come se tutti noi avessimo perso qualcosa.

E in questi momenti, veramente molto difficili, anche lo sport ha voluto dare il suo contributo, a cominciare dal calcio, con l’ESPERIA VIAREGGIO, che, al suo primo campionato di PRIMA DIVISIONE, ha voluto ricordare la strage della stazione, ospitando per tutta la stagione il disegno sopra raffigurato del piccolo LEONARDO PIAGENTINI.

Ma ancor più bello e toccante è stato quanto accaduto un anno fa, Martedì 7 Giugno. In una giornata di festa per l’hockey viareggino, con la conquista del primo scudetto in assoluto della storia del CGC VIAREGGIO, i fratelli ALESSANDRO e MIRKO BERTOLUCCI hanno voluto dedicare la vittoria dello scudetto ai familiari delle vittime della strage della stazione, un gesto che gli stessi familiari hanno fortemente apprezzato, perché, anche nei momenti più belli, quale può essere la vittoria dello scudetto, il pensiero è andato a quei 32 angeli della nostra città, che purtroppo hanno perso la vita ingiustamente.

Siamo ormai arrivati, amici, al 29 giugno 2012, al terzo anniversario della strage della stazione. Questa sera, alle 21:15 partirà dal piazzale della stazione ferroviaria il lungo silenzioso corteo, che, dopo una breve sosta alle 21:45 in Piazza Mazzini (sul lungomare della Passeggiata )per alcuni interventi e ripartenza intorno alle 22:15 circa, si recherà intorno alle 23:15 nel parcheggio della Pam, nei pressi del luogo della tragedia, dove alcuni bambini leggeranno alcune poesie in ricordo delle 32 vittime di cui verranno ricordati i nomi,e poi aspetterà lo scoccare delle 23:48, ora della tragedia.

Una città che tutta unità, si ritroverà per non dimenticare quella tristissima notte, ma che al contempo leverà un unico grido unanime, affinché la città, ma soprattutto i familiari delle vittime possano finalmente avere quella giustizia che meritano veramente di tutto cuore.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

mercoledì 27 giugno 2012

SPUNTI DI SPORT- STORIA DEL CUCCHIAIO DA PANENKA A PIRLO.



Un mix di genialità e di quella sana follia che solo i grandi campioni sanno avere nei momenti più duri. Questo alla base della decisione di ANDREA PIRLO di battere il terzo rigore contro l'INGHILTERRA, nei quarti di finale di EURO 2012, utilizzando il celebre cucchiaio.
In un momento molto difficile per i ragazzi di PRANDELLI, che avevano sbagliato il secondo rigore con MONTOLIVO, ed erano passati in svantaggio con ROONEY, quel terzo rigore, battuto egregiamente dal campione della JUVENTUS ha ridato vigore, forza agli Azzurri, e al contempo annicchilito gli avversari, che dinanzi a un simile capolavoro sono andati letteralmente in tilt, con YOUNG che sbaglia il terzo rigore, e COLE che sbaglia il rigore successivo.

Prima di PIRLO, nella storia del calcio internazionale, erano stati tre i rigori realizzati utilizzando il cucchiaio.
Il primo, l'ideatore di questo metodo di battere il rigore, fu ANTONIN PANENKA nella finale di EURO 1976, nella finale tra CECOSLOVACCHIA e GERMANIA OVEST.


Per vedere il secondo cucchiaio dobbiamo andare ad EURO 2000, alla semifinale tra ITALIA e OLANDA. A utilizzare il cucchiaio il capitano della ROMA, FRANCESCO TOTTI, che riuscì a spiazzare in pieno il portiere della nazionale olandese, EDWIN VAN DER SAR.


Sempre Italia in mezzo ai cucchiai. Il terzo cucchiaio, però, vede l'ITALIA subire goal con il cucchiaio. L'autore è ZINEDINE ZIDANE, con il rigore che, al 5° minuto di gioco del primo tempo porta provvisoriamente in vantaggio nella finale del mondiale 2006 la FRANCIA. Sarà un vantaggio illusorio. Non solamente gli Azzurri riusciranno con MATERAZZI a giugnere il pareggio, ma andranno addirittura a vincere il mondiale.


L'ultimo cucchiaio, come sopra scritto, vede la firma di ANDREA PIRLO, nei quarti di finale di EURO 2012 contro l'INGHILTERRA.


LA NASCITA DEL CUCCHIAIO.

Dopo aver visto i vari goal ,una domanda ci sentiamo di porci: com'è nato questo modo particolare di battere il rigore? Com'è nato, insomma, il cucchiaio?

A rispondere alla nostra domanda le dichiarazioni rilasciate un po' di tempo fa in un'intervista pubblicata dal sito dell'UEFA, proprio dall'ideatore di questo rigore, ANTONIN PANENKA, allora giocatore dei BOHEMIANS di PRAGA, e adesso presidente della medesima squadra.

“Dopo l’allenamento ero solito trattenermi con il nostro portiere per battere qualche calcio di rigore. Ci giocavamo una cioccolata o una birra. Era un portiere molto bravo e spesso perdevo. Così, a volte, prima di addormentarmi pensavo a un modo per batterlo e rifarmi.
Pensai che se avessi ritardato la battuta eseguendo un pallonetto, il portiere si sarebbe tuffato non avendo il tempo di recuperare la posizione. Iniziai così a tradurre questa intuizione anche nella pratica. Presi a vincere le scommesse e, di conseguenza, a mettere su qualche chilo. All’inizio provai quella trasformazione nelle amichevoli, poi nelle serie minori e, infine, nella massima divisione. Il coronamento fu nella finale del Campionato Europeo.
Non credo che Sepp Maier l'abbia presa molto bene, anzi era e forse è ancora, un po 'sconcertato. Ho il sospetto che probabilmente non ami sentire troppo spesso il suono del mio nome. Non ho mai voluto ridicolizzarlo. Sono convinto che nessuno sarebbe in grado di prendere in giro qualcuno quando la posta in palio è così alta. Al contrario, ho scelto di calciare il rigore così perché avevo pensato che fosse il modo più semplice di segnare. E 'una ricetta semplice.”

I COMMENTI AL CUCCHIAIO DI PIRLO.

Il cucchiaio di PIRLO ha suscitato diversi commenti. Il primo a intervenire è stato DANIELE DE ROSSI al termine della partita. “Se devo scegliere l'immagine della partita, dico il rigore di Pirlo: era di tempi di Totti che non si vedeva un tiro così folle e spettacolare”.

Il giorno successivo, Lunedì 25 giugno, è lo stesso FRANCESCO TOTTI sul suo blog a tornare sul calcio di rigore battuto da PIRLO.
"Mamma mia!!! Ieri sera tutto il Paese è rimasto incollato davanti alle tv per seguire la nostra Nazionale nella sfida dei quarti contro l'Inghilterra ed è stato veramente troppo bello godersi la gioia di Gigi, di Daniele e di tutti gli altri calciatori e dirigenti. Perchè era anche la nostra gioia, quella dell'Italia intera! Vedere Andrea battere il rigore mi ha riportato di colpo indietro nel tempo, quando anch'io ho tirato dal dischetto a cucchiaio e credetemi, sono emozioni uniche". "Complimenti Andrea, riesci a far diventare tutto semplice, una punizione, un tiro, un passaggio: sei un grandissimo calciatore”.

A commentare il cucchiaio segnato da PIRLO, poi lo stesso ANTONIN PANENKA, l'ideatore di questo tipo di rigore in un'intervista pubblicata su LA GAZZETTA DELLO SPORT.
“Mi sono sorpreso, come tutti, e mi sono divertito. Più in generale, sono contento. E mi sento molto molto orgoglioso. Perchè significa che la mia idea non è morta. Pirlo ha tirato un po' più in basso di come lo calciavo io però la sostanza è la stessa. Conta l'idea, ed è una cosa che necessita tanto allenamento.
Io calcolavo che il 95% dei portieri normalmente non restava in piedi, si sarebbe buttato. Però prima di calciare bisogna osservare molto bene ciò che fanno, questa è la grande difficoltà. Poi devi fingere di tirare normalmente, con la rincorsa, con lo sguardo, con la posizione dei piedi, con il movimento, con il tiro, solo così si ottiene l'effetto sorpresa desiderato e il colpo giusto”.

Un cucchiaio, quello segnato da PIRLO, che ha dato forza e vigore agli Azzurri, consentendo loro di battere l'INGHILTERRA e d'incontrare in semifinale la GERMANIA in un altro scontro dal sapore epico.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

martedì 26 giugno 2012

SPUNTI DI SPORT-IL CAPOLAVORO DI FERNANDO.



Una vittoria voluta e ottenuta con il cuore. Non ci sono altri termini per commentare la vittoria di FERNANDO ALONSO, conseguita ieri nel GP D'EUROPA, disputato a VALENCIA, nella sua SPAGNA. In un circuito purtroppo ostico per quanto concerne i sorpassi, il pilota asturiano della FERRARI ha compiuto la bellezza di ben 10 sorpassi, facendo sognare non solo i tifosi spagnoli, ma anche tutti i tifosi del Cavallino rampante.

E pensare che per il pilota di OVIEDO, la gara era destinata a essere una grande delusione. A causa di un grave errore strategico, infatti, per pochissimi millesimi, sia FERNANDO, sia il suo compagno di squadra, FELIPE MASSA, mancavano l'accesso alla Q3 finale per ben 4 millesimi.

Per fortuna, invece, fin dall'inizio FERNANDO ALONSO si è presentato in pista con il coltello tra i denti. Al via, il pilota asturiano ha infatti superato BUTTON, DI RESTA e ROSBERG. Al 12° giro, ALONSO supera HULKENBERG e MALDONADO.Al 15° giro FERNANDO rientra ai box per la prima sosta, dove monta ancora gomme soft, e rientra in pista al 9°posto.
Un giro dopo, al 16° giro, riparte il festival dei sorpassi: in un giro FERNANDO prima passa WEBBER, poi BRUNO SENNA. Al 18° giro è la volta di SCHUMACHER essere superato dallo scatenato pilota di OVIEDO, che poi al 22° giro va a superare DI RESTA, arrivando così al 4° posto.
Al 28° giro il colpo di scena: in seguito alla collisione tra la CATERHAM di KOVALAINEN e la TORO ROSSO di VERGNE, per rimuovere i detriti in pista la direzione gara fa entrare in pista la SAFETY CAR.Vengono azzerati tutti i distacchi, a cominciare dai 19 secondi che VETTEL, a bordo di una RED BULL completamente rigenerata con le ultime novità apportate, aveva fino ad allora ottenuto sul secondo in classifica, ROMAIN GROSJEAN su LOTUS-RENAULT e sul terzo LEWIS HAMILTON su MC LAREN-MERCEDES.
La SAFETY CAR entra in pista dopo che VETTEL era già passato. HAMILTON, ALONSO e RAIKKONEN con l'altra LOTUS-RENAULT, decidono di approfittare della safety car per anticipare l'ultimo pit stop e montare le gomme medie. VETTEL lo farà il giro dopo, ma riuscirà comunque a rimanere in testa.
La serie di pit stop si caratterizza dall'errore in casa MC LAREN, una costante delle ultime gare. Viene alzato poco il muso anteriore della vettura, per cambiare la gomma anteriore destra occorre così un altro carrello, ALONSO ne approfitta e supera così ai box HAMILTON.

Al termine del 33° giro la safety car rientra ai box, si riparte! A inizio del 34° giro FERNANDO ALONSO cerca a questo punto il sorpasso su GROSJEAN, e ci riesce, pur andando il francese a toccare leggermente la rossa del pilota spagnolo. Ora è 2°, può andare all'assalto della RED BULL di VETTEL. E invece, ecco il nuovo colpo di scena, decisivo ai fini della gara. Dopo poche centinaia di metri la RED BULL del pilota tedesco rallenta, per poi fermarsi definitivamente. Come poi scoprirà nel corso del pomeriggio, è stato l'alternatore a tradire il due volte campione del mondo.
Alonso si trova così in testa, e, dopo aver frenato il ritorno di GROSJEAN, comincia progressivamente a guadagnare sulla LOTUS. Al 41° anche la LOTUS di GROSJEAN si ferma per un problema all'alternatore, come già accaduto a VETTEL. In questo momento HAMILTON è 2°, terzo KIMI RAIKKONEN con l'altra LOTUS.
Tra il 41° e il 46° le due MERCEDES, guidate da SCHUMACHER e da ROSBERG, si fermano ai box e montano gomme soft, come peraltro WEBBER con la RED BULL superstite. SCHUMACHER e WEBBER, approfittando del fatto che gli altri usino gomme medie, più lente di alcuni decimi, cominciano progressivamente a scalare posizioni.

A pochi giri dal termine, crollano le prestazioni delle gomme medie di HAMILTON, che viene prima superato da RAIKKONEN, e poi combatte con la WILLIAMS di MALDONADO.
Il risultato è il ritiro per il pilota inglese della MC LAREN e la rottura del muso anteriore per il pilota venezuelano della WILLIAMS, penalizzato poi di 20 secondi a fine gara, per aver determinato la collisione con HAMILTON. In virtù di questa situazione, RAIKKONEN sale al secondo posto. SCHUMACHER con la sua MERCEDES sale così al terzo posto.

La gara vede le ultimissime tornate ALONSO gestire i sette secondi di vantaggio con molta tranquillità, e poi il duello tra SCHUMI e WEBBER per il terzo posto, vinto dal pilota della MERCEDES. La gara vede così la vittoria di FERNANDO ALONSO, la seconda dopo la gara vinta in MALESIA, davanti a KIMI RAIKKONEN e a MICHAEL SCHUMACHER, in un podio targato FERRARI. Da una parte il presente e il futuro della scuderia del CAVALLINO RAMPANTE (ALONSO), dall'altra il passato (RAIKKONEN) e il passato remoto della SCUDERIA (SCHUMACHER). A sottolineare l'ulteriore anello di congiunzione la presenza sul podio di ANDREA STELLA, ingegnere di pista per tutti e tre i piloti in FERRARI.
Al termine della gara ALONSO ha festeggiato con i tifosi questa vittoria così inaspettata, al punto da commuoversi persino sul podio. Vediamo le fasi finali della gara, i festeggiamenti e il podio.


In virtù della vittoria conseguita ieri, ALONSO torna in testa al MONDIALE con 111 punti, seguito da WEBBER a 91 punti; HAMILTON a 88 punti; VETTEL a 85, ROSBERG a 75 punti, davanti a RAIKKONEN 73.
Nella classifica costruttori sempre RED BULL in testa con 176 punti, seguita dalla MC LAREN a 137, dalla LOTUS a 126 e dalla FERRARI a 122 (111 ALONSO e 11 MASSA).
Prossimo appuntamento con la FORMULA 1 domenica 8 LUGLIO a SILVERSTONE per il GP DI GRAN BRETAGNA. Una gara veramente molto importante che speriamo possa farci vivere delle grandi emozioni.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

giovedì 21 giugno 2012

SPUNTI DI SPORT-LE MASCOTTE DEGLI EUROPEI.



A poche ore dall'inizio dei quarti di finale di EURO 2012, andiamo a scoprire con questa puntata di SPUNTI DI SPORT le varie mascotte che hanno caratterizzato le varie edizioni degli EUROPEI fino a qui disputate.

ITALIA 1980.


La prima edizione in cui compare una mascotte è l'edizione disputata in Italia nel 1980. La mascotte si chiama PINOCCHIO, ed è chiaramente ispirata alla celebre fiaba di CARLO COLLODI. Raffigura, infatti, un burattino di legno, con il naso dipinto con i colori della bandiera italiana (verde-bianco-rosso).

FRANCIA 1984.


La mascotte si chiama PÈNO, e rappresenta un galletto (animale simbolo della tradizione francese; si pensi che in molte partite disputate durante le competizioni internazionali (mondiali o europei) alcuni tifosi francesi sono soliti portarsi sugli spalti un gallo come portafortuna) bianco vestito con una maglia con i colori della maglia francese e con le scarpe da calcio.

GERMANIA OVEST 1988.


La mascotte si chiama BERNI, e rappresenta un leprotto con il pelo di colore marrone scuro, che indossa una divisa con i colori della GERMANIA.Possiamo notare, infatti, la maglia di color nero, con accennato il logo di GERMANIA OVEST 1988, i pantaloncini di colore rosso, e i calzettoni gialli, con una riga orizzontale nera. Colori che, come già scritto, richiamano i colori della GERMANIA, o meglio della bandiera tedesca (con il tricolore nero-rosso-giallo)

SVEZIA 1992.


La mascotte si chiama RABBIT. Anche in questo caso, come nella precedente edizione, abbiamo a che fare con un leprotto. A differenza con la precedente edizione, RABBIT presenta un pelo marrone chiaro. In comune con la precednte mascotte, RABBIT indossa una divisa con i colori del paese ospitante, in quanto caso la SVEZIA (come possiamo vedere, infatti, RABBIT indossa una maglia gialla con dei bordi blu e dei pantaloncini blu).

INGHILTERRA 1996.


La mascotte si chiama GOALIATH. Come nel caso di WILLIE (prima mascotte dei MONDIALI, che fece il suo esordio proprio in occasione dei mondiali disputati in INGHILTERRA nel 1966) si tratta di un leone. GOALIATH, indossa, come le mascotte preceddenti una divisa con i colori dell'INGHILTERRA (con una maglia di color bianco, e i pantaloncini di color blu, con calzettoni bianchi e scarpini bianco-neri).

BELGIO/OLANDA 2000.


La mascotte si chiama BENELUCKY, e raffigura un leone con la coda da diavolo. La criniera del leone è dipinta ametà con i colori della bandiera belga (nero-giallo-rosso) e a metà con i colori della bandiera olandese (rosso-bianco-blu).

PORTOGALLO 2004.


La mascotte si chiama KINAS, e raffiguara un ragazzo vestito con la maglia della nazionale lusitana.

AUSTRIA/SVIZZERA 2008.


Due le mascotte di questa edizione: due ragazzi, probabilmente gemelli, TRIX e FLIX, con uno che indossa la maglia dell'AUSTRIA e l'altro che indossa la maglia della SVIZZERA.

POLONIA/UCRAINA 2012.


Concludiamo il nostro viaggio attraverso le mascotte con quelle di questa edizione. Le mascotte di questa edizione sono due ragazzi, anche in questo gemelli, SLAVKO e SLAWEK, che indossano uno la maglia della POLONIA e l'altro la maglia dell'UCRAINA.
Tre le varianti che ho trovato di queste mascotte. La prima, su sfondo viola, sopra raffigurata, vede SLAVKO e SLAWEK calciare insieme un pallone, simile a quello raffigurato nel logo ufficiale.


La seconda variante, su sfondo verde, vede i due gemelli tenersi sottobraccio.


La terza variante, di colore viola, eccetto il colore di fondo, vede anche in questo caso i due gemelli tenersi sottobraccio a sottolineare lo spirito di fratellanza che deve riguardare uno sport così tanto amato, quale è il calcio.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold