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martedì 8 luglio 2014

SPUNTI DI SPORT- I PRECEDENTI MONDIALI DI BRASILE-GERMANIA.

RONALDO consola il portiere tedesco OLIVER KAHN dopo aver segnato su papera dello stesso portiere il goal del vantaggio brasiliano contro la GERMANIA nella finale mondiale del 2002

Si gioca questa sera con inizio alle 22 ora italiana la prima semifinale dei Mondiali che vedrà di fronte il BRASILE, padrone di casa, guidato da FELIPE SCOLARI, e la GERMANIA, guidata da JOACHIM LÖW.
Andiamo con questa puntata di SPUNTI DI SPORT a scoprire i precedenti storici tra queste due formazioni in ambito mondiale.
Precedenti a dire il vero piuttosto scarni: nelle precedenti edizioni dei mondiali, infatti, BRASILE e GERMANIA si sono incontrati solamente due volte.

Hannover, 26 Giugno 1974. In una edizione passata alla storia sia per lo storico derby tra GERMANIA EST e GERMANIA OVEST, sia per la vittoria finale di quest'ultima, nel corso della seconda fase a gironi in questo giorno la GERMANIA EST incontra al NIEDERSACHSENSTADION il BRASILE. Queste le formazioni scese in campo agli ordini dell'arbitro gallese CLIVE THOMAS davanti a 58.463 spettatori.

Il BRASILE, allenato da MARIO ZAGALLO, si schierò con: LEAO, LUIS PEREIRA, MARINHO PERES, ZE MARIA, MARINHO CAGAS, JAIRZINHO, RIVELINO, PAULO CESAR, VALDOMIRO, CARPEGIANI, DIRCEU.

La GERMANIA EST, allenata da GEORG BURSCHNER, andò in campo con: CROY, KURBJUWEIT, BRANSCH, WEISE, STREICH, WAETZILICH, LAUCK (64° LOEWE), SPARWASSER, HAMANN (46° IRMSCHER), KISCHE, HOFMANN.

A dirigere l'incontro, come sopra avevo scritto, l'arbitro gallese CLIVE THOMAS, affiancato dal guardalinee turco DOGAN BABACAN e dall'austriaco TONY BOSKOVIC.
La partita vedrà la vittoria di misura del BRASILE grazie al goal partita, segnato al 60° minuto di gioco da RIVELINO.


Decisamente più recente l'altro precedente, forse quello più attendibile, tra le due formazioni, e al contempo più prestigioso: BRASILE e GERMANIA, infatti, si affrontano domenica 30 Giugno 2002 all'INTERNATIONAL STADIUM di YOKOHAMA.
In palio il titolo mondiale:per il BRASILE, anche allora guidato da FELIPE SCOLARI, oltre che alla terza finale consecutiva dopo quelle del 1994 e del 1998 sarebbe la quinta vittoria mondiale, per la GERMANIA il quarto titolo.

Così le due formazioni sendono in campo agli ordini dell'arbitro PIERLUIGI COLLINA, davanti a 69.029 spettatori.
La GERMANIA, guidata da RUDI VOELLER scende in campo con: KAHN, LINKE, RAMELOW, METZELDER, FRINGS, HAMANN, JEREMIES (77° ASAMOAH), BODE (84° ZIEGE), SCHNEIDER, KLOSE (74° BIERHOFF), NEUVILLE.

Il BRASILE risponde con: MARCOS, LUCIO, EDMILSON, ROQUE JUNIORM CAFU, GILBERTO SILVA, KLEBERSON, ROBERTO CARLOS, RONALDINHO (85° JUNINHO
PAULISTA), RIVALDO, RONALDO (90° DENILSON).

La partita verrà decisa da una doppietta del redivivo RONALDO, che di lì a poco avrebbe lasciato l'INTER per andare a giocare al REAL MADRID: il campione brasiliano segnerà infatti al 67° minuto di gioco mettendo in rete un tiro di RIVALDO non trattenuto dal portiere tedesco KAHN, infortunatosi nel corso dell'incontro, e al 79° minuto, quando viene servito da GILBERTO SILVA e poi smarcato da RIVALDO grazie a una finta. In questo caso nulla può KAHN sul tiro imparabile del brasiliano. 
Queste le immagini della finale. 
 
Il BRASILE si laurea così PENTACAMPEON.Per la Germania, un ottimo secondo posto, considerato che alla vigilia del torneo la formazione tedesca si era recata al Mondiale nippo-coreano in mezzo allo scetticismo, visto che in patria non veniva considerata minimamente una formazione capace di puntare alla finale. Mai previsione fu così sbagliata.

Dunque, questa sera GERMANIA e BRASILE si affronteranno a BELO HORIZONTE: in palio la finale mondiale tra due formazioni con, tutto sommato un diverso stato d'animo.
Se la GERMANIA si è presentata fin qui dimostrando un gioco e fornendo più volte dimostrazioni di un ottimo gioco di squadra, il BRASILE si presenta a questa fase senza aver particolarmente convinto e, comenon bastasse, senza due campioni rappresentativi quali THIAGO SILVA, assente per squalifica, e NEYMAR, infortunatosi contro la COLOMBIA a causa di un brutto fallo da parte di ZUNIGA, che, come sappiamo, ha generato la frattura traversale della terza vertebra lombare.
Una cosa, counque, è certa: ci aspetta una semifinale estremamente conmbattuta tra due squadre che certamente venderanno cara la pelle.

Vogliamo però concludere questo nostro AMARCORD con una singolare coincidenza. Se è vero che gli AMARCORD qui segnalati farebbero presupporre una tendenza decisamente a favore del Brasile, attenzione alla data, 8 Luglio.
Se è vero che fino a oggi mai il BRASILE aveva disputato una gara mondiale l'8 Luglio, la GERMANIA ne ha giocate ben due, ed entrambe vittoriose.

Il primo precedente vittorioso riguarda proprio una semifinale mondiale: mi rifierisco alla semifinale del mondiale 1982 quando l'allora Germania Ovest affrontò la Francia, in una gara passata alla storia come la NOTTE DI SIVIGLIA, e che abiamo raccontato nella precedente puntata di SPUNTI.

Il secondo precedente riguarda i mondiali di Calcio del 1990. L'8 Luglio di quell'anno la GERMANIA affrontò in finale allo STADIO OLIMPICO di ROMA l'ARGENTINA di DIEGO ARMANDO MARADONA.
La gara vedrà vincere partita e mondiale grazie al calcio di rigore segnato all'84° da ANDREAS BREHME. 

 
Come nelle precedenti occasioni, anche l'8 Luglio di quest'anno sarà una data favorevole alla Germania, dopo i due precedenti sopra citati? Ai posteri l'ardua sentenza.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

mercoledì 2 luglio 2014

SPUNTI DI SPORT- I PRECEDENTI MONDIALI DI FRANCIA-GERMANIA.

Stretta di mano tra KARL HEINZ RUMMENIGGE e MICHEL PLATINI in occasione della semfinale giocata tra FRANCIA e GERMANIA OVEST nei Mondiali 1986.
Una sfida affascinante che sicuramente non ci mancherà di regalare delle grandi emozioni. Sarà dunque FRANCIA-GERMANIA, venerdì prossimo, 4 Luglio, alle 18 nel prestigiosissimo scenario dello stadio Maracanà di Rio De Janeiro a inaugurare i quarti di finale del Mondiale brasiliano.
Entrambe le formazioni sono arrivate a questa sfida faticando non poco contro le rispettive avversarie degli ottavi, entrambe peraltro africane: la FRANCIA contro la NIGERIA, in una sfida che ha visto la Nigeria reggere bene in campo fino all'infortunio di Onazi generato da un bruttissimo fallo intenzionale da parte di Matuidi, il quale meritava molto più dell'ammonizione comminata dall'arbitro statunitense Geiger, e decisa in più dalla buona vena di Pogba, associata all'ingresso in campo nella ripresa di Griezmann; la GERMANIA contro una sorprendente ALGERIA, ordinata nel primo tempo e capace di sfiorare più volte il goal, evitato solamente da un grande Neuer in stato di grazia, e che solamente ai tempi supplementari ha perso la sfida grazie ai goal segnati da Schurrle e Ozil, e che nonostante questo, è stata comunque capace di segnare il goal della bandiera con Djabou al 121° minuto di gioco.
Una cosa, comunque, è certa: la NIGERIA, guidata da Stephen Khesi, e l'Algeria, guidata da Vahid Halilhodzic, ultime rappresentanti del calcio africano ai Mondiali, escono comunque a testa alta.

Una sfida, quella tra Francia e Germania, che nella storia del mondiale ha fatto registrare ben 3 precedenti, ma si tratta di precedenti assolutamente da valore, in quanto si trattava di una finale valida per il 3° posto, come avvenne nel 1958, o di ben due semifinali consecutive, come avvenne sia nel 1982, che nel 1986.

A questi precedenti storici tra Francia e Germania è dedicata questa puntata di SPUNTI DI SPORT.

MONDIALI 1958: GERMANIA OVEST-FRANCIA 3-6.

Sabato 28 Giugno 1958 si affrontano allo stadio Ullevi di Göteborg, davanti a circa 25.000 spettatori la Francia guidata da Just Fontaine, e la Germania Ovest.
Francia e Germania Ovest si presentano alla finale del terzo posto dopo aver perso rispettivamente
contro il Brasile, poi campione del mondo per 5-2, e i padroni di casa della Svezia per 3-1.
Queste le formazioni, scese in campo agli ordini dell'arbitro argentino, Juan Brozzi.

Francia: Abbes, Kaelbel, Lerond, Penverne (c), Lafont, Marcel, Wisnieski, Fontaine, Kopa, Douis, Vincent.
Germania: Kwiatkowski, Stollenwerk, Wewers, Erhardt, Schnellinger, Szymaniak, Rahn, Strum, Schafer (c), Kelbassa, Cieslarczyk.

La partita vedrà la Francia vincere agilmente contro la Germania Ovest per 6-3, grazie al poker segnato da Fontaine al 16°, al 36°, al 78° e all'89° minuto di gioco e alle reti segnate al 27° da Kopa su calcio di rigore e da Douis al 50° minuto di gioco.
Per la Germania Ovest, invece, segna Cieslarczyk al 18° minuto per il pareggio provvisorio della Germania e poi Rahn al 52° minuto di gioco, e Schäfer all'84° minuto di gioco. 

Andiamo a vedere le immagini della partita. 


La Francia si aggiudica così il terzo posto del Mondiale, e Just Fontaine si laureerà così capocannoniere del mondiale 1958, con ben 13 reti, record mai battuto finora.

MONDIALI 1982: GERMANIA OVEST- FRANCIA 8-7 d.c.r

Siviglia, 8 Luglio 1982. Allo Stadio Ramon Sanchez Pizjuan di Siviglia si affrontano Francia e Germania Ovest in una semfinale che passerà alla storia per l'intensità e le giocate che la contraddistingueranno, e che verrà ricordata come la Notte di Siviglia.
La Germania si presenta dopo aver pareggiato nella seconda fase a gironi per 0-0 contro l'Inghilterra, e aver battuto per 2-1 la Spagna; la Francia dopo aver battuto di misura l'Austria e aver vinto per 4-1 contro l'Irlanda del Nord.

La Germania Ovest passa in vantaggio al 18° minuto di gioco: contropiede di Breitner, servizio centrale a favore di Fischer, il quale scatta in avanti. Fischer entra in area di rigore, si trova solo davanti al portiere francese Ettori, sbaglia però nel controllare il pallone, tanto che il portiere francese prova a respingere il pallone, il quale però finisce sui piedi di Littbarski, che ha gioco facile nel mettere il pallone in rete. Germania in vantaggio.
Al 27° minuto di gioco, la Francia segna il goal del pareggio con Platini su calcio di rigore, ma è doveroso raccontare l'azione che porta all'assegnazione del tiro del dischetto: sugli sviluppi di un calcio di punizione comandato dall'arbitro olandese Corver per un fallo del capitano tedesco Kaltz su Genghini, Giresse gira la palla per la testa di Platini, il quale viene atterrato, o meglio cinturato in piena area di rigore di Forster. Non ci sono dubbi: è calcio di rigore. Sul dischetto, come dicevamo, Platini, che batte il portiere tedesco Schumacher. 1-1
Nella ripresa, la Francia riesce a bloccare la Germania denotando un deciso dominio territoriale. Da segnalare al 57° minuto di gioco lo scontro tra Schumacher e Battiston, fortemente cercato dal portiere tedesco. Ad avere la peggio fu Batttiston, il quale riceve questo forte colpo in faccia, considerato involontario dall'arbitro olandese Corver. Battiston a causa del colpo di Schumacher avrà due denti rotti, resterà circa 48 ore in coma, e poi sarà costretto a portare il collare. 

Andiamo a vedere un filmato relativo allo scontro SCHUMACHER-BATTISTON.

 
Tornando alla partita, con il punteggio fermo sull'1-1, si va ai tempi supplementari.
A conferma del deciso dominio territoriale francese in campo gli uomini di Hidalgo, non solo passano in vantaggio al 92° minuto di gioco con Tresor (bellissimo goal in semirovesciata con il pallone che finisce in rete, su calcio di punizione tirato da Giresse), ma sei minuto dopo, al 98° minuto di gioco, trova il goal del 3-1: Platini allarga per Six, il quale scatta in avanti, nel frattempo Giresse si colloca al limite dell'area, Six lo serve, Giresse lascia partire un destro calciato con il collo esterno del piede, il quale prima colpisce il palo interno della porta difesa da Schumacher, e poi entra in rete.

Sembra fatta ormai per la Francia, la quale ormai pregusta la seconda vitoria con la Germania, dopo la finale del terzo posto vinta nel 1958 e sopra raccontata. La Germania però non ci sta, e, ancora più motivata di prima, quattro minuti dopo, al 102° minuto di gioco, accorcia le distanze: Littbarski in area di rigore, cross per Rummenigge, il quale anticipa il difensore francese Janvion ed Ettori, e mette il pallone in rete. 3-2.

La Germania scatta così ancora più in avanti, alla ricerca del goal del pareggio, che sei minuti dopo, al 108° minuto di gioco, terzo del secondo tempo supplementare, arriva puntuale. Corner corto per la Germania, Rummenigge per capitan Kaltz, Kaltz, sponda per di nuovo per Rummenigge, passaggio per a favore di Bernd Foerster, apertura a sinistra per Littbarski, cross al centro verso il secondo palo della porta difesa da Ettori, Hrubesch di testa, torre per Fischer, rovesciata dell'attaccante del Colonia, con il pallone che finisce nell'angolino sinistro della porta difesa da Ettori, completamente fermo. 3-3. Nei minuti successivi la Germania cerca il goal della vittoria. La Francia soffre, ma riesce a conservare il pari. Si va così ai calci di rigore. Per la prima volta nella storia, saranno i tiri dal dischetto a decidere l'esito di una partita della Coppa del mondo.

I primi due tiri dal dischetto vedono Germania Ovest e Francia segnare rispettivamente con Kaltz e Breitner e, in ambito transalpino, con Giresse a Amoros. A iniziare la serie era stata la Francia, con il lancio della monetina vinto dai francesi.
Andiamo al terzo tiro dal dischetto per la Germania, il sesto della serie. Dopo che la Francia aveva segnato con Rocheteau, i tedeschi sbagliano con Stielike. Francia in vantaggio per 3-2, 6-5 considerando i tempi regolamentari.
Quarto tiro dal dischetto. Six sbaglia per la Francia, Littbarski no. 3-3 dal dischetto.
Quinto tiro dal dischetto. Segnano sia Platini, che Rummenigge. Punteggio di parità, si va a oltranza.
Sul dischetto si presenta per la Francia Bossis, che sbaglia. Cosa che invece non fa Hrubesch, il
quale qualifica così la formazione tedesca in finale contro gli Azzurri.
In merito a quella storica semifinale, andiamo a vedere il filmato realizzato dalla FIFA.

MONDIALE 1986: GERMANIA OVEST-FRANCIA 2-0.

25 Giugno 1986. Allo stadio Jalisco di Guadalajara si disputa la prima semifinale del torneo. Di fronte Germania Ovest e Francia, che già si erano affrontata proprio in semifinale quattro anni prima.
La Francia si era qualificata alla semifinale classificandosi al primo posto del girone C nella fase eliminatoria con 5 punti a pari merito con l'URSS, avendo battuto per 1-0 il Canada, pareggiato per 1-1 contro l'URSS, e avendo vinto per 3-0 contro l'Ungheria; Avendo battuto per 2-0 gli azzurri negli ottavi di finale e il Brasile per 5-4 ai calci di rigore nei quarti di finale.
La Germania Ovest invece si era classificata al secondo posto nella fase eliminatoria nel Girone D, vinto dalla Danimarca: frutto del pareggio contro l'Uruguay per 1-1, la vittoria per 2-1 contro la Scozia, e la sconfitta per 2-0 contro la Danimarca. La formazione tedesca aveva poi superato gli ottavi di finale battendo di misura il Marocco per 1-0, e i quarti battendo il Messico per 4-1 ai calci di rigore.
Queste le formazioni, scese in campo davanti a circa 50.000 spettatori agli ordini dell'arbitro Luigi Agnolin.

Germania Ovest: Schumacher; Brehme, Forster, Jakobs, Briegel, Eder, Matthaeus, Magath, Rolff, Allofs, Rummenigge (58°Voeller). All: Franz Beckenbauer.
Francia: Bats, Ayache, Battiston, Bossis, Amoros, Tigana, Giresse (72° Vercruysse), Platini, Fernandez, Stopyra, Bellone (66° Xuereb). All: Henri Michel.

La partita risulterà essere decisamente meno spettacolare rispetto a quattro anni prima, ma con il medesimo esito finale: a spuntarla, infatti sarà la formazione tedesca, che batterà i transalpini per 2-0, grazie ai goal segnati al 9° minuto da Matthias Brehme, e all'89° da Rudi Völler.


Venerdì, dunque, per la quarta volta nella storia dei Mondiali, Francia e Germania tornano ad affrontarsi in quella che possiamo tranquillamente considerare come una finale anticipata del torneo: l'auspicio è quello di assistere a una partita combattuta, in cui le formazioni guidate da Didier Deschamps e da Joachim Löw possano regalarci delle grandissime emozioni, e al contempo un bellissimo spettacolo.

                                                    Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

domenica 29 giugno 2014

SPUNTI DI SPORT- GLI OCCHI DI UN BAMBINO.


Cari amici,
si dice sempre che gli occhi dei bambini siano in grado di vedere o trasmettere quelle cose che magari noi adulti non diciamo loro, per protezione, o per affetto nei loro confronti. Basta uno sguardo, vedere un volto, una espressione, e loro riescono subito a capire, anche senza parlare, quale espressione o stato d’animo possa esserci in quella data situazione. E magari usano anche un disegno per esprimere una sensazione, un dato di fatto, che magari nessuno ha detto loro, ma che essi, attraverso un momento, o un’immagine hanno intuito.

Prendiamo il disegno sopra raffigurato. Raffigura una casa e sopra di essa, due angeli. Quanta tristezza c’è dietro questo disegno… La tristezza che deve aver suscitato anche nel Presidente della Repubblica, GIORGIO NAPOLITANO, che si dice si sia commosso nel vedere questo disegno, un disegno che purtroppo, nella sua crudezza, descrive quanto vissuto dal piccolo LEONARDO.

LEONARDO stava in casa quella maledetta sera del 29 Giugno 2009, quando purtroppo una esplosione di una cisterna di GPL ha portato purtroppo in via Ponchielli, e in via Porta Pietrasanta, lo scenario di una tragica rappresentazione,ha portato via quasi tutta la sua famiglia, perdendo sua madre, e i due fratellini Luca e Lorenzo (raffigurati nel disegno dal piccolo Leonardo come due angeli). Ha rischiato di perdere anche suo padre il piccolo Leonardo, ma per fortuna suo padre ora sta meglio, e ha potuto ricominciare a occuparsi di lui.

Sono passati ormai cinque anni, cari amici, da quella maledetta notte del 29 Giugno 2009, quando il treno merci 50325, proveniente da TRECATE, e diretto a GRICIGNANO, contenente quattordici cisterne di gas GPL, deragliò nella stazione di VIAREGGIO, portando con se morte (32 vittime) e distruzione.
Cinque anni in cui la città ha provato faticosamente a risollevarsi da quella immane tragedia, ma la ferita resta ancora impressa dentro ognuno di noi.

Un 29 Giugno, che purtroppo già in passato aveva portato profonda tristezza nel cuore dei viareggini (come non dimenticare il 29 Giugno 1960, quando un immenso incendio distrusse i vecchi hangar, tra via Machiavelli, e via Cairoli, nella prossimità della stazione ferroviaria). Allora, però, fortunatamente la città si seppe rialzare, e il Carnevale ritornò nel 1961 più bello di pria, un conto è dover convivere con il dolore della perdita di una persona cara.
Eppure, sembrava una sera come tante altre…
Non dimenticherò mai quello stridio di freni del treno merci, così forte come non avevi mai sentito in passato. Quante volte avevi sentito frenare un treno merci, ma mai con quella intensità, a tal punto che non si riusciva neanche a sentire cosa dicesse la televisione. Poi il silenzio. Poco dopo, vedi muoversi leggermente le carrozze del merci e poi una nuova frenata. Non puoi immaginarti che in realtà una tragedia c’è già stata, con il merci che ha già deragliato, e quel muoversi leggero del merci, non è un ripartire del treno, ma è uno staccare disperatamente la motrice dalle cisterne da parte dei ferrovieri che viaggiavano su essa. Ormai una cisterna delle 4 deragliate è già collassata a terra, e andando a terra, ha beccato in pieno un picchetto, che l’ha completamente trinciata, con il GPL, che esce senza pietà sul terreno, e si propaga nei dintorni. Nessuno può immaginare che in quell’attimo in silenzio, in realtà i due ferrovieri stiano correndo disperatamente verso il muro della stazione, e, scavalcandolo, si fossero diretti disperatamente verso il primo edificio abitato, la CROCE VERDE, chiedendo aiuto, segnalando che una cisterna sta perdendo GPL, e che rischia di saltare tutto da un momento all’altro. Pochi minuti dopo, una serie di sinistre esplosioni, eccheggiano nella città di Viareggio, portando con se fuoco, morte e distruzione.

Non ve lo nascondo, amici miei: quando sentii quelle esplosioni, di cui addirittura in grado di far tremare il vetro della balcone della sala, pensavo si trattasse di qualcuno che avesse usato dei fuochi d’artificio un po’ più forti. Non mi sarei mai immaginato di vedere, dirigendomi verso il balcone, una stazione illuminata a giorno, con una luce rossastra nell’aria, che aveva quel non so che di sinistro. E poi, girandomi a destra,verso via BURLAMACCHI, un grosso spavento:delle fiamme molto alte, che sembravano quasi mangiare gli alberi circostanti. Nel frattempo, senti correre lungo il condominio le persone che abitano le mansarde, terrorizzate. E poi, la persona che stava sul tuo stesso piano, dire “C’è stato un grosso scontro tra treni all’altezza della sottostazione elettrica.”

Solo poche ore dopo, guardando via Internet, tramite cellulare, scoprii l’amara verità, con le sirene delle ambulanze, e dei vigili del fuoco che passavano di continuo lungo la strada, e con il numero delle vittime che purtroppo cresceva ora in ora sempre di più.

Per la città di VIAREGGIO, amici miei carissimi, è stato un bruttissimo colpo, colpo che la città ha cercato di affrontare stando tutti uniti. Purtroppo 32 persone hanno perso la vita, ma è come se tutti noi avessimo perso qualcosa.

E in questi momenti, veramente molto difficili, anche lo sport ha voluto dare il suo contributo, a cominciare dal calcio, con l’ESPERIA VIAREGGIO, che, al suo primo campionato di PRIMA DIVISIONE, ha voluto ricordare la strage della stazione, ospitando per tutta la stagione il disegno sopra raffigurato del piccolo LEONARDO PIAGENTINI.

Ma ancor più bello e toccante è stato quanto accaduto tre anni fa, Martedì 7 Giugno 2011. In una giornata di festa per l’hockey viareggino, con la conquista del primo scudetto in assoluto della storia del CGC VIAREGGIO, i fratelli ALESSANDRO e MIRKO BERTOLUCCI hanno voluto dedicare la vittoria dello scudetto ai familiari delle vittime della strage della stazione, un gesto che gli stessi familiari hanno fortemente apprezzato, perché, anche nei momenti più belli, quale può essere la vittoria dello scudetto, il pensiero è andato a quei 32 angeli della nostra città, che purtroppo hanno perso la vita ingiustamente.

Siamo ormai arrivati, amici, al 29 giugno 2014, al quinto anniversario della strage della stazione. Questa sera, alle 20:45 circa ci sarà il ritrovo in Piazza Margherita (lungo la Passeggiata) da cui partirà intorno alle 21 il lungo silenzioso corteo, che attraverserà la città.
Il percorso a piedi - circa tre chilometri - interesserà piazza Mazzini, via Mazzini, piazza Dante, via Burlamacchi, via Garibaldi, piazza Sant’Antonio, via Galvani, Torre Matilde e cavalcaferrovia: l’arrivo è previsto per le ore 22:30 nel piazzale davanti al supermercato Pam, dove si terranno gli interventi, compresi quelli del sindaco Leonardo Betti e del presidente della Provincia, Stefano Baccelli. Dalle 23.49 alle 23.52 l’attesa dell’ora della strage e la lettura dei nomi delle 32 vittime.
Qui il corteo aspetterà lo scoccare delle 23:48, ora della tragedia.

Una città che tutta unita, si ritroverà per non dimenticare quella tristissima notte, ma che al contempo leverà un unico grido unanime, affinché la città, ma soprattutto i familiari delle vittime possano finalmente avere quella giustizia che meritano veramente di tutto cuore.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

domenica 22 giugno 2014

AMARCORD MONDIALE-MONDIALI 1938: LA SECONDA VITTORIA AZZURRA.

La locandina della 3° edizione dei mondiali, disputata dal 4 al 19 Giugno 1938.

Cari amici,
Dedichiamo questa puntata di AMARCORD MONDIALE al secondo sigillo azzurro ai Mondiali di Calcio: parliamo, infatti, dei Mondiali 1938, che videro il bis degli azzurri guidati da VITTORIO POZZO, concentrandoci in particolare sulla semifinale e sulla finalissima.

Questa terza edizione dei Mondiali si giocò in Francia dal 4 al 19 Giugno.
Al via 15 squadre: 12 Europee (ITALIA, GERMANIA, SVIZZERA, UNGHERIA, SVEZIA, AUSTRIA, ROMANIA, FRANCIA, BELGIO, NORVEGIA, POLONIA, CECOSLOVACCHIA e OLANDA); 2 squadre dell'America latina (BRASILE e CUBA) e 1 asiatica (le INDIE ORIENTALI OLANDESI, corrispondenti all'attuale INDONESIA).
A dire il vero ci sarebbe stata anche l'AUSTRIA, ma, a causa dell'ANSCHLUSS, non potè prendere parte al torneo.

Da rilevare anche in questa edizione l'assenza dell'INGHILTERRA (avreebbe esordito nella prossima edizione del 1950), e il boicottaggio di ARGENTINA e URUGUAY (l'ARGENTINA per la mancata alternanza in sede di location tra paesi europei e paesi extra europei; l'URUGUAY ancora per le polemiche relative all'assenza dei paesi europei nella prima edizione del torneo.

Confermata la formula rispetto al 1934, con OTTAVI DI FINALE, QUARTI DI FINALE, SEMIFINALE, e FINALI sia per quanto riguarda il 3° posto, sia per quanto riguarda ovviamente il 1° posto. 


LA SEMIFINALE TRA ITALIA E BRASILE.
 

Il capitano azzurro, GIUSEPPE MEAZZA, stringe la mano al capitano brasiliano, MARTIM.

Il 16 Giugno 1938 ITALIA e BRASILE si affrontano per le semifinali allo stadio VELODROME di MARSIGLIA davanti a 33.000 spettatori agli ordini dell'arbitro svizzero WÜTHRICH.

Gli azzurri guidati da VITTORIO POZZO si erano qualificati per la semifinale battendo agli OTTAVI DI FINALE per 2-1 la NORVEGIA ai tempi supplementari grazie al goal decisivo segnato al 94°da PIOLA, e nei quarti di finale i padroni di casa della FRANCIA per 3-1 (dopo il vantaggio al 9° minuto di COLAUSSI, e l'immediato pareggio francese un minuto dopo di HEISSERER, decisiva fu la doppietta di SILVIO PIOLA al 51° e al 72° minuto).

Il BRASILE si era invece qualificato per la semifinale battendo la POLONIA per 6-5 dopo i tempi supplementari negli ottavi di finale (al termine dei primi 90 minuti punteggio fermo sul 4-4); e poi per 2-1 nei quarti la CECOSLOVACCHIA nella gara di ripetizione disputata il 14 Giugno (la prima gara dei quarti, giocata il 12 Giugno si era conclusa sul punteggio di 1-1 dopo i tempi supplementari).

Il Brasile era talmente sicuro di vincere che non solo aveva già acquistato i biglietti del treno per PARIGI, ma addirittura aveva lasciato fermo LEONIDAS in vista della finale.

Non sarà così. Gli azzurri di POZZO si aggiudicheranno la partita , dopo il primo tempo chiuso sullo 0-0, passando in vantaggio al 51° minuto con COLAUSSI, e raddoppiando poi pochi minuti dopo, al 60°, con MEAZZA su calcio di rigore. Il Brasile prova a riaprire l'incontro all'87° segnando con ROMEU, ma non sarà sufficiente: saranno gli Azzurri a disputare la finalissima contro l'UNGHERIA.


Andiamo adesso a rivivere le principali emozioni di ITALIA-BRASILE attraverso le immagini dell'epoca, curate dall'ISTITUTO LUCE.

LA FINALE TRA ITALIA E UNGHERIA.




  I due capitani, MEAZZA e SAROSI, si stringono la mano prima del calcio d'inizio.

Dunque, il 19 Giugno 1938, ITALIA e UNGHERIA si affrontarono allo stadio Olimpico YVES-DU-MANOIR di COLOMBES (alla periferia di PARIGI) per la finalissima: in ballo il campionato del Mondo. Per gli Azzurri sarebbe il secondo sigillo mondiale, per di più consecutivo.

Queste le formazioni che si sfidarono davanti a 45.000 spettatori agli ordini dell'arbitro francese CAPDEVILLE.

ITALIA: Olivieri, Foni, Rava, Serantoni, Andreolo, Locatelli, Biavati, Meazza, Piola, Ferrari, Colaussi.

UNGHERIA: Szabo, Polgar, Biro, Szalay, Szucs, Lazar, Sas, Vincze, Sarosi, Zsengeller, Titkos.

La partita vedrà gli azzurri passare in vantaggio al 6° con Colaussi, ma dopo due minuti gli ungheresi giunsero al pareggio con Titkos 1-1.
Al 16° minuto con un destro sotto l'incrocio dei pali Piola riporta gli azzurri avanti. 2-1.
Al 35° minuto arriva il tris azzurro con Colaussi, abile a sfruttare un'incertezza del portiere unghere Szabo.

Nella ripresa l'Ungheria riapre la partita al 70° con Sarosi. 3-2.
All'82° minuto ancora Piola segna il goal del definitivo 4-2 azzurro con cui gli uomini di Pozzo prevalgono sulla formazione ungherese guidata da Schaffer e si aggiudicano il secondo titolo mondiale.


Questa la prima pagina del GUERIN SPORTIVO del 1938 che celebrò il secondo mondiale azzurro.





Andiamo a rivivere ora le emozioni della finalissima mondiale tra ITALIA e UNGHERIA attraverso la sintesi dell'epoca curata dall'ISTITUTO LUCE.

Come abbiamo fatto per i Mondiali 1934, andiamo a rivivere le fasi salienti della finale grazie alla radiocronaca dell'epoca curata dall'indimenticabile NICOLÒ CAROSIO.

A conclusione del racconto dei Mondiali del 1938, andiamoli a rivivere integralmente attraverso questo documentario realizzato da PATHÈ, e che qui possiamo vedere in lingua italiana.


Dopo questa edizione, a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale, i mondiali si fermarono nel 1942 e nel 1946. Ripartiranno in Brasile nel 1950.
Ma, come disse il celebre scrittore tedesco MICHAEL ENDE, questa è un'altra storia.



                                                   Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

mercoledì 18 giugno 2014

SPUNTI DI SPORT- LA PARTITA DEL SECOLO.


Cari amici, il 17 giugno è una data speciale per tutti gli appassionati di calcio. 44 anni fa,infatti, si disputava allo stadio AZTECA, la semifinale mondiale tra ITALIA e GERMANIA OVEST.
Una partita che per via delle numerose emozioni e dei ripetuti colpi di scena entrò nella memoria di tutti come PARTITA DEL SECOLO.

STADIO AZTECA, 17 GIUGNO. Davanti a 102.444 spettatori si gioca la semifinale tra ITALIA e GERMANIA OVEST.
In contemporanea con la semifinale dell'AZTECA, si gioca l'altra semifinale allo stadio JALISCO di GUADALAJARA che vedrà la vittoria del BRASILE per 3-1 contro l'URUGUAY.

Tornando alla gara dell'AZTECA, l'ITALIA è arrivata in semifinale vincendo il proprio gruppo eliminatorio con 4 punti frutto della vittoria contro la SVEZIA grazie a un goal di DOMENGHINI e ai due pareggi per 0-0 contro URUGUAY e ISRAELE; e alla netta vittoria per 4-1 contro il MESSICO nei quarti di finale.

La GERMANIA OVEST si è qualificata alla semifinale dopo aver vinto il proprio girone nella fase eliminatoria con ben 3 vittorie: per 2-1 contro il MAROCCO, per 5-2 contro la BULGARIA, e per 3-1 contro il PERù. Nei quarti di finale aveva sconfitto l'INGHILTERRA dopo i tempi supplementari, in piena rivincita rispetto ai mondiali di 4 anni prima.

Questo il tabellino di quella storica semifinale con le formazioni ufficiali.

ITALIA: Albertosi, Burgnich, Facchetti cap., Bertini , Rosato, Cera, Domenghini, Mazzola, Boninsegna, De Sisti, Riva. – Sostituzioni: 46’ Rivera(Milan) per Riva, 91’ Poletti(Torino) per Rosato. – All. Valcareggi
GERMANIA OVEST: Maier, Vogts, Patzke(65’ Held), Beckenbauer, Schnellinger, Schulz, Grabowski, Seeler(cap.), Müller G., Overath, Löhr(51’ Libuda). – All. Schön.

La partita vedrà l'ITALIA passare in vantaggio all'8° minuto con BONINSEGNA. Al novantesimo minuto, il pareggio della GERMANIA con SCHNELLINGER. si va così ai tempi supplementari, la parte più emozionante della gara.

Al 94° GERMANIA in vantaggio con MUELLER, pareggia al 98° BURGNICH. Sei minuti dopo, al 104° minuto è RIVA a portare gli azzurri in vantaggio, ma non è finita.
Al 110° minuto è sempre MUELLER a portare la GERMANIA in parità. Il punteggio è così sul 3-3. La gioia del pareggio dura poco. Un minuto dopo GIANNI RIVERA fissa il punteggio sul definitivo 4-3 a favore degli azzurri di Valcareggi.

ITALIA-GERMANIA VISTO DA GIANNI BRERA.

La stretta di mano tra i due capitani, FACCHETTI e SEELER.

Cari amici, tra poco andremo a rivivere ITALIA-GERMANIA sia attraverso la telecronaca di NANDO MARTELLINI, sia attraverso la sintesi della RADIOCRONACA di ENRICO AMERI.

Intanto però andiamo a rivivere ITALIA-GERMANIA attraverso una chicca molto speciale: un articolo che l'indimentcabile GIANNI BRERA firmò per il GIORNO il 18 giugno 1970.

ITALIA-GERMANIA 4-3. Di GIANNI BRERA. IL GIORNO, 18 GIUGNO 1970.

Italia: Albertosi; Burgnich, Facchetti; Bertini, Rosato (dal 1' del p.t. suppl. Poletti ), Cera; Domenghini, Mazzola (dal 46' Rivera), Boninsegna, De Sisti, Riva.

Germania Ovest: Maier; Vogts, Patzke ( Held dal 65' ); Schnellinger, Schultz, Beckenbauer; Grabowoski, Overath, Seeler, Müller, Löhr (Libuda dal 51' ).

Arbitro: Yamasaki ( Messico )

Marcatori: Boninsegna all'8' del p.t.; Schnellinger al 45' del s.t.; Müller al 4' del p.t.suppl.; Burgnich all' 8' del p.t.suppl.; Riva al 14' del p.t. suppl.; Müller al 5' del s.t. suppl.; Rivera al 6' del s.t. suppl.

"Il vero calcio rientra nell' epica... la corsa, i salti, i tiri, i voli della palla secondo geometria o labile o costante..."
Non fossi sfinito per l' emozione, le troppe note prese e poi svolte in frenesia, le seriazioni statistiche e le molte cartelle dettate quasi in trance, giuro candidamente che attaccherei questo pezzo secondo ritmi e le iperboli di un autentico epinicio. Oppure mi affiderei subito al ditirambo, che è più mosso di schemi, più astruso, più matto, dunque più idoneo a esprimere sentimenti, gesti atletici, fatti e misfatti della partita di semifinale giocata all' Azteca dalle nazionali d'Italia e di Germania.

Un giorno dovrò pur tentare. Il vero calcio rientra nell' epica: la sonorità dell' esametro classico si ritrova intatta nel novenario italiano, i cui accenti si prestano ad esaltare la corsa, i salti, i tiri, i voli della palla secondo geometria e labile o costante...Trattandosi di un tentativo nuovissimo, non dovrei neanche temere di passare per presuntuoso. "Se tutti dovessero fare quello che sanno", ha sentenziato Petrolini, "nulla o quasi verrebbe fatto su questa terra".

È vero. Prima di costruire il ponte di Brooklyn, l' architetto che lo progetta non è affatto sicuro di esserne capace. Io stesso, disponendomi a cantare una partita di calcio, non saprei di poterne cavare qualcosa di valido. Però la tentazione è grande: ed io rinuncio adesso perché sono stremato, non perché non senta granire dentro la voglia di poetare. Italia-Germania è giusto di quelle partite che si ha pudore di considerare criticamente. La tecnica e la tattica sono astrazioni crudeli.

Il gioco vi si svolge secondo meno vigili istinti. Il cuore pompa sangue ossigenato dai polmoni con sofferenze atroci. La fatica si accumula nei muscoli male irrorati. La squadra, a stento nata traverso la applicazione assidua di molti, si disperde letteralmente. Campeggia su diversi toni l' individuo grande o fasullo, coraggioso o perfido, leale o carogna, lucido o intronato. Se assisti con sufficiente freddezza, annoti secondo coscienza. Non ti lasci trasportare, non credi ai facili sentimenti, non credi al cuore (anche se romba nelle orecchie e salta in gola). Ho sempre in mente di aver cercato invano di capire come siano andate realmente le cose nella finale mondiale 1934. Nessun cronista italiano aveva visto: tutti avevano unicamente sentito.

Ora mi terrorizza l' idea che qualcuno debba scorrere un giorno questo articolo senza capire né poco né punto come si sia svolta la memorabile semifinale Italia-Germania dei mondiali 1970. Retorica ne ho fatta solo a rovescio, giustificando la mia umana impotenza a poetare. Ho dato un. idea di quanto avrebbe meritato lo spettacolo dal punto di vista sentimentale? Bene, non intendo abbandonarmi a iperboli di sorta.

Fuori dunque le cifre: e vediamo di interpretarle secondo onestà critica e competenza. Soffoco i miei sentimenti di tifoso con fredda determinazione. Parliamo allora di calcio, non di bubbole isteroidi. I bravi messicani sono impazziti a vedere italiani e tedeschi incornarsi con tanto furore. Adesso fanno i loro ditirambi. Pensano di apporre una lapide all' Azteca. Sarei curioso di leggere: e magari di veder fallire in altri la voglia di poetare ore rotundo.

I nostri ospiti hanno gaiamente bruciato adrenalina ad ogni sconquasso, e Dio sa quanti ne siano stati perpetrati in campo. Ma domenica c'è Italia-Brasile, e sarà, garantito, anche peggio. Basterà una lapide un po' più grande per ricordare tutto. Non anticipiamo, please. In finale sono due "equipos bicampeones": dunque è sicuro ( a meno di eventi imponderabili ) che la Coppa Rimet avrà finalmente un padrone definitivo. Questo conta!

La squadra azzurra, benchè gloriosissima finalista, non va troppo lodata per ora. Guardiamola freddamente. L' Italia è finalista, con il Brasile, della Coppa Rimet: questo può bastare alla nostra gioia di tifosi, anche se sul partitone di ieri, che ci ha portato a battere i tedeschi, è meglio ragionare, di modo che non si gonfino equivoci pericolosi. La prima doverosa constatazione è questa: gli italiani si sono battuti, quasi tutti, con slancio virile, molto ammirevole e, in certo modo, sorprendente. È difficile non dirsi fieri di questi guaglioni, dopo quanto si è visto e sofferto.

Se l' altura non è un' opinione, vinceremo per la terza volta i mondiali: questo ho detto e ripeto. Ma bisognerà che non giochiamo come s'è fatto ieri, proprio no. La memorabile partita è stata avvincente sotto l'aspetto agonistico e spettacolare: si è conclusa bene per noi, e questo è il suo maggiore pregio, ai miei occhi disincantati. Sotto l' aspetto tecnico-tattico, è da ricordare con vero sgomento. Sia gli italiani sia i tedeschi hanno fatto l'impossibile per perderla. Vi sono riusciti i tedeschi.

Evviva noi! Errori ne sono stati commessi millanta, che tutta notte canta. I tedeschi ne hanno forse commessi meno di noi, ma uno solo, madornale, è costato loro la sconfitta. Enumero gli errori italiani. Si parte con Mazzola, buon difensore, si segna e si regge benino. Marcature discutibili (su Seeler andava messo d'urgenza Burgnich): ma all' avvio tutto fila. Boninsegna tenta di servire Riva, stolidamente soffocato in mischia, riceve un rimpallo di Vogts e cannoneggia a rete: sinistro imperdonabile: gol. È il 7' . I tedeschi arrancano grevi. Giocano con tre punte e mezzo, come con gli inglesi: le ali, Muller e Seeler. Acuiscono via via il forcing ma non cavano più di due tiri-gol di Grabowski: li sventano Rosato e Albertosi. Muller conclude fuori una volta. Seeler non riesce a tirare affatto: rifinisce soltanto.

Gli italiani concludono spesso con Riva, tuttavia mal situato. Mazzola tiene Beckembauer e potrebbe segnare al 40' se l'arbitro gli concedesse la regola del vantaggio. Facchetti inciampa nei piedi di Beckembauer, lanciato a rete, e lo fa ruzzolare. Un arbitro meno onesto darebbe rigore (17' ). Riva spreca di testa una palla-gol (40') e un' altra ne sbuccia a metà (parata in angolo di Maier:42').

Secondo tempo. Mazzola e Boninsegna sono stati avvertiti il mattino che uno di loro verrà sostituito da Rivera. Nell'intervallo si sostituisce Mazzola, il migliore in campo. Un collega tedesco, Rolf Guenther, sospira: "L' ultima nostra speranza è riposta in Rivera". Maledetto. Come sostituire Bonimba, pure molto bravo, e autore del gol? Dunque, fuori Mazzola. Entra Rivera e assiste smarrito al forcing tedesco, sempre più acre. Domenghini è chiamato su Beckembauer ma, ben presto, Schoen manda in campo Libuda, a destra, sul più sciagurato Facchetti dell' anno, e poi addirittura espelle Patzke e getta in mischia Held, un grintoso biondone dal piglio da ss. Domenghini deve dividersi, a soccorso di tutti.

Il forcing tedesco è così fiducioso che Riva al 5' e Rivera al 12' possono battere a rete autentiche palle-gol. Purtroppo sono sciape, e Maier le para entrambe. Sotto Albertosi, continue gragnuole. Seeler giganteggia, sgomitando Bertini e venendone sgomitato. Mischie furenti nella nostra area. Due falli da rigore rilevati per onestà (e dàlli): Rosato su Beckembauer e Bertini su Seeler. Una rimbombante traversa di Overath (19' ). Una respinta di Rosato sulla linea. Un gol sbagliato da Muller. Due o tre parate gol di Albertosi.

I tedeschi ci assediano. Rivera guarda. Domenghini affoga. Dal'area, continui richiami. Nessuno torna, dalle posizioni di punta (eppure Riva è meglio in difesa che all' attacco, di questi tempi: sissignori). Il predominio tedesco è avvilente. Il pubblico ruggisce all' ingiustizia del punteggio. I tedeschi attaccano con Libuda, Seeler, Muller, Held e Grabowski di punta, e dietro loro premono Beckembauer e Overath. Un vero disastro. Una sproporzione di forze impressionante. Valcareggi prende atto. Io arrivo ad augurarmi che segnino alla svelta i tedeschi perchè mi vergogno (e ne soffro).

Sono difensivista convinto ma questo non è calcio: è una miseria pedatoria. E anche stupidità. Non abbiamo vigore sufficiente al facile contropiede. I tedeschi schiumano rabbia. Infine pareggia Schnellinger, al 47' 30". E meno male che è lui, der italiener. Non l' abbiamo corrotto: Carletto è onesto Segna. È la sesta punta. Schoen gioca senza libero, ormai. Vogts su Riva e Schultz su Bonimba. Gli altri, tutti avanti (per nostra fortuna).

Tempi supplementari. Si fa male Rosato, entra Poletti. A parte una lecca a Held, che se la merita, gioca di punta per i tedeschi, e segna al 5' . Cross di Libuda (che inciucchisce Facchetti), testa a rifinire di Seeler: palla morta in area, Poletti non stanga via, accompagna di petto verso porta: Muler si frappone: Poletti e Albertosi fanno la magra: 1-2. Sciagura. Pubblico osannante. Meritiamo, meritiamo, come no?

Ma qui incominciano gli errori tedeschi. Pur imitando Ramsey, Herr Schoen ci ha preso per degli inglesi. E insiste a WM. Vogts commette fallo su Riva. Rivera tenta il pallonetto perché incorni qualcuno: chi c'è in area tedesca? Il furentissimo Held. Il quale di petto mette graziosamente palla sul sinistro di Burgnich, l'immenso: 2-2. Dice che il pubblico si diverte, a questi scempi. Il critico prende atto: ma rabbrividisce pure.

I tedeschi sono proprio tonti: ecco perché li abbiamo quasi sempre battuti. Nel calcio vale anche l' astuzia tattica non solo la truculenza, l' impegno, il fondo atletico e la bravura tecnica. I tedeschi seguitano a pencolare avanti in massa. Così segna anche Riva. Domenghini si ritrova all' ala sinistra (dove non è il mio grande grandissimo sbirolentissimo Bergheim?): crossa basso: trova Riva. Riva tocca a lato di esterno sinistro, secco, breve: scarta di netto Vogts ed esplode la rituale mancinata di collo. Gol strepitoso.

É il 14' del primo tempo supplementare. I tedeschi sono anche eroici (e quante botte pigliano e danno). Sono stanchi morti, ma quando Seeler suona il tamburo (con il gomito in faccia a Bertini) tutti ritrovano la forza per tornar sotto e pareggiare. É angolo a destra. Batte Libuda. Seeler stacca da sinistra e rispedisce a destra: Muller dà una incornatina che Albertosi segue tranquillo: sul palo è Rivera (ma sì, ma sì): il quale sembra si scansi. Albertosi lo strozzerebbe. Rivera china il capino zazzeruto e la fortuna sua e nostra gli offre subito il destro di salvare sé e la squadra. É il 6' : lanciato sulla sinistra: Boninsegna ingaggia l' ennesimo duello con il cottissimo Schultz: riesce a crossare basso indietro: i pochi tedeschi in zona sono su Riva. Rivera in comodo allungo si trova la palla sul piatto destro e freddamente infila Maier, già squilibrato prima del tiro.

Adesso è proprio finita. I tedeschi sono battuti. Beckenbauer con braccio al collo fa tenerezza ai sentimenti (a mi, nanca un po' ). Ben sette gol sono stati segnati. Tre soli su azione degna di questo nome: Schnellinger, Riva, Rivera. Tutti gli altri, rimediati. Due autogol italiani (pensa te!). Un autogol tedesco (Burgnich). Una saetta di Bonimba ispirata da un rimpallo fortunato.

Come dico, la gente si è tanto commossa e divertita. Noi abbiamo rischiato l' infarto, non per ischerzo, non per posa. Il calcio giocato è stato quasi tutto confuso e scadente, se dobbiamo giudicarlo sotto l'aspetto tecnico-tattico. Sotto l'aspetto agonistico, quindi anche sentimentale, una vera squisitezza, tanto è vero che i messicani non la finiscono di laudare (in quanto di calcio poco ne san masticare, pori nan).

I tedeschi meritano l' onore delle armi. Hanno sbagliato meno di noi ma il loro prolungato errore tattico è stato fondamentale. Noi ne abbiamo commesse più di Ravetta, famoso scavezzacollo lombardo. Ci è andata bene. Siamo stati anche bravi a tentare sempre, dopo il grazioso regalo fatto a Burgnich (2-2). L' idea di impiegare i dioscuri Mazzola e Rivera è stata un po' meno allegra che nell' amichevole con il Messico. Effettivamente Rivera va tolto dalla difesa. Io non ce l' ho affatto con il biondo e gentile Rivera, maledetti: io non posso vedere il calcio a rovescio: sono pagato per fare questo mestiere. Vi siete accorti o no del disastro che Rivera ha propiziato nel secondo tempo?

Tutto all'aria, tutto sconnesso. Se non vedete e amate, almeno rispettate chi vede, e proprio perché vede si raccomanda che Rivera sia punta o mezza punta, non centrocampista, mai! Da punta è andato benissimo, sia nell' amichevole con il messico, sia con gli stessi tedeschi, sebbene di palle ne abbia lavorate assai poche. I sentimentali, immagino, avranno cantato sonori peana per tutti. Preferisco attenermi alla realtà non senza ringraziare i tedeschi per la loro cieca dabbenaggine tattica e l'arbitro Yamasaki per la sua vigile comprensione...

Ora siamo in finale, e si può vincere. Ma bisogna condurre veramente la squadra, non guardarla atterriti dalla panchina. Valcareggi e Mandelli, guidati da Franchi (ma sì) hanno molta fortuna: Napoleone gradiva moltissimo i generali fortunati. Sono graditi anche da noi, benché siamo tifosi e non imperatori. Però la fortuna - alla lunga - meritata. Mercoledì è stata meritata, onestamente: e fortuna è stata anche quella di non vincere 1-0 in 90' rubando la partita da pitocchi, dopo la rabbiosa e squassante offensiva tedesca.

Il 4-3, a pensarci, legittima tutto: anche le nostre fondate ambizioni a vincere definitivamente la rimet. Ma se commettiamo gli sfondoni di mercoledì con il fiero e disinvolto Brasile, poco poco ne prendiamo de goleada. Attenti, allora. Da domani studiamo la partita, ci ragioniamo su e vediamo com è possibile farla nostra, se davvero sarà possibile.


ITALIA-GERMANIA: IL PRECEDENTE DEL 1940.

Se dunque l'ITALIA battè in semifinale la GERMANIA OVEST nei mondiali 1970, bisogna anche dire che In amichevole ITALIA-GERMANIA si erano affrontate precisamente trent'anni prima allo stadio SAN SIRO. Anche in quel caso ci fu una girandola di goal ,e a vincere anche in quel caso fu l'ITALIA.

La gara si era giocata il 5 Maggio del 1940. L'ITALIA passo in vantaggio al 17° con COLAUSIG, e poi raddoppio al 25° con BERTONI. Tre minuti dopo, al 28° BINDER segna il primo goal tedesco. Nella ripresa sempre BINDER segnò il goal del pareggio. Neanche sei minuti e BIAVATI segnò per l'ITALIA il goal del definitivo 3-2 azzurro.

Andiamo a rivivere quell'AMARCORD attraverso il GIORNALE LUCE C0027 del 10/05/1940. 

 

ITALIA-GERMANIA (1970).SINTESI DELLA RADIOCRONACA DI ENRICO AMERI.

Dopo aver visto quel precedente AMARCORD, andiamo ora a rivivere la semifinale dell'AZTECA in versione sintetica con la radiocronaca di ENRICO AMERI.


ITALIA-GERMANIA 4-3 (1970). TELECRONACA INTEGRALE DI NANDO MARTELLINI.

Cari amici, a beneficio degli appassionati e degli amanti dell'AMARCORD SPORTIVO, andiamo a riproporre in versione integrale la telecronaca integrale della semifinale dell'AZTECA tra ITALIA e GERMANIA OVEST con il commento integrale di NANDO MARTELLINI.


Dunque, ad affrontare il BRASILE in finale saranno gli azzurri di FERRUCCIO VALCAREGGI. In palio la vittoria definitiva della COPPA RIMET, avendo sia l'ITALIA che il BRASILE vinto ben due edizioni della COPPA.


La partita contro la GERMANIA in semifinale risulterà però essere decisiva per gli azzurri. Se la partita dell'Azteca entrerà nella storia come partita del secolo come peraltro dimostra la targa inserita all'esterno dello stadio, in ottica finale, l'italia pagherà a caro prezzo lo sforzo profuso in semifinale
Se il primo tempo vedrà la finale concludersi sull'1-1, nel secondo tempo la stanchezza si sentirà in maniera forte, con il BRASILE di ZAGALO che segnerà altri tre goal e con gli azzurri che perderanno la finale per 4-1.

Ma, come direbbe il grande Michael Ende, questa è un'altra storia.

                                                               
Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

sabato 14 giugno 2014

SPUNTI DI SPORT-AMARCORD MONDIALE: MONDIALI 1934.


La locandina della 2° edizione dei mondiali, disputata dal 27 Maggio al 10 Giugno 1934.
La puntata odierna di AMARCORD MONDIALE che proveremo a raccontare nel corso della mattinata è dedicata al MONDIALE 1934, che vide, come ben sappiamo, la prima vittoria azzurra.

A dire il vero, in questi giorni già avevamo avuto modo di parlare di quel primo storico titolo mondiale azzurro, ricorrendo in questi giorni l'80° anniversario.
Sperando quindi di farvi cosa gradita, prima di iniziare la puntata, vado a pubblicare le due parti di un bellissimo lavoro storico, curato da CARLO CALABRÒ, che saluto, e uscito sul blog NOTE D'AZZURRO.
Questa la prima parte dell'articolo, uscito martedì; questa, invece la seconda parte.

IL PRIMO MONDIALE AZZURRO.

Roma, 10 Giugno 1934. Si gioca presso lo stadio del PNF la finale della seconda edizione dei Mondiali di Calcio.
In campo l'ITALIA, guidata da VITTORIO POZZO, e la CECOSLOVACCHIA, guidata da KAREL PETRU.
L'ITALIA aveva conseguito la finale dopo aver battuto per 7-1 negli ottavi di finale gli USA, in doppia sfida nei quarti di finale la SPAGNA (nella gara giocata a Firenze allo stadio Berta il 31 Maggio la gara al termine dei tempi supplementari era finita sull'1-1. Necessaria quindi la ripetizione della gara, disputatasi sempre a Firenze il giorno successivo, 1°Giugno, con gli azzurri che vinsero la gara grazie al goal partita di Meazza all'11° minuto); in semifinale la fortissima AUSTRIA grazie al goal partita di GUAITA al21° minuto.

La CECOSLOVACCHIA era giunta in finale dopo aver battuto negli ottavi per 2-1 la ROMANIA, nei quarti per 3-2 la SVIZZERA e in semifinale per 3-1 la GERMANIA, la quale a sua volta nella finale valida per il terzo posto aveva battuto a NAPOLI per 3-2 l'AUSTRIA.

A dirigere la finalissima l'arbitro svedese EKLIND davanti a 50.000 spettatori.
Dopo un primo tempo conclusosi a reti bianche, nella ripresa fu la CECOSLOVACCHIA a passare in vantaggio al 76° minuto grazie a PUC.
Gli Azzurri sul momento subirono il colpo, con SOBOTKA che nei minuti immediatamente successivi sfiorò il goal del 2-0 con il pallone che prese in pieno il palo a portiere azzurro COMBI (alla sua ultima partita in carriera) battuto.

Come spesso succede nel calcio, quando si sbaglia un'occasione da goal, si viene poi alla fine puniti. Ed è quello che successe alla CECOSLOVACCHIA, la quale all'81° minuto di gioco subì il goal del pareggio, un tiro dalla distanza di ORSI su cui nulla potè il portiere PLANICKA. 1-1. Si va così ai tempi supplementari.

Pozzo decise a questo punto di invertire sulle fasce le posizioni di SCHIAVIO e GUAITA: sarà la mossa decisiva.
E infatti al 95° minuto di gioco MEAZZA serve GUAITA, il quale mette un pallone al centro dell'area per SCHIAVIO, il quale trafigge PLANICKA per il goal del sorpasso e del definitivo 2-1 azzurro.
Non accadrà più nulla nei minuti rimanenti sia del primo tempo supplementare, sia nel secondo tempo supplementare.
L'ITALIA batte la CECOSLOVACCHIA per 2-1 e si aggiudicò il suo primo titolo mondiale.

Questa la prima pagina del GUERIN SPORTIVO dell'epoca che celebrò quella prima storica vittoria azzurra. 

 
Questa una fotografia dell'epoca scattata al termine della vittoriosa finale contro la CECOSLOVACCHIA dove possiamo vedere gli azzurri portare in trionfo il loro tecnico, VITTORIO POZZO.


Andiamo adesso a vedere le immagini della finalissima tra ITALIA e CECOSLOVACCHIA.


Oggi come oggi quando guardiamo la partita possiamo guardarcela in tv, o anche al computer via streaming.Tanti anni fa, e in particolare nel 1934, anno del primo Mondiale azzurro, non era così.
Internet doveva ancora nascere, così come la televisione doveva ancora arrivare nel nostro Paese.
Per poter così assistere alla quella storica prima finale mondiale c'erano solo due possibilità: o assistere alla partita direttamente allo stadio, o ascoltare alla radio gli aggiornamenti della partita.

Ed è quello che ora faremo. Sperando di farvi cosa gradita, siamo riusciti a trovare un frammento di quella storica radiocronaca dell'epoca.
Andiamo così ad ascoltare il goal della vittoria azzurra realizzato da SCHIAVIO al 5° minuto del primo tempo supplementare nella storica radiocronaca di NICOLÒ CAROSIO.
Quella vittoria Mondiale aprì un vero e proprio ciclo azzurro, con gli Azzurri che, dopo aver vinto la Coppa Internazionale nel 1930, la bissarono nel 1935, vinsero il Torneo Olimpico di Calcio del 1936 a Berlino, e poi conseguirono in Francia nel 1938 il bis mondiale.

Ma, come direbbe il grande Michael Ende, questa è un'altra storia.

                                                            Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

venerdì 13 giugno 2014

SPUNTI DI SPORT-AMARCORD MONDIALE: MONDIALI 1930.

La locandina della 1° edizione dei Mondiali, disputata dal 13 al 30 Luglio 1930

Iniziamo a partire da oggi a sviluppare la parte relativa agli Amarcord mondiali.
Non possiamo non cominciare dalla prima edizione, che come sappiamo si svolse in Uruguay nel 1930.

Innanzitutto: perchè proprio i Mondiali di calcio?
In quegli anni, è vero, si svolgeva già il torneo olimpico di calcio, introdotto per la prima volta dal CIO nel 1906 su richiesta della FIFA, nata, lo ricordiamo due anni prima.
Come anche nel 1927 era nata anche la Coppa Internazionale, detta anche dell'Europa Centrale, che nella prima edizione mise di fronte le nazionali europee allora più forti quali Italia, Cecoslovacchia, Austria , Svizzera e Ungheria. Però non bastava. serviva di più. Serviva, cioè un torneo mondiale, rivolto a tutte le nazionali del mondo.
Fu così che in occasione del Congresso della FIFA, svoltosi ad Amsterdam il 29 Maggio 1928, il massimo organo calcistico mondiale, in accoglimento della proposta del francese Henry Delaunay, accolse la proposta di istituire un torneo continentale di calcio.

Bisogna dire la verità: tanti furono i paesi che si candidarono per l'organizzazione. Pensiamo all'Italia, all'Ungheria, all'Olanda, alla Spagna, alla Svezia, all'Uruguay.
Si, anche l'Uruguay. Il paese sudamericano avrebbe festeggiato nel 1930 il centenario del Giuramento della costituzione; peraltro anche in ambito calcistico la formazione uruguayana aveva vinto i tornei Olimpici del 1924 e del 1928.
Rappresentava sicuramente una candidatura assai prestigiosa, e peraltro anche sostenuta dal Presidente FIFA Rimet. Cosa non da poco a quei tempi.

Fu così che, vista la forza della candidatura uruguayana (rafforzata anche dalla promessa di costruire uno stadio in occasione dei mondiale, e anche di risarcire le nazionali partecipanti dei costi di viaggio), le altre nazionali candidate ritirarono la propria candidatura, e a vincere così l'assegnazione di quel primo Mondiale fu così proprio l'Uruguay.
Scelta sancita anche dal Congresso FIFA di Barcellona del 1929.

A questo punto, restava da sancire quale potesse essere il premio da assegnare ai vincitori del torneo.
Come ho avuto modo di raccontare nella puntata di Spunti Di Sport dedicata ai TROFEI MONDIALI, uscita pochi giorni fa sul sito del Guerin Sportivo, il presidente Rimet decise di affidare la realizzazione del trofeo a un orafo francese cresciuto nella scuola di Louis Cartier, uno dei massimi gioiellieri ed orologiai dell’epoca: Abel Lafleur.
Lafleur ideò così la Coppa Victory: una statuetta raffigurante una donna con le ali (una Vittoria alata) che regge una coppa di forma decagonale, il tutto appoggiato su un piedistallo di marmo a base ottagonale. L’altezza totale della statueta era di circa 30cm, il peso 3800 grammi, di cui 1800 di argento placcato oro.

La Coppa Victory: dal 1946 in occasione del congresso del Lussemburgo verrà denominata COPPA RIMET in onore dell'omonimo presidente francese della FIFA.

LE SQUADRE PARTECIPANTI AL TORNEO. 

13 le squadre che parteciparono a quella storica prima edizione: Argentina, Belgio, Bolivia, Brasile, Cile, Francia, Jugoslavia, Messico, Paraguay, Perù, Romania, USA, Uruguay.

Da rilevare che numerose nazionali europee decisero di non partecipare: Austria, Svizzera, Cecoslovacchia, Italia, Scozia e Inghilterra. Le ultime due persino per una questione a loro dire di principio: essendo nato il calcio in Inghilterra, si ritenevano a prescindere "Campioni del mondo" e non ritenevano di doversi quindi confrontare con altre formazioni. il primo mondiale che vedrà la partecipazione di una formazione inglese sarà nel 1950.


GLI STADI DEL MONDIALE.

Tre gli stadi che ospitarono gli incontri di quel primo mondiale: lo stadio del Centenario, il Pocitos e il Gran Parque Central.
Bisogna dire la verità: secondo gli organizzatori le partite sarebbero dovute giocarsi del tutto allo stadio del Centenario.
Purtroppo però alcuni ritardi legati al Piano organizzativo associati al contempo alle forte pioggie che colpirono il Paese e in particolare la zona di montevideo, spinsero gli organizzatori a utilizzare gli altri due stadi suddetti, utilizzati dal Penarol e dal Nacional.
Solamente in occasione della partita tra Uruguay e Perù fu possibile utilizzare lo stadio del CENTENARIO, utilizzato poi per le partite successive.

MONDIALI 1930- IL TORNEO.
Le 13 squadre partecipanti vennero così suddivise in 4 gironi: 1 da 4 squadre (il girone 1 costituito da ARGENTINA, CILE, FRANCIA e MESSICO) e 3 da 3 squadre (Girone 2: JUGOSLAVIA, BRASILE E BOLIVIA; girone 3: URUGUAY, ROMANIA e PERÙ; Girone4: USA, PARAGUAY e BELGIO).
Passavano alle semifinali le prime classificate di ogni girone.

Questi i risultati del girone: FRANCIA-MESSICO 4-1, ARGENTINA-FRANCIA 1-0,
CILE-MESSICO 3-0, CILE-FRANCIA 1-0, ARGENTINA-MESSICO 6-3, ARGENTINA-CILE 3-1.
Classifica: ARGENTINA 6 punti; Cile 4; Francia 2; Messico 0.

GIRONE 2.
JUGOSLAVIA-BRASILE 2-1; JUGOSLAVIA-BOLIVIA 4-0; BRASILE-BOLIVIA 4-0.
Classifica: JUGOSLAVIA 4; Brasile 2; Bolivia 0.

GIRONE 3.
ROMANIA-PERÙ 3-1; URUGUAY-PERÙ 1-0; URUGUAY-ROMANIA 4-0.
Classifica: URUGUAY 4; Romania 2; Perù 0.

GIRONE 4.
USA -BELGIO 3-0; USA-PARAGUAY 3-0; PARAGUAY-BELGIO 1-0.

Classifica: USA 4; Paraguay 2; Belgio 0.

LE SEMIFINALI.

Il 26 e il 27 Luglio presso lo Stadio del Centenario si disputarono le semifinali di quella prima storica edizione mondiale.
Il 26 Luglio si disputò la semifinale tra Argentina e USA; il 27 Luglio quella tra Uruguay e Jugoslavia.

A prevalere in entrambe le semifinali furono le due squadre sudamericane: troppa francamente le differenza in campo, con Argentina e Uruguay che batterono i rispettivi rivali per 6-1.

LA FINALE E LA SCELTA DEI PALLONI.

Il 30 Luglio 1930, dunque, si svolse la finalissima del Mondiale allo stadio del Centenario di Montevideo tra Uruguay e Argentina.
Se vogliamo, una finale annunciata e al contempo rivincita della finale olimpica di due anni fa, vinta in seconda battuta dall'Uruguay per 2-1 il 13 Giugno 1928 allo stadio Olinpico di Rotterdam, dopo che tre giorni prima la finale al termine dei tempi supplementari era finita sul punteggio di 1-1.

A dirigere la finale di quel primo Mondiale del 1930 venne prescelto l'arbitro belga John Langenus, il quale per accettare pose due precise condizioni: la garanzia di avere una nave pronta a salpare al fischio finale vista la fortissima rivalità tra le due squadre e i rispettivi sostenitori e al contempo una polizza sulla vita.
Condizioni prontamente accettate.

A proposito della rivalità tra le due squadre un fatto merita di essere raccontato. Entrambe le squadre imposero di giocare la finale con il proprio pallone (solo dall'edizione successiva del 1934 sarebbe stato scelto un pallone ufficiale del Torneo).
La FIFA risolse così il problema designando l'arbitro a fare un sorteggio speciale prima della partita, davanti ai due capitani scegliendo così quale pallone sarebbe stato utilizzato nel primo tempo e quale nel secondo.

Secondo quanto emerse dal sorteggio nel primo tempo sarebbe stato utilizzato il pallone dell'Argentina (la Pelota Argentina de 12 Paneles); nel secondo tempo il pallone dell'Uruguay (Pelota Modelo T).
Quale differenza era presente tra i rispettivi palloni, qui raffigurati?


La Pelota Argentina, raffigurata a sinistra, era costituito per prima cosa da 12 pannelli, era più leggero ed era rivestito da un tipo di cuoio più sottile rispetto al Modelo T, raffigurato sulla destra, più pesante e largo rispetto a quello argentino.

La finalissima vedrà nel primo tempo l'Uruguay passare in vantaggio al 12°minuto di gioco con Dorado. Al 20° pareggia l'Argentina con Peucelle, e poi al 37° passa in vantaggio con Stabile.
Nella ripresa l'Uruguay prima trova il pareggio al 57° con Cea, poi passa in vantaggio al 68° con Iriarte, e poi segna il goal del definitivo 4-2 all'89°con Castro.

In merito alla prima storica edizione dei Mondiali andiamo a vedere il film ufficiale realizzato in occasione del Centenario della FIFA nel 2004 con anche le immagini della finale tra Uruguay e Argentina.


Due anni dopo, nel 1932, al Congresso FIFA di Stoccolma, la massima organizzazione calcistica continentale avrebbe stabilito che tra la Svezia e l'Italia sarebbe stata proprio quest'ultima a ospitare i Mondiali nel 1934.

Ma, come direbbe il grande Michael Ende, questa è un'altra storia.

                                                               Rüdiger Franz Gaetano Herberhold