Etichette

domenica 12 gennaio 2014

SPUNTI DI SPORT-TANTI AUGURI GUERINO! 4° PARTE: DALLO SCANDALO CALCIOSCOMMESSE AL PRIMO SCUDETTO DEL NAPOLI.





Cari amici, siamo giunti alla quarta parte dello speciale realizzato su Facebook per celebrare i 102 anni del mitico GUERIN SPORTIVO.


Iniziamo con il 1980, anno caratterizzato purtroppo dal CALCIOSCOMMESSE, con gli arresti che vennero eseguiti il 23 MARZO 1980, al termine della 24° Giornata del campionato di SERIE A e della 27° giornata del campionato di SERIE B. Arresti che vennero anche documentati dalla RAI, e di cui venne data notizia anche all'interno sia di 90° MINUTO, sia all'interno della DOMENICA SPORTIVA, peraltro trasmessi in questi giorni da RAISPORT 2.
La prima copertina non poteva che essere dedicato a quel triste fenomeno, con un titolo che, purtroppo, conserva ancora oggi una sua attualità. 







La seconda copertina è dedicata all'ex giocatore della FIORENTINA, DANIEL BERTONI.



La terza copertina è dedicata alla SERIE B,dove erano state retrocesse per via del calcioscommesse MILAN e LAZIO.





Passiamo al 1981, anno intermedio dopo gli Europei disputati in Italia e alla vigilia dei mondiali che l'anno dopo si sarebbero giocati in Spagna, e che ci avrebbero regalato delle grandi emozioni.
La prima copertina è dedicata a tre giocatori stranieri che hanno fatto nella lotta allo scudetto 1980/81 la fortuna di ROMA, JUVENTUS e NAPOLI nel runsh finale che vide la JUVENTUS guidata da GIOVANNI TRAPATTONI vincere il suo 19° scudetto a 44 punti, seguita a 42 dalla ROMA di NILS LIEDHOLM, e a 38 dal NAPOLI di RINO MARCHESI. 





La seconda copertina è dedicata a GIANCARLO ANTOGNONI, che quell'anno fu l'unico italiano convocato nella ALL STARS e che nel numero 35, quello raffigurato, svelava i propri progetti. 




La terza copertina è dedicata ad ENZO BEARZOT. L'anno precedente il ct azzurro, ZOFF e BETTEGA erano stati contestati dalla critica dopo la gara contro il LUSSEMBURGO. E, alla fine, secondo la copertina del GUERIN dell'epoca, è stato proprio grazie a questi 3 grandi personaggi che l'ITALIA potrà così disputare il MONDIALE.





Passiamo ora al 1982, che ho voluto suddividere in due parti. In questa prima parte vedremo alcune copertine extra mondiali. La seconda parte, sarà interamente dedicata al mondiale vinto dagli AZZURRI.
Le tre coeprtine che ho selezionato sono rispoettivamente dedicate all'indimenticabile GAETANO SCIREA, a FRANCO SELVAGGI, ad ALDO MALDERA scomparso nell'Agosto 2012, a PAOLO ROSSI e infine al riepilogo dell'anno con la copertina natalizia che vede raffigurata tra le altre cose ovviamente anche la vittoria azzurra ai Mondiali.







Dedichiamo questo post ad alcune copertine del GUERIN relative alla vittoria azzurra del MONDIALE di SPAGNA nel 1982.
La prima copertina che ho scelto è relativa all'attesa da parte dei tifosi dell'inizio dei mondiali, dove c'è grande attesa per gli Azzurri. 

Le tre copertine successive sono dedicate a tre momenti entusiasmanti di quel Mondiale: la vittoria contro l'ARGENTINA, il BRASILE, e la finalissima contro la GERMANIA OVEST. 

 

Celeberrima la copertina della vittoria mondiale con DINO ZOFF che alza la coppa. Era il GS 28/1982.

Rispetto a quel numero, bisogna dire che a oggi è il numero del GUERIN che ha conseguito la tiratura più alta di sempre: 302.000 copie. ma non solo: ispirò anche, se vogliamo, il francobollo che celebrò la vittoria azzurra ai Mondiali di Spagna. 




Anno 1983, caratterizzato dal duello tra JUVE e ROMA, con la ROMA di NILS LIEDHOLM che vinse il suo secondo scudetto e la JUVE, guidata da TRAPATTONI che vinse la COPPA ITALIA.
Numerose le copertine del GUERIN che quell'anno videro protagonista MICHEL PLATINI.
Altri protagonisti nelle copertine che ho selezionato anche ALESSANDRO "SPILLO" ALTOBELLI e SERGIO BRIO.








GS 31/ 1984. In questa copertina vediamo il Barone, NILS LIEDHOLM, passato al MILAN che allenerà fino all'Aprile 1987, quando verrà esonerato e sostituito dall'allora allenatore in seconda, FABIO CAPELLO; e i giocatori rossoneri MARK HATELEY e RAY WILKINS.

LA STRAGE DELL'HEYSEL. Un'altra, triste pagina del calcio è rappresentata certamente dalla tragedia dell'HEYSEL, dove purtroppo persero la vita poco prima dell'inizio della finale di COPPA DEI CAMPIONI tra JUVENTUS e LIVERPOOL 39 persone, di cui 32 italiani e oltre 600 feriti.
Questa la copertina del GUERIN riferita a tale tragedia.

RIVEROSSI. Nella stagione 1985/86, PAOLO ROSSI arriva al MILAN. La copertina del numero 32 del 1985 rappresenta un'ideale stretta di mano tra PAOLO ROSSI e la bandiera rossonera GIANNI RIVERA.

ALCUNE COPERTINE DEL 1986.
Tre le copertine selezionate con protagonisti rispettivamente il MILAN con l'acquisto della società rossonera da parte di SILVIO BERLUSCONI, ROBERTO DONADONI e poi la celeberrima copertina del GUERIN con protagonista l'asso del NAPOLI e della nazionale argentina, DIEGO ARMANDO MARADONA e il MAPPAMONDO. 




ALCUNE COPERTINE DEL 1987. Due le copertine selezionate: la copertina dedicata al 1° scudetto del NAPOLI e poi la celeberrima copertina con MANCINI, VIALLI e CEREZO nei panni dei tre RE MAGI. 


4/CONTINUA.
                                                        Rüdiger Franz Gaetano Herberhold 

lunedì 6 gennaio 2014

SPUNTI DI SPORT-TANTI AUGURI, GUERINO! 3° PARTE: L'ARCIPOSTA DI GIANNI BRERA, GLI ANNI SETTANTA, E ANEDDOTI DI VITA GUERINESCA.


Cari amici,
terza parte dello speciale TANTI AUGURI, GUERINO, realizzato per la pagina FB dei lettori del GUERIN, per celebrare i 102 anni del mitico verdolino.

L'ARCIPOSTA DI GIANNI BRERA.

Cari amici, un grande giornalista rimasto nel cuore di tanti lettori del GUERIN SPORTIVO è sicuramente GIANNI BRERA. Poco tempo fa lo abbiamo ricordato qui in pagina ripubblicando alcuni suoi celebri articoli, e ripubblicando alcune sue ARCIPOSTE.
Quest'oggi, festeggiando i 102 anni del Guerin, non potevamo non riproporle.
In questo e nel prossimo post, quindi, rileggeremo insieme due lettere dell'ARCIPOSTA.

L'ARCIPOSTA DI GIANNI BRERA-PULICI COME RIVA? Illustre Arcimatto, come mai hai scritto sul «Giorno» di lunedì 24 (dopo Italia-Olanda) che Pulici fa parte dei «punteros» mediobrocchi e per giunta paurosi? Io non credevo ai miei occhi leggendo quel tuo commento. Ma se sei stato proprio tu a chiamarlo «Puliciclone brianteo». Di lui dicevi che non esisteva centravanti più degno di rivestire la maglia azzurra (era ancora Riva il numero 11) quando esordi in Nazionale contro il Lussemburgo; scrivevi che Puliciclone non conosce gli indugi, le esitazioni, le incertezze. Dopo Italia-Polonia che era una vera punta «talmente dotata di coraggio e di tiro....». Dopo Polonia-Italia, «che aveva avuto atteggiamenti abbastanza decisi». Infine, nell'intervallo di Italia-Polonia, al microfono di Ciotti hai detto che «se lanciato, rifarebbe Riva». Allora non è un mediobrocco pauroso?Spiegami anche in che senso la qualità del calcio praticato oggi in Italia è senz'altro superiore a quello di una volta. Grazie e complimenti per il tuo ultimo libro.

Caro amico, la conoscenza perfetta d'un calciatore non è acquisibile se non dopo anni. Nei primi giudizi su Pulici obbedivo alla speranza di vedere, un pais sostituire «Rombo di Tuono» Riva: ho poi notato che aveva ritmi assolutamente superiori alla tecnica di cui era in possesso: fra questi e quella esisteva una specie di discrepanza disdicevole: e ho insistito perché frenasse i suoi slanci a vantaggio del controllo e della battuta. Come tanti tecnici passati da Torino, anch'io ho sperato che Pulici esplodesse. Gli ho visto fare gol memorabili, addirittura degni di Pelè, e figuracce sesquipedali, tipiche di un cavallo falso e perciò non molto apprezzabile. Ho anche notato, alla lunga, che Pulici segna sempre in casa, e che fuori, misteriosamente, è sempre lanciato a ritmo irrefrenabile dove non può giungere la palla. E allora, una domanda: intuisce prima, sbagliando quasi meritoriamente, o sbaglia subito, inducendo all'errore anche il compagno play maker? Finora questo dilemma rimane irrisolto ai miei occhi.Ho giocato negli Anni Trenta ed ho seguito il calcio dal primo dopoguerra: basterebbe la constatazione che i terreni sono migliorati quasi a livello europeo per dedurne che anche la tecnica di gioco è andata migliorando in proporzione. Negli Anni Trenta, i campi davvero erbosi non erano più di mezza dozzina in tutta Italia: la stessa Cagliari nel dopoguerra aveva un cortile da caserma fra le derelitte tribune dell'Amsicora: quando, miracolosamente, il terreno è stato coltivato ad arte, l'erba compatta ha consentito l'esplosione di una Squadra che per tre-quattro anni è stata la più splendida d'Italia.Grazie dei complimenti per il libro di pedate: me lo sono tolto di dosso come un sudario (non è retorica né melodramma: dire scafandro sarebbe stato poco). Adesso basta. Ne rinnoverò l'ultimo capitolo di anno in anno, fino alla morte: lo correggerò anche, questo librone, se mi aiuteranno i lettori a eliminare le zeppe: ve ne sono sicuramente molte. Aspetto trepidante.


L'ARCIPOSTA DI GIANNI BRERA. IL GENOA, BORDON E IL DOLCETTO.

Esimio dottor Brera, sono una sua assidua lettrice per cui penso che il Guerino venga acquistato per la massima parte dei lettori solo per il godimento spirituale di leggerla. Mi risponda ora (senza dribblarmi però) alle seguenti domande:1) Lei è genoano come me. Non ha ritenuto doveroso far sentire la Sua voce nell'infuriare della polemica Baldazzi-Fossati.2) Ha mai visto giocare Toni Bordon? Dirottato a Cesena a novembre è stato utilizzato solo saltuariamente da Bersellini. Il quale in predicato di passare al Genoa, avrebbe definitivamente distrutto, se tale eventualità si fosse verificata, un giocatore valutato a suo tempo più di mezzo miliardo. Bordon è un ragazzo molto sensibile. Se Lei gli farà pervenire un incoraggiamento avrà la riconoscenza mia e di tutti genoani. Dica chiaramente se lo considera o meno un bidone.3) Il Guerino dovrebbe varare una rubrica di atletica leggera. Anche in relazione a questa (da Lei tanto amata) disciplina sportiva è possibile fare un discorso critico e politico.RingraziandoLa le porgo i sensi della mia indefettibile stima. Se ha occasione di passare da Cremolino potrà gustare un dolcetto '71 che mio marito Gianni, Suo affezionato discepolo, tiene in serbo per Lei.

Gentile signora, le sono molto grato delle cortesi espressioni di cui mi fa oggetto. A pregiata sua riscontrare, debbo aggiungere che meno grato le sono per la stilettata inferta alla mia ignavia di genoano. Ho letto solo i titoli della querela intercorsa fra Baldazzi e Fossati. Non conosco Baldazzi: avevo creduto di capire che possedesse anche i sesterzi per legittimare le proprie ambizioni tecnico-amministrative. Alla resa dei conti, sempre se ho potuto capire bene dai titoli, Baldazzi si è dovuto ritirare e Fossati è tornato in possesso del bastone di comando.Ho parlato abbastanza con Fossati per capire che è un entusiasta con la testa sul collo. I giornalisti - tifosi di Genova non la pensavano come me e forse avevano più numerosi elementi di giudizio. Io so poco e niente di una società che amo per essermi contagiato, la prima volta, proprio del suo entusiasmo. Anni sono passati (oh quanti) e considero questo mio amore con una sorta di impaccio.Ho visto Bordon l'anno della promozione in A. Mi sembrava lento per il posto di centravanti: era da impostare, secondo me, a centrocampo: possedeva un tiro assai forte: tutto lasciava credere che potesse sfondare, un giorno o l'altro. Ho incominciato a sospettare che non fosse votato a grande carriera solo quando è stato insistentemente cercato da Fraizzoli, che notoriamente non ne azzecca mai una. So che Silvestri si è molto indignato nel constatare che Bordon lo stava amaramente deludendo: l'ha anche maltrattato, confidando che l'orgoglio lo rimettesse in corsa: nulla è servito: Bordon ha deluso. Ha poi cercato di rigenerarlo il Cesena. Non credo vi sia riuscito, sebbene sviluppasse un ottimo gioco a favore delle punte. Ella mi chiede di incoraggiarlo. Come è patetico tutto ciò, gentile signora. Ecco qua: lo incoraggio. E poi?Il Guerino varerà anche una rubrica di atletica leggera, culto dell'uomo. Un giornale illustrato con la sua formula non può prescindere da quello sport. Ne sono convinto anch'io, come lei. Ringrazi suo marito Gianni. Il dolcetto è un onestissimo vino plebeo: mantiene sempre quel che promette. A mio parere va rispettato come il buon vecchio Piemonte.


Cari amici, dedichiamo questo post a un grande disegnatore, che collaborò per alcuni anni con il GUERIN SPORTIVO: il grande CARLO PERONI, scomparso circa 2 anni fa, ideatore di numerosi personaggi tra cui il celebre CALIMERO, in partecipazione con i fratelli PAGOT, e l'ISPETTORE PEROGATT.
Durante gli anni 70, per diverso tempo, PERONI collaborò con il GUERIN SPORTIVO, andando progressivamente a sostituire progressivamente le vignette di MARINO, gravemente malato.
Qualche anno fa lo stesso PERONI raccontò sul proprio blog, PEROGATT, alcuni momenti relativi alla sua esperienza al GUERINO, che noi ora andremo a leggere affiancati da alcune vignette che lo stsso PERONI realizzò per il GUERIN.

“ Bartoletti io lo avevo conosciuto anni addietro, agli inizi degli anni '70, perché ero stato chiamato dal Conte Rognoni, il proprietario del giornale sportivo "Guerin Sportivo", per sostituire "Marino" (non ricordo proprio qual era il suo cognome dato che tutti lo avevano chiamato con il suo nome d'arte "Marino", con il quale firmava anche le vignette), il bravissimo e noto disegnatore ufficiale di quel giornale (che usciva il lunedì nello stesso formato dei quotidiani, anzi forse di più: misurava cm. 43 x 59; stampato in nero con la testata "Guerin Sportivo" in verde). Marino stava molto male ed aveva dato il permesso che qualche disegnatore affidabile lo imitasse. Io feci velocemente qualche prova che sottoposero a Marino e questi le approvò subito: lo avevo imitato alla perfezione.
Così per molto tempo io andavo in redazione tutte le domeniche pomeriggio e dovevo realizzare ultravelocemente le vignette, tutte di formato gigante, cercando di inventare le battute in base ai risultati delle partite appena concluse; le schizzavo e le sottoponevo al Direttore (il Conte Rognoni) per l'approvazione; qualche volta lui mi faceva fare qualche piccola modifica ma in genere era molto soddisfatto. Così tornavo nella stanza che mi avevano assegnato per realizzare i disegni originali con lo stile di Marino: uno stile piuttosto difficile da imitare, ma c'ero riuscito abbastanza bene. Il Conte Rognoni, prima di iniziare a lavorare con le vignette, mi chiese per quale squadra io tifassi e gli risposi timidamente che... in effetti io non ero proprio un tifoso: mio padre era uno Juventino e di conseguenza io e mio fratello fummo Juventini (mio fratello era molto più appassionato di me riguardo il calcio: io invece lo seguivo molto poco). Quindi dissi al Conte che ero... Juventino. Lui mi disse "Bene, perché se lei era un milanista l'avrei mandato subito via!" Insomma, il Conte Rognoni odiava il Milan (anche se non ho mai saputo di preciso per quale motivo, ma sapevo che lui aveva appena acquistato la squadra del "Cesena" che, anche grazie agli interventi del Conte, subito dopo era riuscito ad arrivare in Serie A) e mi spingeva a fare sempre, su tutti i numeri, vignette contro il Milan. A me la cosa non andava tanto, ma... dato che lui era il Direttore (e proprietario) mi rassegnai; oltre tutto, cosa da non dimenticare, per quelle vignette mi pagavano piuttosto bene. Quindi mi specializzai nel fare caricature dei giocatori del Milan, ma soprattutto di Gianni Rivera. 



Vignetta pubblicata sul GUERIN SPORTIVO del 24 Dicembre 1973.
Devo dire che, per guadagnare tempo, il Direttore del giornale mi aveva dato il permesso di preparare in studio alcune vignette che trattavano argomenti generici, sempre di calcio, ma non di attualità molto stretta. Così alla domenica arrivavo con alcune vignette già pronte, ma la maggior parte dovevo farle al momento, appena terminate le partite e saputi i risultati ed eventuali errori degli arbitri oppure discussioni varie fra i giocatori, insomma tutto quello che si riusciva a sapere che potesse dare degli spunti per creare delle vignette apposite sulle partite principali della giornata con battute adeguate.
Nella stessa stanza che mi avevano affidato c'era anche un certo Marino Bartoletti... sì, proprio quello che, anni dopo avrebbe inventato e presentato la trasmissione "Quelli che il calcio". Lui era stato molto gentile e comprensivo con me. Bartoletti era impegnato, come me del resto, solo che lui doveva commentare con la macchina da scrivere i risultati delle avarie partite appena concluse. Tutto si operava con la massima velocità perché il giornale andava in stampa pochissimo tempo dopo. Come già detto, io non sono mai stato un esperto di calcio ed avevo accettato quell'incarico con molta incoscienza (come al solito...) perché lì bisognava per forza essere invece degli esperti... Per fortuna che confessai questa mia mancanza a Bartoletti e lui mi aiutò sempre e mi diede una mano nei punti dove ero insicuro; a volte, per esempio, non ricordavo che numero avessero alcuni giocatori e lui prontamente me lo diceva; poi, dovevo fare velocemente delle caricature di calciatori che non avevo mai visto, ma avevo a disposizione una persona al mio servizio che, dietro mie richieste, immediatamente riusciva a scartabellare nell'ampio archivio delle redazione e mi faceva avere le foto dei calciatori richiesti. Io sceglievo quelle che più si adattavano e mi mettevo a disegnare. Solo che il "fotolitista" (cioè quello della tipografia - che era situata nel palazzo accanto - incaricato di trasformare in "cliché", cioè "fotolito", agendo con degli acidi speciali, otteneva il mio disegno "completamente rovesciato" in modo che poi stampato diventava diritto) mi aspettava dietro le spalle e mi faceva sempre fretta. Dato che, per imitare lo stile di Marino, non potevo usare dei pennarelli, ma dovevo usare l'inchiostro di china su una carta speciale (che aveva dei puntini a rilievo che servivano per creare alla fine un effetto tipo "retino" usando una matita dalla "mina grassa") che aveva anche la particolarità che l'inchiostro asciugava molto lentamente; allora qualcuno mi procurò un phon e, mentre io andavo avanti a disegnare le altre vignette, questi cercava di asciugare i disegni e quando io li giudicavo pronti, il fotolitista faceva poi delle corse pazzesca per riuscire a guadagnare dei minuti preziosi. Insomma, il tutto era eseguito completamente di corsa ed all'ora fissata, quasi per miracolo, tutto era pronto: il giornale poteva andare in stampa ed io tornavo a casa con una delle primissime copie stampate con l'inchiostro (stavolta quello della stampa) ancora bagnato... Qualche giorno dopo il Conte Rognoni mi disse che stava cercando con urgenza una segretaria affidabile. Io gli proposi mia figlia e lui mi disse di portarla per fare un colloquio. Fu subito assunta. Mia figlia era al suo primo lavoro: prima aveva frequentato varie scuole, fra le quali anche la scuola del Piccolo Teatro di Milano diretta dal famosissimo Strehler. Aveva anche frequentato la Scuola del Cinema di Milano. Insomma, come attrice non era un gran ché... ma quelle esperienze le servirono molto nella vita: imparò anche a "recitare" sul lavoro. Insomma, con il Conte Rognoni "recitò" così bene la sua parte che lui era convinto che quel lavoro lo avesse fatto da sempre; insomma era molto soddisfatto di lei: era una brava segretaria e soprattutto molto veloce, qualità questa che il Conte apprezzava molto.
Qualche tempo dopo si seppe che il disegnatore "Marino" era morto ed ora al giornale non sapevano come comportarsi: "Marino" era una della colonne portanti del giornale (oltre al famoso giornalista sportivo Gianni Brera che curava sempre una sua rubrica fissa - veniva tutte le domeniche ma non parlava mai con nessuno di noi). Ed ora? Io proposi al Conte Rognoni di proseguire io quelle vignette, ma cambiando lo stile: stavolta con il mio e non imitando quello di Marino. Lui era dubbioso, ma quando vide le mie prime vignette (quelle con il mio stile) rimase entusiasta: non erano assolutamente inferiori a quelle di Marino! Così i lettori seppero che, dopo la triste scomparsa del vignettista Marino, aveva preso il suo posto Carlo Peroni, un altro noto vignettista. Ma nessuno seppe mai che per oltre un anno Marino non aveva più disegnato: le vignette che i lettori avevano visto con la sua firma, in effetti erano mie...
Avevo accennato al fatto delle vignette contro il Milan, vero? Beh, una volta stavo per pagarla cara... Era il periodo in cui tutte le domeniche non si poteva circolare con l'auto, salvo i servizi speciali e la stampa: noi avevamo ricevuto uno speciale contrassegno di permesso per circolare ed inoltre avevamo messo molto in grande la testata del "Guerin Sportivo" sull'auto. Ho già detto - almeno mi sembra... - che io non guido, (a proposito: quasi nessun disegnatore guida l'auto e non si sa il motivo...) Così mi facevo accompagnare da mia moglie che, approfittando dell'assenza completa (o quasi) delle auto in città, approfittava per correre un po' di più anche perché io dovevo arrivare molto presto in redazione. Ad un incrocio un vigile ci fischiò. Noi mostrammo il permesso e lui vide che avevamo a che fare con il Guerin Sportivo. Il vigile chiese che cosa facevamo di preciso in quel giornale. Io gli risposi che facevo le vignette sul calcio. Il vigile allora si infuriò e mi disse che avrebbe controllato tutta la macchina per farci una bella multa, ma non trovando niente da... multare, mi fece una ramanzina: "Se lei disegna ancora una vignetta contro il Milan, la prossima volta le faccio la multa!" Così arrivai un po' in ritardo in redazione. Ne parlai con il Conte Rognoni e lui mi disse di non lasciarmi influenzare: "Quello è un milanista ed è ovvio che sia arrabbiato perchè loro non sanno giocare! Quindi, la prossima volta che lo ferma gli faccia vedere una vignetta che avrà fatto nel frattempo contro l'Inter, così almeno si calma." Infatti, la domenica successiva, il vigile fischiò di nuovo. Ma stavolta, appena ci fermammo, io fui più veloce di lui e gli feci vedere una vignetta contro l'Inter che avevo già preparato e che sarebbe stata stampata proprio in quel numero... Infatti ci lasciò passare subito dicendo che avrebbe avvertito i sui colleghi, quindi potevamo andare anche più veloci.

Vignetta pubblicata sul GUERIN SPORTIVO del 4 Febbraio 1974.


Vignetta pubblicata sul GUERIN SPORTIVO del 4 Febbraio 1974.
C'era un periodo in cui il Conter Rognoni mi aveva incaricato di fare qualche vignetta contro Gheddafi. Io gli dissi che personalmente non avevo nulla da dire contro Gheddafi, ma lui mi obbligò a preparare delle vignette in quel senso. Mi spiegò che in quel periodo Gheddafi si stava comportando molto male contro l'Italia e bisognava fare delle vignette contro di lui. Io dovetti obbedire e feci quelle vignette, cercando di essere cattivo il meno possibile. Comunque quelle vignette vennero stampate e con il mio nome. Qualche giorno dopo ricevetti una telefonata da un individuo con un accento chiaramente nordafricano (probabilmente libico) che mi disse: "Lei si è permesso di fare delle vignette contro Gheddafi" Io gli spiegai che non erano idea mia, ma dovevo farle perché me le aveva chieste il Direttore. Quel tizio mi disse allora: "Se lei disegna ancora una vignetta con la caricatura di Gheddafi, si ricordi che lei ha una famiglia... Quindi se non vuole guai non ne faccia più." E terminò la telefonata. Il giorno dopo ne parlai con il Conte Rognoni e gli dissi che non me la sentivo più di fare quelle vignette contro Gheddafi. Il Conte capì e mi disse che avrebbe sostituito l'argomento. Così mi diede da fare delle vignette dove c'erano in ballo gli Israeliani ed i Palestinesi... Mi trovai di nuovo a dover discutere... Trovammo un compromesso: feci delle vignette dove non criticavo nessuno dei due, cioè davo ragione ad entrambi. Quella volta non ricevetti nessuna telefonata con minacce...

Qualche anno fa mi chiamarono per far parte di una giuria per una mostra-concorso di vignette, a Milano, che avevano come argomento lo sport. Appena arrivai alla mostra scoprii che in effetti i giurati eravamo in due: io e... Gianni Rivera (che nel frattempo era diventato onorevole). Appena mi presentai, lui mi chiese: "Peroni?... Non sarà mica quello che faceva le vignette sul Guerin Sportivo?". Alla mia risposta affermativa, lui mi disse che ormai aveva accettato di far parte di quella giuria, ma si ricordava di come lo avevo "trattato" con quelle vignette sul giornale... però non gli faceva piacere essere lì con me. Io cercai di rassicurarlo: non ce l'avevo mai avuta con lui, il mio era solo un lavoro... Ma Rivera non si convinse tanto e ci demmo subito da fare per giudicare le vignette e scegliere le vincitrici. Poi se ne andò subito, senza nemmeno salutarmi. A quel punto mi dissi che forse avevo fatto bene a fare quelle vignette tanti anni prima: magari se le era meritate...”

 
GS 40/ 1976: LA DOPPIA COPERTINA.


Andiamo a riscoprire insieme alcune copertine del 1977.

Tra le varie copertine ho selezionato quella a sfondo animale del numero 20, la vittoria della COPPA ITALIA del MILAN, guidato da GIANNI RIVERA. Il 1977 è purtroppo anche l'anno della triste scomparsa di RENATO CURI, avvenuta in campo durante PERUGIA-JUVENTUS.

Ho poi selezionato una copertina del GUERIN dedicata al giocatore del MILAN dell'epoca, RUBEN BURIANI, e infine la copertina di fine anno con un presepe un pò... particolare.

GS 20/1977: scontri tra animali per raffigurare i duelli tra JUVE e TORINO da una parte e BORUSSIA DORTMUND-LIVERPOOL dall'altra.
GS 27/1977: GIANNI RIVERA alza la COPPA ITALIA vinta dal MILAN.
GS 44/1977: RENATO CURI per de la vita in campo durante PERUGIA-JUVENTUS.
GS 45/1977: copertina dedicata a RUBEN BURIANI.
GS 51/1977: copertina natalizia.
Passiamo ora all'annata 1978, di cui ho selezionato alcune copertine.
Spicca la doppia copertina a marzo e in Agosto a PAOLO ROSSI, una copertina contro gli incidenti negli stadi e una copertina dedicata alla BABY FIORENTINA dell'epoca.






Andiamo a vedere ora alcune copertine del 1979, stagione che vide il 10° scudetto da parte del MILAN.
Le prime due copertine sono dedicate così alla squadra rossonera, prima campione d'inverno, e poi campione d'Italia, come possiamo vedere dal poster del GUERIN dedicato alla squadra campione d'ITALIA.
La terza copertina selezionata è dedicata a I MAGINIFICI 7: GIORDANO, ALTOBELLI, GRAZIANI, SAVOLDI, CHIODI, BETTEGA e ANCELOTTI.
Segue poi una copertina dedicata a CHIARUGI, e poi una copertina dedicata a un giovanissimo WALTER NOVELLINO, con la maglia del MILAN, e poi una copertina dedicata a GIANCARLO ANTOGNONI.






3/CONTINUA. 
                                                       Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

domenica 5 gennaio 2014

SPUNTI DI SPORT-TANTI AUGURI, GUERINO! 2° PARTE: DAL PRIMO TITOLO MONDIALE ALLO SCUDETTO DEL BOLOGNA.


Cari amici,
siamo arrivati alla seconda parte dello speciale sui 102 anni del GUERIN che ho realizzato ieri all'interno della pagina Fb dei lettori del GUERIN, e che tanto apprezzamento ha riscosso in rete.
In questa seconda  parte considereremo il periodo 1934-1964.In particolare, troverete di seguito 9 copertine di quel periodo, a partire dalle vittorie dei Mondiali del 1934 e del 1938, passando purtroppo anche per pagine dolorose del nostro calcio, quali la tragedia di SUPERGA del 1949. Torneremo poi a vedere la copertina dedicata aI TALIA-INGHILTERRA disputata nel Maggio 1952 a Firenze, ultima partita di SILVIO PIOLA in maglia azzurra; degli scudetti di INTER e FIORENTINA del 1953 e del 1956, di OMAR SIVORI nel 1961, del giovane SANDRO MAZZOLA nel 1963, per poi concludere con lo scudetto del BOLOGNA del 1964, conquistato al termine dello spareggio contro l'INTER. 

La prima pagina del GUERIN SPORTIVO che celebra la vittoria mondiale del 1934.
La prima pagina del GUERIN SPORTIVO dedicata alla vittoria del secondo mondiale azzurro, disputato nel 1938 in Francia.
La prima pagina del GUERIN del 10 Maggio 1949,dedicata alla tragedia di SUPERGA, in cui purtroppo perse la vita il GRANDE TORINO.
La prima pagina del GS 21/1952, dedicata a ITALIA-INGHILTERRA, giocata a FIRENZE il 18 Maggio dello stesso anno, ultima partita in azzurro di SILVIO PIOLA.
Copertina del Guerin del 1953 dedicata allo scudetto dell'INTER.
Copertina del Guerin del 1956 dedicata allo scudetto della FIORENTINA.
Copertina del Guerin del 1961 dedicata ad OMAR SIVORI.
Copertina del Guerin del 1963 dedicata a un giovane SANDRO MAZZOLA.
Copertina del Guerin 24/1964 dedicata allo scudetto del BOLOGNA.
2/CONTINUA.
                                                      Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

SPUNTI DI SPORT- TANTI AUGURI, GUERINO! 1° PARTE: DALLA NASCITA DEL GIORNALE AL RESTO DEL GUERINO.


Cari amici,
nella giornata di ieri, Sabato 4 Gennaio, il GUERIN SPORTIVO ha festeggiato i suoi 102 anni di vita. Per festeggiare nella maniera più dignitosa possibile questo importantissimo compleanno, ho relizzato nella pagina Facebook dei lettori del GUERIN uno speciale dal titolo "TANTI AUGURI, GUERIN!" in cui ripercorrere la storia del giornale partendo dalle origini per arrivare poi sino a oggi attraverso le prime pagine più storiche, attraverso alcuni aneddoti o ricordi e coinvolgendo i lettori di Fb.

Lo speciale è durato circa 26 ore e mezzo con ovviamente delle interruzioni; è iniziato a mezzanotte del 4 Gennaio per concludersi alle 2:30 di questa notte, Domenica 5 Gennaio. Grande l'apprezzamento da parte dei lettori della pagina, che hanno seguito con grande affetto questo nostro speciale.

Nella versione dello speciale, chevado qui a riproporre sul blog, ritroveremo tutte le copertine storiche postate lungo le 26 ore e gli aneddoti riportati. Ovviamente, nel caso di puntate di SPUNTI riportate in pagina, alleghero il link dove poter rileggere integralmente la puntata pubblicata.

Per comodità ho suddiviso lo speciale in 5 puntate:
1. Dalla nascita del giornale al Resto Del Guerino;
2. Dal primo titolo mondiale allo scudetto del Bologna;
3. Gli anni Settanta;
4. Dallo scandalo Calcioscommesse allo scudetto del Napoli;
5. Dallo scudetto del Milan di Sacchi ad oggi.

A questo punto, cari amici, non ci resta che iniziare.

Dunque, il GUERIN SPORTIVO nasce il 4 Gennaio 1912 a TORINO. In questa puntata di SPUNTI DI SPORT che scrissi appositamente per il Centenario e che ho riproposto anche quest'anno riaggiornando i dati, andiamo a scoprire insieme come nacque il celebre verdolino.

Nel 1925 il GUERIN SPORTIVO edita uno speciale dal titolo GUERIN CIAO CIAO. Sperando di farvi cosa gradita, andiamo a riscoprire insieme alcune pagine di quello speciale.












Nel 1932 uscì con il GUERIN SPORTIVO uno speciale intitolato IL RESTO DEL GUERINO. Al RESTO DEL GUERINO dedicai lo scorso anno una puntata speciale di SPUNTI DI SPORT, puntata che potete leggere qui.

1/ CONTINUA. 

                                                  Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

venerdì 3 gennaio 2014

SPUNTI DI SPORT-LA NASCITA DEL GUERIN SPORTIVO.


A Torino, nel gennaio dell'anno primo del Cinquantenario d'Italia, è nato onestamente e felicemente tra la pace degli uomini e la quiete delle cose un nuovo giornale a cui fu imposto il nome di “Guerin Sportivo”.
GUERINO, perchè come l'antico guerriero ridanciano cresca cinguettante e sano, vigoroso e battagliero.
GUERINO, perchè s'armi di uno staffile aguzzo, e lo usi a mò di penna.
GUERINO, perchè non tema i prepotenti, e i deboli difenda; perchè le voci discordi raccolga e un grido lanci ogni giovedì come buona semenza.
GUERIN SPORTIVO, tenuto al fonte battesimale da uomini di opposte rive, non vivrà solo di sterile critica, getterà talvolta lo staffile acuto e scenderà a oneste prove.
Non ha parenti:vivrà felice.
Non ha padroni:vivrà libero.
Non ha amici: se ne farà molti.
Non servirà ad odii ed amori, a simpatie e a rancori: avrà dei nemici.
Non muoverà a battaglia contro uomini stabiliti, contro una associazione data, contro una stampa bianca, rosa o gialla: sarà con tutti o contro tutti, secondo verità.
Essendo un mortale, e vivendo tra i pericoli dello Sport, GUERIN SPORTIVO potrà anche morire. E morirà allora, poverissimo, chè solo l'onestà e la giustizia avrà servito.
A parte la morte, ogni altra cosa ch'è nell' “Atto di nascita” forma il programma di “Guerin Sportivo” che nel gettar la prima voce saluta amici, sconosciuti e nemici.
GUERIN SPORTIVO non è un deputato socialista. Seguirà il suo programma.

Con questo atto di nascita, pubblicato sul primo numero, edito il 4 Gennaio 1912, prendeva il via la storia del GUERIN SPORTIVO, il più celebre ed autorevole periodico sportivo italiano, oltre ad essere, in seguito alla chiusura del britannico PUNCH nel 2003, il più antico periodico sportivo europeo.
Ma, come nacque il GUERIN SPORTIVO, e come si arrivò al primo numero del Gennaio 1912?

LA COSTITUZIONE DELLA PRIMA REDAZIONE.

Nel libretto “Penne bianche del giornalismo sportivo” edito nel 1950 dalla casa editrice NUOVA GRAFICA di TORINO, l'autore, nonché ideatore e primo direttore del GUERINO, GIULIO CORRADINO CORRADINI, racconta com'è nato il nostro amato verdolino.

Nella tarda estate del 1911 CORRADINI si trovava a PARIGI per un servizio speciale per il quotidiano LA STAMPA di TORINO, di cui era da quattro anni redattore sportivo. Allora in Francia furoreggiavano in particolare due riviste sportive: l'AUTO, e poi, in carta rosa l'ECHO DES S'PORTS. All'epoca l'ECHO DES SPORTS era redatto da articoli brevi, con corsivi incisivi e al contempo polemici, oltre a contenere una caricatura del campione di giornata.
Racconta CORRADINI: “L'Italia mancava di un giornale sportivo con caricature anziché fotografie, con idee anziché aggettivi, con secche verità anziché iperboli e pietosi eufemismi. Un giornale leggibile da tutti, e da capo a fondo; senza pretese ma battagliero e divertente, con articoli polemici e brillanti. (...)
Studiai l'impostazione come l'avrei voluto, e rientrato a Torino ne parlai subito nel cenacolo di amici comuni, come me laureandi universitari, appassionati di sport e collaboratori della Stampa Sportiva della quale ero da lungo tempo caporedattore. L'idea piacque, ed ebbi lì per lì l'adesione di GIUSEPPE AMBROSINI, NINO SALVANESCHI, ERMETE DELLA GUARDIA, MARIO NICOLA, e dell'aggregato ALFREDO COCCHI, un impiegato municipale ed entusiasta sportivo che, nei ritagli di tempo, si occupava anche di pubblicità. Si trattava solamente di reperire il denaro necessario a concretizzare l'iniziativa. Qui ci fu di grande ausilio il buon COCCHI che, infervorato dall'idea, riuscì in qualche settimana a racimolare otto biglietti da cento corrispondenti ad otto brave persone che ci avevano accordato la loro fiducia... e i loro capitali, per dotare Torino di un giornale tutto nostro.”

Composta la redazione, a Corradini restava da trovare il caricaturista per il nuovo giornale, e, vista l'amicizia e la colleganza universitaria, si valse di EUGENIO COLMO, detto GOLIA, che all'epoca si stava caratterizzando come caricaturista di valore. “A Golia -racconta Corradini- affidai il compito di disegnare la testata del nuovo giornale (gli piacque subito il titolo di GUERIN SPORTIVO da me proposto) e certi disegnini che, come testatine, dovevano caratterizzare le singole rubriche sportive. Golia lavorò in fretta e bene.

E adesso come ti compensiamo?, gli chiesi a fatica ultimata. Io pensavo alle 800 lire con le quali avremmo dovuto tenere in piedi il giornale fino ai prossimi incassi di vendita e di pubblicità e nutrivo la speranza che-goliardo fra i goliardi- Golia non ci avrebbe spennato.

Stette un po' in forse, ma poi disse” Denaro non ne voglio. Regalatemi un bel paio di scarpe, da Baldi (all'epoca uno dei negozi più elegenti e più cari di Torino, come raccontò Corradini), e non parliamone più. Va bene?” (...)

Vi andammo e strada facendo feci il conto che con una quindicina di lire (il prezzo corrente di allora) me la sarei cavata. Senonchè Golia misurava quasi due metri d'altitudine ed aveva le estremità in proporzione e quando finalmente fu scovato un paio di scarpe adatto ai suoi piedoni... il prezzo salì a ben venti lire. E furono le prime venti lire, tutte d'argento, immolate... ai piedi del nascituro Guerino”.

Come racconta Corradini, eravamo ormai a fine Dicembre 1911, e in pochi giorni non solo il giornale venne messo in cantiere, ma, assegnati gli incarichi, il Guerin Sportivo riuscì a essere terminato per tempo e a uscire il 4 Gennaio 1912.

LA SCELTA DEL NOME.

Aquesto punto, interrompiamo un attimo il racconto della nascita del GUERINO, per concentrarci più che altro su una curiosità: perchè il nome del verdolino fu proprio GUERIN SPORTIVO? Non c'èà dubbio che CORRADINI s'ispirò al GUERIN MESCHINO, non solo l'eroe di un romanzo epico cavalleresco francese, riscritto in lingua volgare dal cantastorie toscano MASTRO ANDREA FIORENTINO, e pubblicato postumo nel 1473, ma anche un foglio di satira politica che uscì nel 1882.
GUERIN SPORTIVO, dunque, per sottolineare il carattere combattivo di questo foglio verdolino, destinato a battagliare in ambito sportivo contro i prepotenti, e a difendere i più deboli.
Come possiamo vedere dal primissimo logo del GUERINO, come detto precedentemente, curato da GOLIA, vediamo, infatti, un cavaliere con tanto di elmo in sella a una bicicletta (al posto del tradizionale cavallo), vestito con una maglietta a righe e con dei calzoncini corti, che invece della lancia tiene una penna stilografica, che termina con uno staffile, quasi, se vogliamo, a dichiararne le intenzioni bellicose.

L'USCITA DEL PRIMO NUMERO.

La prima storica pagina del primo numero del GUERIN SPORTIVO, datata 4 Gennaio 1912.

Dunque, Giovedì 4 Gennaio 1912 uscì il primo numero del GUERIN SPORTIVO, costituito da quattro pagine (talvolta anche sei) al costo di 5 centesimi. Sperando di farvi cosa gradita, grazie alla preziosissima testimonianza di GIUSEPPE AMBROSINI, uno dei soci fondatori del nostro amato GUERINO, siamo in grado di raccontarvi la nascita di quello storico numero 1.

Versammo nel primo numero quanto poteva far capire subito le nostre intenzioni di dir la verità a tutti e su tutto, anche a costo di rompere le scatole al prossimo e d' attaccar briga. Quando la sera prima il tipografo ci portò le tremila copie ancora imbevute di puzzo d'inchiostro, ci mettemmo tuti e sei a piegarle e a impacchettarle per la spedizione. Alle due di notte il lavoro, interrotto da frequenti bevute di grignolino alla salute del neonato, era al termine: ci caricammo sulle spalle pacchi e rotoli e andammo alla stazione. Le porte erano ancora chiuse e ci mettemmo sulle panchine di PORTA NUOVA con sulle ginocchia il nostro carico prezioso, ad aspettare che aprissero. I nottambuli che passavano ci guardavano con sospetto; le donnine in cerca di affari ci guardavano per capire se eravamo pesci da prendere, questurini travstiti o ladri con la refurtiva. Alle quattro il Guerino cominciò il suo primo viaggio. Andò a ruba... ”

Il Guerino, dunque, iniziò la sua avventura il 4 Gennaio 1912, andando avanti con le pubblicazioni fino al 27 Maggio 1915, quando poi si fermò a causa della prima guerra mondiale. Riprese le pubblicazioni il 4 Maggio 1919, recuperando progressivamente e in brevissimo tempo i favori del pubblico sportivo che, in assenza del GUERINO, due giornali sportivi locali avevano provato a conquistare, senza però riuscirci. Il Guerino passò rapidamente, infatti, da 5.000 a 50.000 copie, e sopratutto, cominciò, piano piano a crescere sempre di più, diventando, allora come oggi, un vero e proprio punto di riferimento nell'editoria sportiva italiana.

Un punto di riferimento che, dopo aver festeggiato due anni fa i suoi 100 anni, oggi, fiero e orgoglioso più che mai, festeggia i suoi 102 anni. 102 anni di grandi emozioni sportive e calcistiche.
Se oggi il Guerino può festeggiare i suoi 102 anni, grande merito va all'attuale Redazione, capace di superare il momento delicato legata al passaggio da settimanale a mensile, e che ora viaggia più agguerrita che mai. Una Redazione che vede nell'attuale Direttore, MATTEO MARANI, prima guerinetto e poi dal 2008 alla cabina di comando, un assoluto punto di riferimento.
E allora, cento di questi giorni, Guerriero! Ma sopratutto, tanti, tanti auguri, veramente con tutto il cuore!

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold