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mercoledì 6 luglio 2011

SPUNTI DI SPORT-RITORNO AL SECONDO EXTRACOMUNITARIO.


 Un ritorno al passato recente. È questo quanto accaduto ieri pomeriggio in seguito alla decisione del CONSIGLIO FEDERALE della FIGC di ripristinare in SERIE A, dopo un anno di pausa legato alla delusione mondiale in SUDAFRICA, e che tante liti aveva originato tra LEGA DI SERIE A e LEGA PRO (su posizioni decisamente opposte), l’ingaggio del secondo giocatore extracomunitario.
Nella fattispecie, la nuova regola, sancita ieri, prevede che le squadre di SERIE A possano ingaggiare al massimo due nuovi giocatori extracomunitari a stagione, a patto che a ogni nuovo ingresso di un giocatore extracomunitario in rosa debba per forza di cose corrispondere la cessione di un giocatore extra comunitario presente in rosa, per evitare di superare il limite massimo di due giocatori extracomunitari.

I COMMENTI IN MERITO ALLA NORMA.

Dopo la decisione del CONSIGLIO FEDERALE, sono, via via, arrivati i primi commenti in merito alla nuova norma, tutti estremamente positivi.
Il primo ad aver anticipato la decisione del Consiglio Federale era stato, uscendo da VIA ALLEGRI, il vicepresidente vicario della FEDERCALCIO, CARLO TAVECCHIO. “C’è stato il via libera, siamo tutti soddisfatti”.

A queste parole è poi seguito l’annuncio ufficiale del presidente della FEDERCALCIO, GIANCARLO ABETE. “Su richiesta della Lega A il consiglio federale ha approvato una norma che consentirà, per la stagione 2011-2012, la sostituzione di due extracomunitari per le società di Serie A, limitando le fattispecie relative alla sostituibilità dei calciatori con un primo contratto da professionisti. Abbiamo deliberato all’unanimità su un problema strategico per il calcio italiano. È una norma in linea con quella del 2009 e 2010, ma con dei correttivi, in quanto si è voluto evitare che giovani che diventano professionisti vengano utilizzati per la sostituzione di un extracomunitario. È una norma di garanzia. Siamo rimasti all’interno delle quote previste dal CONI che individuano il numero massimo di nuovi contratti per gli extracomunitari in 60 ”.

Al termine del Consiglio Federale, cosi si è espresso il presidente della LEGA DI SERIE A, MASSIMO BERETTA. “Il ritorno ai due extracomunitari comporta per il calcio italiano un recupero importante di competitività per le squadre di Serie A. Su questo tema c’è stata una sintonia tra tutte le leghe, quella di A, B, Lega Pro, e dilettanti. Questo è un passo importante nella direzione di trovare rapporti più stretti in particolare con la LEGA PRO, con cui nei mesi scorsi avevamo avuto un rapporto più conflittuale”.

Tra i presidenti della SERIE A, è poi intervenuto, il presidente della LAZIO, CLAUDIO LOTITO. “La decisione presa è nell’interesse del sistema e servirà per portare in Italia i migliori calciatori”.

LA LEGGE DELLA SCORSA STAGIONE.

Perché, dopo solo una stagione, in cui era stato deciso di presentare un solo extracomunitario in squadra, si è deciso di tornare a poter riavere due giocatori extracomunitari in squadra? Ma soprattutto, in cosa consisteva la regola dello scorso anno, che tante polemiche aveva suscitato?

La regola dello scorso anno prevedeva la possibilità di tesserare un solo giocatore extracomunitario SOLO a certe condizioni:
  1. che andasse a sostituire un altro giocatore extracomunitario che si trasferisca all’estero
  2. che rimpiazzi un giocatore con contratto scaduto lo scorso 30 Giugno
  3. che acquisisca la cittadinanza di un Paese aderente all’Unione Europea.

A queste regole si aggiungevano i presenti divieti:
  1. I calciatori da sostituire dovranno essere indicati dalla società, e i subentranti non potranno essere tesserati per un altro club italiano nella stessa stagione sportiva
  2. Chi non ha tesserato extracomunitari ( o ne ha minimo 1), potrà acquistarne 3.

GIOCATORI EXTRACOMUNITARI:QUANTI CAMBI DI REGOLAMENTO!

Dunque, con la nuova regola, stabilita ieri, i club torneranno a tesserare due giocatori extracomunitari per squadra. Bisogna però dire, che questa regola, nel corso degli anni, è stata sempre oggetto di diverse variazioni nel corso degli anni.

Innanzitutto, teniamo a precisare che per calciatori extracomunitari ci si riferisce a calciatori provenienti da una federazione, il cui Paese non sia membro dell’Unione Europea.

Il primo cambio relativo al tesseramento dei calciatori extracomunitari risale al 2000, quando una sentenza del Tribunale di REGGIO EMILIA, a cui si era appellato il giocatore nigeriano EKONG ( che all’epoca militava nel campionato di Serie C1, e più precisamente nella REGGIANA), cancellò ogni limite al tesseramento di giocatori extracomunitari, annullando la differenza di status tra comunitari e non, limite però reintrodotto dalla FIGC nel 2002, che fece sì che in quella stagione non fu possibile ingaggiare giocatori extracomunitari.
Nel 2003 entrò in vigore la legge BOSSI-FINI, e pertanto ogni club potè tesserare un solo calciatore extracomunitario, a patto di cederne uno all’estero, limite poi passato a due nel 2008, a uno lo scorso anno, e di nuovo tornato a due, nella giornata di ieri.

Dunque, con l’approvazione da parte del CONSIGLIO FEDERALE, si risolve una querelle durata per mesi, tra SERIE A e LEGA PRO, con l’auspicio, però, di vedere per davvero dei giovani campioni, e non dei ragazzi, il cui valore economico è sicuramente inferiore rispetto ai nostri giovani, ma che non hanno niente di più e niente di meno, rispetto ai giovani ragazzi nostrani che ogni giorno si allenano duramente e che, per mancanza di spazio nelle nostre squadre di elite, sono costretti ad andare all’estero, o a giocare nelle categorie inferiori per mostrare il loro valore.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

domenica 3 luglio 2011

EMOZIONI IN VINILE-5°PUNTATA (02/07/2011).

DALLA PAGINA FACEBOOK EMOZIONI IN VINILE.

Cari amici, buon sabato sera, e bentrovati a tutti! Iniziamo la puntata di questa sera, con uno dei pezzi più celebri eseguiti da GLENN MILLER e la sua orchestra, STRING OF PEARLS, che ascoltiamo in una registrazione del 1942. Buon ascolto! 

  
Passiamo al 1964, e ascoltiamo ora un grande successo italiano:CITTÀ VUOTA, nella interpretazione dell'indimenticabile MINA. Buon ascolto! 


Andiamo al 1969, e ascoltiamo uno dei più grandi successi del duo BATTISTI-MOGOL: DIECI RAGAZZE. 

  
Torniamo adesso al 1964, e ascoltiamo un vero e proprio classico della canzone italiana, scritto da CARLO ALBERTO ROSSI, e da GIORGIO CALABRESE, con arrangiamenti di AUGUSTO MARTELLI, e interpretato da MINA: E SE DOMANI. Ascoltiamo e vediamo MINA in un filmato tratto da una trasmissione televisiva RAI dell'epoca. 

  
Torniamo al 1969, e torniamo con ACQUA AZZURRA, ACQUA CHIARA del duo BATTISTI-MOGOL. Una piccola chicca:sia ACQUA AZZURRA, sia DIECI RAGAZZE facevano parte dello stesso album, che MOGOL e BATTISTI fecero ascoltare a RENZO ARBORE, che le avrebbe dovute presentare in anteprima in un suo programma. Arbore rimase talmente impressionato dalla bellezza di ACQUA AZZURRA, ACQUA CHIARA, a tal punto che convinse gli autori a metterla sul LATO A, e mettere DIECI RAGAZZE sul LATO B.

  
Restiamo nel 1969, sempre con LUCIO BATTISTI. Nel 1969 BATTISTI si presentò a SANREMO con una canzone, scritta da MOGOL, e musicata da BATTISTI stesso, che sarebbe arrivata 9°:UN'AVVENTURA. Buon ascolto! 

  
SANREMO 1969: BATTISTI A SANREMO CON UN'AVVENTURA. Cari amici, sperando di farvi cosa gradita, ecco il filmato dell'esibizione a SANREMO nel 1969 di LUCIO BATTISTI con UN'AVVENTURA. 

  
Passiamo a una canzone del 1938, scritta da ALFREDO BRACCHI, e musicata da GIOVANNI D'ANZI, interpretata da ENZO AITA e dal TRIO LESCANO, su arrangiamento del maestro PIPPO BARZIZZA:MA LE GAMBE NO. Buon ascolto! 

  
Nel 1932 DAN CASLAR (DONATO CASOLARO) e MICHELE GALDIERI scrissero una canzone, QUEL MOTIVETTO CHE MI PIACE TANTO, che ascoltiamo in questa registrazione del 1940, interpretato dall'ORCHESTRA BARZIZZA. 

  
Nel 1976 nella trasmissione televisiva, DUE RAGAZZI INCORREGGIBILI, e più precisamente nella parte intitolata RICORDANDO, FRANCO FRANCHI e CICCIO INGRASSIA, con la partecipazioni di DANIELA GOGGI, fecero un MEDLEY di MA LE GAMBE NO, e di QUEL MOTIVETTO CHE MI PIACE TANTO. Buona visione! 

  
Nel 1966 MINA canta una canzone entrata a far parte della storia della musica, SE TELEFONANDO.Buona visione! 

  
Cari amici, siamo arrivati anche questa sera al termine del nostro appuntamento con EMOZIONI IN VINILE. Nel ringraziarvi veramente di cuore per avermi seguito, sulle note della bellissima MOON RIVER, auguro a tutti voi una BUONA SERATA, e una BUONA DOMENICA. 


                                                      Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

EMOZIONI IN VINILE-4° PUNTATA (28/06/2011)

TRATTO DALLA PAGINA FACEBOOK EMOZIONI IN VINILE.

Cari amici, iniziamo con uno delle canzoni più celebri del film MY FAIR LADY, del 1964:"Avrei danzato ancor", con la grande AUDREY HEPBURN, doppiata in italiano da TINA CENTI. Buona visione! 

  
Vista la tarda ora, il prossimo brano è molto adatto. Parliamo del celebre NON TI FIDAR DI UN BACIO A MEZZANOTTE, che ascoltiamo nella versione del QUARTETTO CETRA.


  
Passiamo al 1959. dopo la vittoria dell'anno prima con VOLARE, DOMENICO MODUGNO bissa la vittoria del FESTIVAL DI SANREMO con PIOVE. Vediamo adesso PIOVE, tratto dall'esibizione di MODUGNO, sempre del 1959, all'EUROFESTIVAL. 

  
Passiamo al 1964. Una giovanissima cantante, GIGLIOLA CINQUETTI, vince a 16 anni il FESTIVAL DI SANREMO, con una canzone, NON HO L'ETÀ, che pochi mesi dopo avrebbe vinto persino l'EUROFESTIVAL.

  
Passiamo ora al 1955, con una bellissima canzone di GARINEI e GIOVANNINI, ARRIVEDERCI ROMA, che ascoltiamo cantata da RENATO RASCEL. 

  
Passiamo ora a una bellissima canzone di DOMENICO MODUGNO. Ultimamente è stata ripresa dai NEGRAMARO, ma in realtà chi l'ha portata al successo è stato il grande DOMENICO MODUGNO. La canzone è MERAVIGLIOSO, che vediamo in una esibizione di MODUGNO del 1968. 

  
Cari amici, siamo arrivati anche questa sera al termine del nostro appuntamento con EMOZIONI IN VINILE. Nel ringraziarvi veramente di cuore per avermi seguito, sulle note della bellissima MOON RIVER, auguro a tutti voi una BUONA SERATA. 


                                                  Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

mercoledì 29 giugno 2011

SPUNTI DI SPORT-GLI OCCHI DI UN BAMBINO.


Cari amici,
si dice sempre che gli occhi dei bambini siano in grado di vedere o trasmettere quelle cose che magari noi adulti non diciamo loro, per protezione, o per affetto nei loro confronti. Basta uno sguardo, vedere un volto, una espressione, e loro riescono subito a capire, anche senza parlare, quale espressione o stato d’animo possa esserci in quella data situazione. E magari usano anche un disegno per esprimere una sensazione, un dato di fatto, che magari nessuno ha detto loro, ma che essi, attraverso un momento, o un’immagine hanno intuito.

Prendiamo il disegno sopra raffigurato. Raffigura una casa con le nuvole, da cui escono due angioletti. Quanta tristezza c’è dietro questo disegno… La tristezza che deve aver suscitato anche nel Presidente della Repubblica, GIORGIO NAPOLITANO, che si dice si sia commosso nel vedere questo disegno, un disegno che purtroppo, nella sua crudezza, descrive quanto vissuto dal piccolo LEONARDO.

LEONARDO stava in casa quella maledetta sera del 29 Giugno 2009, quando purtroppo una esplosione di una cisterna di GPL ha portato purtroppo in via Ponchielli, e in via Porta Pietrasanta, lo scenario di una tragica rappresentazione,ha portato via quasi tutta la sua famiglia, perdendo sua madre, e i due fratellini più piccoli. Ha rischiato di perdere anche suo padre il piccolo Leonardo, ma per fortuna suo padre ora sta meglio, e ha potuto ricominciare a occuparsi di lui.

Sono passati ormai due anni, cari amici, da quella maledetta notte del 29 Giugno 2009, quando il treno merci 50325, proveniente da TRECATE, e diretto a GRICIGNANO, contenente quattordici cisterne di gas GPL, deragliò nella stazione di VIAREGGIO, portando con se morte (32 vittime) e distruzione.
Due anni in cui la città ha provato faticosamente a risollevarsi da quella immane tragedia, ma la ferita resta ancora impressa dentro ognuno di noi.

Un 29 Giugno, che purtroppo già in passato aveva portato profonda tristezza nel cuore dei viareggini (come non dimenticare il 29 Giugno 1960, quando un immenso incendio distrusse i vecchi hangar, tra via Machiavelli, e via Cairoli, nella prossimità della stazione ferroviaria). Allora, però, fortunatamente la città si seppe rialzare, e il Carnevale ritornò nel 1961 più bello di pria, un conto è dover convivere con il dolore della perdita di una persona cara.
Eppure, sembrava una sera come tante altre…
Non dimenticherò mai quello stridio di freni del treno merci, così forte come non avevi mai sentito in passato. Quante volte avevi sentito frenare un treno merci, ma mai con quella intensità, a tal punto che non si riusciva neanche a sentire cosa dicesse la televisione. Poi il silenzio. Poco dopo, vedi muoversi leggermente le carrozze del merci e poi una nuova frenata. Non puoi immaginarti che in realtà una tragedia c’è già stata, con il merci che ha già deragliato, e quel muoversi leggero del merci, non è un ripartire del treno, ma è uno staccare disperatamente la motrice dalle cisterne da parte dei ferrovieri che viaggiavano su essa. Ormai una cisterna delle 4 deragliate è già collassata a terra, e andando a terra, ha beccato in pieno un picchetto, che l’ha completamente trinciata, con il GPL, che esce senza pietà sul terreno, e si propaga nei dintorni. Nessuno può immaginare che in quell’attimo in silenzio, in realtà i due ferrovieri stiano correndo disperatamente verso il muro della stazione, e, scavalcandolo, si fossero diretti disperatamente verso il primo edificio abitato, la CROCE VERDE, chiedendo aiuto, segnalando che una cisterna sta perdendo GPL, e che rischia di saltare tutto da un momento all’altro. Pochi minuti dopo, una serie di sinistre esplosioni, eccheggiano nella città di Viareggio, portando con se fuoco, morte e distruzione.

Non ve lo nascondo, amici miei: quando sentii quelle esplosioni, di cui addirittura in grado di far tremare il vetro della balcone della sala, pensavo si trattasse di qualcuno che avesse usato dei fuochi d’artificio un po’ più forti. Non mi sarei mai immaginato di vedere, dirigendomi verso il balcone, una stazione illuminata a giorno, con una luce rossastra nell’aria, che aveva quel non so che di sinistro. E poi, girandomi a destra,verso via BURLAMACCHI, un grosso spavento:delle fiamme molto alte, che sembravano quasi mangiare gli alberi circostanti. Nel frattempo, senti correre lungo il condominio le persone che abitano le mansarde, terrorizzate. E poi, la persona che stava sul tuo stesso piano, dire “C’è stato un grosso scontro tra treni all’altezza della sottostazione elettrica.”

Solo poche ore dopo, guardando via Internet, tramite cellulare, scoprii l’amara verità, con le sirene delle ambulanze, e dei vigili del fuoco che passavano di continuo lungo la strada, e con il numero delle vittime che purtroppo cresceva ora in ora sempre di più.

Per la città di VIAREGGIO, amici miei carissimi, è stato un bruttissimo colpo, colpo che la città ha cercato di affrontare stando tutti uniti. Purtroppo 32 persone hanno perso la vita, ma è come se tutti noi avessimo perso qualcosa.

E in questi momenti, veramente molto difficili, anche lo sport ha voluto dare il suo contributo, a cominciare dal calcio, con l’ESPERIA VIAREGGIO, che, al suo primo campionato di PRIMA DIVISIONE, ha voluto ricordare la strage della stazione, ospitando per tutta la stagione sulle maglie il disegno sopra raffigurato del piccolo LEONARDO PIAGENTINI.

Ma ancor più bello e toccante è stato quanto accaduto Martedì 7 Giugno. In una giornata di festa per l’hockey viareggino, con la conquista del primo scudetto in assoluto della storia del CGC VIAREGGIO, i fratelli ALESSANDRO e MIRKO BERTOLUCCI hanno voluto dedicare la vittoria dello scudetto ai familiari delle vittime della strage della stazione, un gesto che gli stessi familiari hanno fortemente apprezzato, perché, anche nei momenti più belli, quale può essere la vittoria dello scudetto, il pensiero è andato a quei 32 angeli della nostra città, che purtroppo hanno perso la vita ingiustamente.

Siamo ormai arrivati, amici, al 29 giugno 2011, al secondo anniversario della strage della stazione. Questa sera, alle 21:15 partirà di fronte al Municipio, il lungo silenzioso corteo, che, dopo una breve sosta davanti alla stazione ferroviaria, e dinanzi alla Croce Verde, per lasciare delle corone di fiori, si recherà intorno alle 23:15 prima di fronte alla Casina dei ricordi, dove alcuni bambini leggeranno alcune poesie in ricordo delle 32 vittime, e poi si recherà in via Ponchielli, dove aspetterà lo scoccare delle 23:48, ora della tragedia.

Una città che tutta unità, si ritroverà per non dimenticare quella tristissima notte, ma che al contempo leverà un unico grido unanime, affinché la città, ma soprattutto i familiari delle vittime possano finalmente avere quella giustizia che meritano veramente di tutto cuore.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold


martedì 28 giugno 2011

SPUNTI DI SPORT- I CASI VIVIANO E IUNCO.


Cari amici,
il weekend appena trascorso verrà ricordato come il festival degli errori, per quanto riguarda l’apertura delle buste in merito alle comproprietà dei giocatori, anche se limitato, a dire il vero, a pochi casi.
Se il ritorno di MANNINI a NAPOLI ha fatto litigare la società partenopea e la SAMPDORIA (con il NAPOLI che aveva segnato 500 Euro nella busta, e la SAMPDORIA 0 Euro, convinta che anche il club partenopeo avrebbe fatto la stessa cosa), ancora più gravi sono risultati i casi di VIVANO e IUNCO.

Partiamo dal pasticciaccio avvenuto a BOLOGNA, e che ha visto protagonista il vice di BUFFON in NAZIONALE, EMANUELE VIVIANO.

Mentre l’INTER contava di riscattare VIVIANO per 4.1 milioni di Euro, il BOLOGNA contava di riscattare il portiere azzurro per 4.71 milioni di Euro. Letta così, il Bologna avrebbe sicuramente vinto la comproprietà, tanto che venerdì 24 Giugno il dg del Bologna, STEFANO PEDRELLI, compila con sicurezza la busta. Ma, durante il viaggio di ritorno, Pedrelli, probabilmente a causa della stanchezza, si rende conto di aver commesso un grave errore nella compilazione della busta.

COME FUNZIONANO LE BUSTE.

Prima, però, di proseguire il racconto del caso VIVIANO, mi sembra doveroso spiegare come funzioni il meccanismo delle buste.
Apparentemente, sembrerebbe un gioco da ragazzi (cosa ci vuole a mettere una cifra in una busta?), la realtà è decisamente diversa.

Le buste, in realtà, sono dei fogli prestampati in cui due società, nel caso in cui non riescano a trovare un accordo per la comproprietà di quel dato giocatore, devono inserire il valore con cui intendono comprare il giocatore. Vince ovviamente la busta con il valore in denaro più alto. Ma, andiamo a vedere, ancora più nel dettaglio, come è fatta una busta.

Nella prima parte, più di matrice burocratica, vengono richiesti il nome della squadra che vuole acquistare il giocatore (e relativo numero di matricola), e nome e numero di matricola del giocatore che la squadra vuole acquistare.

Dopo questa prima parte, si giunge alla parte più pratica, quella dell’acquisto del giocatore, che recita così “Per la liquidazione del diritto di partecipazione della Società titolare con diritto di partecipazione di € …………………………..(1) con relativa cessione di contratto definitiva del calciatore dalla Società titolare del tesseramento alla Società titolare del diritto di partecipazione per l’importo globale di € ……………(2)”.

Detta in parole povere: in (1) bisogna mettere il valore che si vuol dare alla compartecipazione, cioè l’offerta vera e propria; mentre in (2) il valore in base a ciò che assume il diritto del calciatore, cioè il doppio.
Ad esempio: se offriamo per un calciatore in comproprietà 1000 Euro (1), il valore del diritto del calciatore, in base alla compartecipazione (2) sarà di 2000 Euro.

L’ERRORE DEL BOLOGNA.

Fatta tutta questa digressione, dove ha sbagliato il dg Predelli? Semplicemente: ha dimezzato l’offerta, rispetto al valore. Torniamo alla seconda parte della busta, sopra riportata. Se in (1) fosse stato riportato 4.71 milioni di Euro (l’offerta), e in (2) 9.42 milioni di Euro (il valore), Viviano sarebbe rimasto a Bologna, essendo l’offerta, i 4.71 milioni, maggiori dei 4.1 milioni offerti dall’INTER.
Invece, Predelli, come ha commesso, ha si messo in (1) i 4.71 milioni, ma anziché mettere in (2) i 9.42 milioni di Euro come valore globale di Viviano, ha messo 2.35 milioni. Ed è stato proprio a causa di questo errore, cari amici, che il Bologna ha perso Viviano.

L’ERRORE DEL TORINO.

Se già l’errore del BOLOGNA aveva scatenato un certo scalpore, un altro errore che ha lasciato certamente sorpresi è stato quello del TORINO, in merito alla compartecipazione per IUNCO.

Il TORINO aveva messo nelle buste 119.000 Euro, il CHIEVO 99.000 Euro. Ebbene, sabato mattina IUNCO è passato al CHIEVO per un clamoroso errore di forma.

Se per quanto riguarda offerta e valore, rispetto al caso VIVIANO era tutto regolare, mancava infatti, nella busta del TORINO, la firma del presidente CAIRO, che così ha dichiarato “È stata una
cosa incredibile, non era mai successo nella mia vita. Ho fatto la busta, si stava discutendo anche di altre questioni, e poi non l'ho firmata. Mi spiace sopratutto per Iunco, ma cercheremo una soluzione ”.
Soluzione che, per fortuna, sarebbe già arrivata sul tavolo del presidente Cairo. Il ds del Chievo, SARTORI, avrebbe proposto al TORINO di riprendere IUNCO al prezzo di 119.000 Euro, che era proprio la somma inserita dal Toro nella busta.
Speriamo che almeno in questo caso ci possa essere il tanto sospirato happy end (anche se le ultimissime notizie di calciomercato diffuse in queste ore vedono IUNCO conteso tra BARI e PADOVA).

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold



sabato 25 giugno 2011

SPUNTI DI SPORT-ALLA SCOPERTA DEL SINTETICO.

Cari amici,
bentrovati a tutti! Dunque, domenica 12 Giugno, al termine della finale playoff di ritorno del campionato di SERIE B, il NOVARA ha battuto il PADOVA e ha conquistato l’accesso alla SERIE A, in compagnia di SIENA e ATALANTA.

Due i motivi d’interesse intorno alla promozione del NOVARA. Per prima cosa, con questa promozione la squadra di ATTILIO TESSER torna in SERIE A dopo 55 anni di assenza.
Il secondo motivo di grande interesse è sicuramente costituito dal manto dello stadio PIOLA, ove il Novara ha festeggiato la sua promozione: per la prima volta in assoluto nella storia della SERIE A, si giocheranno delle partite su un campo SINTETICO. Ed è proprio ai campi sintetici che dedichiamo questa puntata di SPUNTI DI SPORT.

Non c’è dubbio che sempre più spesso, negli ultimi anni, la situazione nei campi da gioco costituiti da erba naturale sia andata progressivamente peggiorando. Non possiamo pensare a quante volte gli stadi di GENOVA, SIENA, VERONA e MILANO, giusto per fare alcuni nomi, debbano venire rizollati a causa dello stato del manto erboso.
Non c’è dubbio, altresì, del grande boom che stiano vivendo i campi sintetici, con numerose ordinazioni in tutto il mondo (verranno costruiti persino due stadi con campi sintetici ad ABU DHABI), e persino la NAZIONALE da Ottobre potrà contare a COVERCIANO su un campo sintetico di nuovissima concezione.

Dinanzi a questi dati, la prima domanda che ci possiamo fare è: Quali sono i vantaggi che può dare un campo sintetico rispetto a uno costituito da erba naturale? Quali sono gli svantaggi? E poi, com’è costituito un campo sintetico?

CARATTERISTICHE DI UN CAMPO SINTETICO.

Prendiamo come campione il manto dello stadio PIOLA di NOVARA realizzato dalla ITALGREEN di BERGAMO.




Come apprendiamo, il manto dello stadio PIOLA, è composto da 3 strati superficiali sopra una posa di manto. In totale lo spessore è di 55 cm, di cui solo gli ultimi 7.5 cm sono effettivamente di manto, costituiti da una sottile intercapedine drenante di circa 1.3 cm, 4.8 cm di intaso vegetale con fibre di cocco e sabbia, e gli ultimi 1.4-1.5 cm di filo sintetico extramorbido.

Il fattore chiave di un campo artificiale è sicuramente costituito dalle FIBRE CON RITORNO DI MEMORIA. Si tratta di filamenti che, sotto calpestio o scivolamenti, si comportano come un consueto filo d’erba tradizionale. Queste fibre possono essere inserite su un tappeto sintetico con una struttura di matrice vegetale, oppure essere inserite sottoforma di erba naturale su un tappeto artificiale, e in questo caso si parlerà di ERBA NATURALE RINFORZATA.

VANTAGGI E SVANTAGGI DI UN CAMPO SINTETICO.


Numerosi sono i VANTAGGI dei campi sintetici, a cominciare dalla MORBIDEZZA, e dallo SCIVOLAMENTO, tipici del campo in erba naturale, ma che ha in più la resistenza del tappeto sintetico. Ma non solo.
Mentre il campo in erba naturale può essere usato circa 2 ore o poco più alla settimana per evitare di doverlo continuamente rizollare, un campo in erba sintetica può essere utilizzato circa 30 ore alla settimana. Ma c’è di più.

Mentre nei campi sintetici di primissima concezione, il rischio per i giocatori poteva essere quello di avere dei problemi ai muscoli o alle articolazioni, nei campi sintetici di ultimissima concezione non c’è alcun contatto tra atleta e tappeto sintetico, in quanto l’atleta tende a calpestare o erba naturale, o comunque fibre con ritorno di memoria, assolutamente atossiche.
In qualunque condizione metereologica, il pallone tende a rimbalzare e scivolare in maniera corretta, grazie a un ottimo drenaggio sia sotto la pioggia, sia sotto la neve, e ciò fa si che il fondo possa essere resistente e compatto, senza presentare buche e/o irregolarità, e impedendo di fatto al giocatore la comparsa di problemi muscolari dovuti all’eccessivo sforzo.

Per quanto riguarda gli SVANTAGGI, ce n’è uno solo, e riguarda il PREZZO. Mentre un campo in erba naturale può costare sui 200.000 Euro, un campo sintetico può costare tra i 650.000 Euro di un campo di ultima generazione, e gli 850.000 Euro di un campo sintetico ad erba rinforzata.
È anche vero, però, che un campo sintetico, a differenza di un campo naturale, non deve essere rizollato, e non richiede tutta quella manutenzione che richiede un campo naturale, per cui il forte costo iniziale viene poi recuperato con il tempo.
Un investimento su cui diverse squadre di SERIE A dovrebbero riflettere, e che, se all’inizio potrebbe risultare particolarmente dispendioso, alla lunga potrebbe essere un ottimo investimento. 

                                    Rüdiger Franz Gaetano Herberhold

EMOZIONI IN VINILE-3° PUNTATA (24/06/2011).

TRATTO DALLA PAGINA FACEBOOK EMOZIONI IN VINILE.



Cari amici, buona sera a tutti, e bentrovati al nostro terzo appuntamento, l'ultimo in diretta per questa settimana, anche se fino a un certo punto, come vi spiegherò a fine puntata. Puntata di questa sera potremmo dire monotematica, in quanto questa sera parleremo di AMORE, visto sotto vari punti di vista.
  
Vedremo l'amore nella sua accezione più romantica, come vedremo in un paio di canzoni veramente celebri. Ma a volte, amici, l'amore non è solo romanticismo, non è solo sentimento. A volte per amore si possono fare gesti disperati, quali per esempio bruciare una città, come raccontava il grande MASSIMO RANIERI, in una celeberrima canzone del 1969, SE BRUCIASSI LA CITTÀ, che apre la nostra puntata odierna. 

  
Passiamo ora a una canzone del 1964 di GIANNI MORANDI, la famosissima IN GINOCCHIO DA TE. In merito a questa canzone, c'è un piccolo aneddoto da raccontare. in seguito al grande successo di questa canzone, venne girato nel 1964 l'omonimo film, diretto da ETTORE MARIA FIZZAROTTI. Ebbene, fu proprio sul set del film che MORANDI conobbe sua moglie, LAURA EFRIKIAN, che avrebbe sposato due anni dopo. 

  
Nel 1955 venne girato a HOLLYWOOD un film, diretto da HENRY KING, destinato ad entrare nella storia, oltre per la trama, anche per la sua indimenticabile colonna sonora, L'AMORE È UNA COSA MERAVIGLIOSA. Il brano principale del film venne interpretato, nel 1966, da un giovanissimo MASSIMO RANIERI, agli albori della sua carriera. 

  
Passiamo ora al 1960, e ascoltiamo tutti insieme questa bellissima canzone di GINO PAOLI, IL CIELO IN UNA STANZA. 

  
Siamo nel 1963. GINO PAOLI conosce una giovanissima attrice viareggina, STEFANIA SANDRELLI. Tra i due scoppia l'amore, e il giovane cantante genovese decide di dedicare alla SANDRELLI una canzone, poi entrata nella storia della canzone italiana:SAPORE DI MARE. 


Tra i vari fiori, non c'è dubbio che il fiore più amato dalle donne, o comunque il più rappresentativo dell'amore, sia la rosa rossa. Ed è proprio alla rosa rossa che un giovanissimo MASSIMO RANIERI, dedica, nel 1969, una canzone, anch'essa un EVERGREEN della canzone italiana:ROSE ROSSE. 

  
Nel 1955 FRANK SINATRA registra una canzone, intitolata LOVE AND MARRIAGE, che riscosse subito un grosso successo. Canzone che SINATRA registrò nuovamente il 21 Ottobre 1965, ed è proprio quest'ultima versione che andiamo ad ascoltare. 

 

Nel 1915 il poeta ANIELLO CALIFANO scrisse una delle più belle canzoni napoletane, poi musicata da ENRICO CANNIO, O SURDATO 'NNAMURATO. La canzone descrive la tristezza di un soldato che combatte al fronte, durante la PRIMA GUERRA MONDIALE, e che soffre per la lontananza dalla donna amata. Ascoltiamo questa celebre canzone nell'interpretazione di CLAUDIO VILLA, agli inizi della sua carriera. 

  
Nel 1932 ENNIO NERI e CESARE ANDREA BIXIO scrissero una canzone che VITTORIO DE SICA avrebbe dovuto interpretare nel film GLI UOMINI, CHE MASCALZONI... La canzone era PARLAMI D'AMORE, MARIÚ. Canzone che ebbe un grandissimo successo, a tal punto da entrare nella storia della canzone italiana, e che ascoltiamo nella storica versione del 1932, interpretata da VITTORIO DE SICA. 

  
Nel 1930 esce il primo film sonoro, LA CANZONE DELL'AMORE, diretto da da GENNARO RIGHELLI, e con la bellissima colonna sonora di CESARE ANDREA BIXIO. Uno dei momenti più belli della colonna sonora, è certamente rappresentato dalla celebre canzone, SOLO PER TE, LUCIA, che ascoltiamo nella interpretazione del grande BENIAMINO GIGLI. 

  
Nel 1960 RENATO RASCEL e TONY DALLARA vinsero in coppia il 10° FESTIVAL DI SANREMO, con ROMANTICA. Vediamo, attraverso questo filmato d'epoca, una vera e propria chicca, i risultati finali del FESTIVAL, condotto da PAOLO FERRARI e da ENZA SAMPÒ, e poi ROMANTICA, nell'interpretazione di TONY DALLARA. 

  
Ascoltiamo, ora ROMANTICA, all'EUROVISION SONG CONTEST (l'odierno EUROFESTIVAL) del 1960 nella interpretazione di RENATO RASCEL.

  
Nel 1967 FRANK SINATRA e sua figlia NANCY registrarono una canzone, SOMETHIN' STUPID, che raggiunse in breve tempo il primo posto dei singoli più venduti in INGHILTERRA e negli USA, a tal punto da vincere persino il DISCO D'ORO. Ascoltiamola nella versione originale. 

  
Nel 1962 l'indimenticabile SERGIO ENDRIGO registrò una delle sue canzoni più belle, IO CHE AMO SOLO TE, che andiamo ora ad ascoltare. 

  
Andiamo ora ad ascoltare quello che, a giudizio chi scrive, è uno dei brani più romantici della storia della musica. Mi riferisco a SMILE, nella bellissima interpretazione di NAT KING COLE, che ascoltiamo in una registrazione del 1954. 

  
Cari amici, con SMILE, siamo quasi arrivati al termine di questo terzo appuntamento con EMOZIONI IN VINILE. Domani e domenica infatti non andranno in onda nuove puntate, per cui riprenderemo il nostro viaggio alla scoperta della buona vecchia musica a inizio settimana. Ma, niente paura, EMOZIONI IN VINILE resterà comunque con voi anche per il fine settimana.


Essendo infatti iniziato il nostro spazio mercoledì sera, tra stasera e domenica riproporremo le repliche delle puntata finora svolte. Ma non solo. Vi daremo la possibilità di dire la vostra. Pubblicheremo, tra oggi e domenica, la TRACKLIST di queste prime 3 puntate, e, sui brani finora pubblicati, avrete la possibilità di votare le vosro PODIO PREFERITO, le 3 canzoni che vi piacciono di più. Al termine, grazie ai voti faremo una classifica, e i brani più votati verranno replicati nella puntata di DOMENICA.
  
Cari amici, siamo arrivati anche questa sera al termine del nostro appuntamento con EMOZIONI IN VINILE. Nel ringraziarvi veramente di cuore per avermi seguito, sulle note della bellissima MOON RIVER, auguro a tutti voi una BUONA SERATA.
 

 
                                                     Rüdiger Franz Gaetano Herberhold